di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 8 maggio 2024
L’ex ministra Marta Cartabia: “Rieducazione e interventi sociali, reinserimento vuol dire più sicurezza per tutti. Bisogna uscire dal tunnel mentale che prevede il carcere come unico sbocco della sanzione penale. La maggior parte dei detenuti vive situazioni di disagio, dipendenze, problemi psichiatrici: bisogna investire in strutture esterne che abbiano cura di loro e che oggi mancano”. La cosa pazzesca di quando a farti leggere un testo è qualcuno che davvero “la sa” - come si dice - è che all’improvviso ti apre gli occhi sul fatto che nel testo c’è già scritto tutto, bello chiaro, e che ancora più chiaro e spesso più importante in certi casi è quello che non c’è.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 maggio 2024
L’iniziativa nasce da un’idea dell’associazione Italiastatodiritto e del suo presidente, l’avvocato Guido Camera, insieme ad altre organizzazioni e movimenti come Associazione Amici di Sciascia, la Fondazione Enzo Tortora, la Società della Ragione, Unione Camere Penali. Il 14 maggio sarà presentata alla Camera da +Europa. Far trascorrere ai magistrati ordinari in tirocinio almeno quindici giorni in carcere, compresa la notte: è questo il fulcro della proposta di legge che verrà presentata il prossimo 14 maggio alla Camera dei deputati su iniziativa dei parlamentari di +Europa Riccardo Magi e Benedetto della Vedova.
L’arredamento può cambiare la vita dei detenuti: “Lo Stato non può far ammalare in cella le persone”
di Rossella Grasso
L’Unità, 8 maggio 2024
“Lo spazio è importante perché lo Stato ha in carico i detenuti: non possiamo vedere entrare uomini e donne giovani e forti per far uscire persone sostanzialmente malate perché le condizioni sono tali che alla fine il corpo si ammala, oltre alla mente”. Ne è convinta Marella Santangelo, Ordinario di Composizione architettonica e urbana e delegata al Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Università Federico II di Napoli. Insieme a Paolo Giardiello, docente di Architettura degli interni e arredamento dello stesso ateneo da anni lavora al progetto per creare modelli sperimentali di intervento per il lavoro e l’inclusione attiva delle persone in esecuzione penale. Nell’ambito della Design Week a Napoli è stato presentato per la prima volta al pubblico il nuovo progetto di arredi per gli istituti penitenziari italiani frutto di quattro anni di lavoro.
di Franco Bechis
Italia Oggi, 8 maggio 2024
Era stato fra i primi nel parlamento italiano a sollevare con una interrogazione nel 2023 il caso delle condizioni di detenzione in Ungheria di Ilaria Salis. Il renziano Ivan Scalfarotto è stato anche fra i primi a indignarsi (giustamente) a inizio anno quando si è vista condurre la Salis in udienza con le manette ai polsi e una catena con cui veniva accompagnata in aula. Per questo Scalfarotto ha voluto andare a fine marzo in Ungheria in occasione della successiva udienza del processo, rivedendo manette ai polsi e catena che lo hanno fatto indignare ancora di più tuonando contro il regime ungherese che tratta così in udienza gli imputati e indignandosi per l’amicizia fra Giorgia Meloni e quell’autocrate illiberale di Viktor Orbán. Scalfarotto però poi deve avere capito che il regime ungherese c’entra fino a un certo punto, perché quelle manette ai polsi in aula sono piuttosto frequenti anche in Italia.
di Rosalba Miceli
La Stampa, 8 maggio 2024
Parte il nuovo bando dell’impresa sociale “Con i Bambini” con un impegno di 10 milioni di euro. L’articolo 9 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia recita: “il bambino i cui genitori, o uno dei due, si trovano in stato di detenzione, deve poter mantenere con loro dei contatti appropriati”. Contatti che alimentano la relazione di attaccamento reciproco, mantenendo vivi i legami affettivi, arginando gli effetti negativi prodotti dalla separazione, anche traumatica, all’interno del contesto familiare. In continuità con la convenzione Onu, il 21 marzo viene firmata a Roma (e rinnovata più volte) la “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti” da parte del Ministero della Giustizia, l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’Associazione Bambinisenzasbarre.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 8 maggio 2024
Christian Serpelloni e Ilaria Summa sono i responsabili del settore penale dell’Unione nazionale camere minorili. Con la vicenda del Beccaria sullo sfondo, con loro continua il viaggio di Vita.it nella giustizia minorile italiana, vero fiore all’occhiello del nostro Paese, che vive tante criticità ma che va difeso. Continua ad essere alta la tensione nell’Istituto penitenziario minorile-Ipm “Cesare Beccaria” di Milano, al centro di un’indagine della procura su presunte torture e aggressioni ad alcuni giovani detenuti che ha portato in cella e alla sospensione dal servizio, in totale, 21 agenti. Entro la prossima settimana qui arriveranno 47 nuovi agenti di polizia penitenziaria. Intanto, nella notte fra domenica e lunedì, alcuni giovani detenuti hanno appiccato un incendio, domato in tre ore, in una cella. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Cosa sta succedendo al Beccaria? Ma soprattutto, qual è lo stato di salute della giustizia minorile italiana? Lo abbiamo chiesto agli avvocati Christian Serpelloni e Ilaria Summa, responsabili del settore penale dell’Unione nazionale camere minorili.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 maggio 2024
Lunedì Carlo Nordio e l’Anm avevano duellato a distanza. Si erano dati appuntamento per il giorno dopo. Si sono visti ieri pomeriggio a via Arenula: da una parte il guardasigilli e la prima linea della Giustizia di governo, dall’altra la delegazione dei magistrati, guidata da Giuseppe Santalucia. Si è parlato di riforma. Di separazione delle carriere innanzitutto. E Nordio è stato rassicurante ma chiaro: “Mai e poi mai ci sarà un pm assoggettato all’Esecutivo. È un principio assoluto. Abbiamo assunto con gli elettori l’impegno a separare le carriere, ma abbiamo anche un impegno nei confronti dei padri costituenti, che hanno voluto l’autonomia del magistrato. Non la si toccherà, né per la magistratura requirente né per i giudicanti”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 8 maggio 2024
Resa dei conti rinviata ma distanze incolmabili. Santalucia (Anm): “Problema culturale”. Verso il congresso di Palermo con la paura del “sindacato giallo” come in Rai. Una formalità, più che una questione di qualità. L’incontro tra il ministro Carlo Nordio e l’Anm sulla riforma della giustizia prossima ventura non ha spostato di un millimetro l’asse del discorso, e ogni questione di merito verrà comunque affrontata quando il testo uscirà dal consiglio dei ministri (“A brevissimo”, promette il ministro). Le toghe dunque mantengono tutte le loro perplessità verso un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, separerà le carriere, porterà a un doppio Csm, istituirà un’alta corte e, forse, eliminerà pure l’obbligatorietà dell’azione penale. Così il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia all’uscita dal ministero ieri pomeriggio: “Nordio ha tenuto a precisare a noi che la riforma costituzionale terrà ferma l’indipendenza della magistratura nella sua interezza”. E poi: “Noi abbiamo detto che tutta la magistratura associata in tutte le sue componenti è contraria alla riforma. Non si tratta di fare una trattativa di tipo sindacale. Le nostre sono contrarietà culturali e costituzionali”.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 8 maggio 2024
Intervista a Francesco Petrelli, presidente dell’Unione camere penali, partiamo dall’attualità. L’esecutivo sostiene che la separazione delle carriere arriverà in consiglio dei ministri entro maggio - prima delle Europee per intenderci - con un ddl costituzionale.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 8 maggio 2024
“Pg libero di oscurare le indagini, difensori delle toghe pagati dallo Stato: sistema folle”. “Guardi, come prima cosa bisognerebbe evitare che i magistrati sottoposti a procedimento disciplinare siano difesi a spese dello Stato e quindi di tutti noi cittadini”, dice l’avvocato genovese Stefano Cavanna, componente della sezione disciplinare del Csm nella scorsa consiliatura.
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