di Diego Battistessa*
Il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2024
La violenza in America Latina e nei Caraibi continua ad essere protagonista. È quanto è emerso da un incontro internazionale che si è celebrato per tutta la giornata del 23 aprile a Casa d’America nel cuore di Madrid, dal titolo appunto “Territorio di violenza. Il crimine in America”. In un intenso dibattito, con testimonianze e analisi di alto livello, si è discusso dei vari aspetti che alimentano questa spirale nella regione latinoamericana, utilizzando una prospettiva ampia che ingloba la geopolitica, le migrazioni, i femminicidi e la protezione dell’ambiente. Il punto di partenza lo offre InSight Crime, che nel suo report regionale riferito all’anno scorso spiega che “nel 2023 in America Latina e nei Caraibi sono state uccise almeno 117.492 persone, con un tasso di omicidi di 20 ogni 100.000 abitanti. Tuttavia, i dati sugli omicidi in molti paesi sono inesistenti o inaffidabili, quindi il numero reale è probabilmente più elevato”. Per riuscire a fare un confronto dobbiamo pensare che in Europa troviamo l’Italia con un numero di omicidi ogni 100mila abitanti pari a 0,6, in Germania 0,9, Regno Unito 1,2 e Francia 1,4.
di Franco Corleone*
lavitacattolica.it, 28 aprile 2024
L’anniversario della Liberazione - soprattutto in tempi torbidi - è una data che obbliga ad essere all’altezza di chi ha resistito alla dittatura e ha conquistato la democrazia. Il frutto straordinario fu la scrittura della Costituzione che rappresenta il patto della convivenza civile e alcuni articoli fondamentali sono destinati alle persone private della libertà. L’articolo 13 con il comma contro la tortura “È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”, l’articolo 27 con il principio intoccabile per cui “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” e infine l’articolo 32 che prevede che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”, senza discriminazioni ed esclusioni.
di David Allegranti
La Nazione, 28 aprile 2024
Le cronache sui presunti pestaggi all’Istituto Penale Minorile Beccaria - assolutamente da leggere quelle, dolorose ma necessarie, di Quotidiano Nazionale degli ultimi giorni - descrivono un quadro desolante. Che accada in un carcere che porta il nome di Cesare Beccaria contribuisce ad aumentare lo sconcerto: “Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa”, ha scritto l’autore del trattato “Dei delitti e delle pene”.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 28 aprile 2024
Il ministro della Giustizia oggi accoglierà il Papa nel carcere femminile della Giudecca a Venezia: provo gratitudine. “Una sconfitta i suicidi in cella, al Beccaria violenze inaccettabili”. Il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia, che papa Francesco visita domenica, si trova nel carcere femminile della Giudecca. Una collocazione fortemente simbolica, a sottolineare la necessità di una vera, concreta e prodiga attenzione per un universo, quello carcerario, spesso ignorato - dalla politica, dai media e di conseguenza da milioni di cittadini - nonostante versi da anni in una condizione di profonda sofferenza. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato nel padiglione nei giorni scorsi. E vi torna in occasione dell’arrivo del Pontefice.
di Liana Milella
La Repubblica, 28 aprile 2024
Il meloniano affonda la proposta Giachetti che potrebbe dare respiro alle prigioni. D’Ettore garante dei detenuti? Lui è il Garante del governo. Anzi, di Fratelli d’Italia. L’hanno scelto loro. Anche se di carceri non s’è mai occupato. Carlo Nordio, un altro venuto fuori dal cappello dei meloniani, lo ha solo nominato. E dunque, se al governo non piace la “liberazione anticipata speciale” i due, il Guardasigilli Carlo Nordio e il Garante Felice Maurizio D’Ettore, si adeguano. Nordio l’ha liquidata perché “può suonare come una resa dello Stato”. D’Ettore ha diffuso presunti numeri per impallinarla. Cento suicidi in due anni come documenta Antigone? Un po’ di suicidi “sono inevitabili”, ha osato dire il Guardasigilli in Parlamento.
ansa.it, 28 aprile 2024
Il Pontefice alle detenute della Giudecca a Venezia nella prima tappa della sua visita nella città lagunare. “Il carcere è una realtà dura, e problemi come il sovraffollamento, la carenza di strutture e di risorse, gli episodi di violenza, vi generano tanta sofferenza”. Lo ha detto il Papa alle detenute della Giudecca a Venezia invitando a “non togliere la dignità a nessuno”. Il carcere “può anche diventare un luogo di rinascita, morale e materiale, in cui la dignità di donne e uomini non è ‘messa in isolamento’, ma promossa attraverso il rispetto reciproco e la cura di talenti e capacità”.
di Ettore Di Bartolomeo
La Discussione, 28 aprile 2024
Stato spende circa 28 milioni l’anno per riparazioni di ingiusta detenzione. Ma quante sono le persone che subiscono restrizioni della libertà per errori giudiziari? Il garante delle persone private della libertà personale della Campania, Samuele Ciambriello, ne ha parlato durante un convegno e ha anche fornito dei dati aggiornati. “Bisogna distinguere i casi di indennizzo per ingiusta detenzione da quelli di risarcimento derivante da errore giudiziario - ha spiegato - quest’ultimi non costituiscono oggetto di studio dei dati.” Ma su quelli disponibili le evidenze raccontano che “al primo posto troviamo la Corte di Appello di Reggio Calabria con 82 ordinanze di pagamento per riparazione per ingiusta detenzione emesse nel 2023, a seguire Roma con 59 ordinanze, Catania con 53 così come la Corte di Appello di Palermo, Catanzaro con 52 ordinanze, Napoli con 43 ordinanze, e Salerno con 16 ordinanze. Per l’importo degli indennizzi stanziati per queste persone al primo posto c’è la Corte di appello di Reggio Calabria per 8.019.396 di euro, Palermo con 3.845.580, Roma 2.626.240, Catanzaro 2.129.959, Catania 1.565.935, Lecce 1.179.757, Napoli 955.099 e Salerno 761.394.L’importo complessivamente versato nel 2023 a titolo di riparazione per ingiusta detenzione in tutta Italia risulta è di 27.844.794 di euro ed è riferito a 619 ordinanze con le quali le Corti di Appello hanno disposto il pagamento.”
di Marco Fabri e Giacomo Oberto
Il Domani, 28 aprile 2024
È in corso un dibattito acceso sull’introduzione di test e colloquio psico-attitudinale nell’ambito del concorso per la selezione dei magistrati ordinari. Il primo studio comparativo a cura di Cnr e Uim analizza la situazione presente in 32 paesi del nostro continente. In Germania, Francia e Spagna non sono previsti. In queste settimane è in corso un dibattito piuttosto acceso circa l’introduzione di un test e di un colloquio psico-attitudinale nell’ambito del concorso per la selezione dei magistrati ordinari italiani “diretto a verificare l’assenza di condizioni di inidoneità alla funzione giudiziaria”.
Il Dubbio, 28 aprile 2024
“Il parere della Procura Nazionale Antimafia è autorevole, ma non basta”. Gli ermellini depositano le motivazioni con le quali hanno confermato il regime del carcere duro per l’anarchico che di recente è stato condannato in via definitiva per l’attentato alla Scuola Aliievi Carabinieri di Fossano insieme ad Anna Beniamino. Il regime del 41 bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito nel carcere di Sassari è giustificato da ragioni ancora “attuali”, legate in particolare alla “persistente pericolosità del Fai-Fri’, la sigla a cui viene ricondotto l’anarchico detenuto a Sassari. Non basta il parere della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo per prendere in considerazione la revoca anticipata del carcere duro. È quanto si legge nelle motivazioni alla sentenza della Cassazione che ha confermato nei giorni scorsi la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma per “l’estrema pericolosità” del recluso.
La Stampa, 28 aprile 2024
Nel carcere di Saluzzo da alcuni giorni i detenuti appartenenti al circuito “Alta Sicurezza”, la maggioranza ergastolani, si rifiutano di rientrare nelle proprie celle. A denunciarlo in una nota è l’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp). La protesta è iniziata il 25 aprile, quando dodici detenuti non sono rientrati perché non intendevano essere assegnati a celle diverse al termine dell’isolamento. “Si sono “accampati” nel corridoio della sezione del reparto di isolamento e hanno desistito alle ore 2,30 del 26 aprile - spiegano dall’Osapp -. Si è evitato il peggio solo grazie alla continua mediazione del personale di polizia penitenziaria”.
- Roma. La protesta dei detenuti: “Non acquisteremo più la spesa fino a data da destinarsi”
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- Firenze. “Il carcere di Sollicciano va demolito. Un set dell’orrore”
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