Corriere della Sera - Buone Notizie, 1 marzo 2024
L’iniziativa dell’Associazione Acqua2O è dedicata alla reintegrazione sociale dei ragazzi attraverso l’agricoltura ed è stata selezionata dall’impresa sociale Con i Bambini. “La difficoltà è dare ai ragazzi una motivazione tanto forte quanto quella che li ha spinti a commettere un reato”. E offrire così loro “una speranza di futuro”. Silvia Delle Grottaglie sintetizza così il suo impegno da educatrice. “Vi racconto la storia di un nostro beneficiario. Ė un ragazzo arrivato nel progetto L.In.F.A. a 15 anni, aveva commesso reati, non frequentava la scuola, viveva in una comunità. All’inizio era diffidente, ma svolgendo le attività, giorno dopo giorno, è riuscito ad avviare un percorso di auto-imprenditorialità”. Anna Franza spiega così la sua esperienza di assistente sociale. Silvia e Anna fanno parte della squadra del progetto L.In.F.A. (Lavoro, Inclusione, Formazione in Agricoltura), selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e promosso a Mesagne (Brindisi) dall’Associazione Acqua2O.
L'Opinione, 1 marzo 2024
La collana Voltairiana, ultima nata in casa Liberilibri, si arricchisce di un nuovo volume - il quarto - dedicato al Carcere. Ne è autrice il magistrato Silvia Cecchi, sostituto procuratore presso la Procura di Pesaro, che ripercorre qui la storia dell’istituzione carceraria e ne delinea una riforma possibile. Nella prefazione, il criminologo Adolfo Ceretti scrive che l’autrice “riesce a tracciare un quadro esaustivo e rigoroso dei temi costitutivi di un’istituzione che contraddistingue in modo marcato la modernità e la tarda-modernità di tutti i Paesi occidentali”.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 1 marzo 2024
Le trattative per la gestione delle proteste. Quella di domani si annuncia come un’altra giornata complicata per l’ordine pubblico. Assicura il ministro Piantedosi che “il rischio di incidenti e di scontri è pari a zero se i manifestanti non pongono in essere comportamenti pericolosi o violenti, rispettando le regole”. Una constatazione quasi ovvia, che però nel clima creatosi dopo gli scontri di una settimana fa rischia di essere meno scontata di quanto ci si potrebbe aspettare.
di Alessandro Bergonzoni
La Repubblica, 1 marzo 2024
Considerazioni semiserie (ma molto serie) di un attore comico sui fatti di Pisa. Bello sarebbe se le istituzioni facessero scuola, passando alla storia, per esserne parte a prescindere dalla propria barricata, arma, o dal tal governo. Invece accade il contrario. O si Mattarella o si manganella. Cosa “colpisce” di più di certi poliziotti e incerti governi? Dopo il contundere fisico, colpisce che siano incerti sul fatto che si possa chiedere scusa, si possa passare a parlare con chi hai davanti e non solo soverchiarlo. Incerti che creare paura non paga né uno stipendio basso né la convivenza tra istituzioni e cittadini tanto meno adolescenti. Sui morti, si sa, decide la scientifica, su feriti e contusi la classica, verità, il rispetto non della scienza ma della coscienza, prima ancora della conoscenza; deciderà una nuova arte del viversi, capirsi, ascoltarsi, non del vicendevole convincersi o peggio volerla vinta.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 1 marzo 2024
Noi vi lasciamo manifestare, ma voi fate i bravi, evitate “comportamenti provocatori”, rispettate “le prescrizioni”, chiedete il permesso. Non fate avvicinare “esponenti dell’area antagonista”, qualsiasi cosa voglia dire, o dio non voglia “estremisti”. Altrimenti capiterà ancora che qualcuno si farà male. Non si sa come e perché, visto che la polizia a Firenze e a Pisa ha solo “contenuto” o “alleggerito” e diciassette manifestanti di cui undici minorenni si sono feriti, probabilmente da soli.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 1 marzo 2024
Il ministro in parlamento difende gli agenti, ma non dice una parola sui ragazzi feriti. E Tajani fa la parafrasi di Pasolini: “I poliziotti sono figli del popolo, quelli che li attaccano figli di papà”. Il tono è piatto, burocratico, grigio. Come se fosse la lettura di un atto amministrativo qualsiasi, di un verbale come un altro. Matteo Piantedosi - che non a caso prima di diventare ministro è stato per tanto tempo un prefetto -, ieri, è andato prima alla Camera e poi al Senato per informare “con urgenza” i parlamentari sulle manganellate prese dagli studenti a Pisa e a Firenze la settimana scorsa. E non sono arrivate scuse, nel senso di espressioni di dispiacere, ma solo scuse da intendere come giustificazioni.
di Damiano Borin*
Il Manifesto, 1 marzo 2024
In meno di tre mesi, tra il novembre scorso e il gennaio di quest’anno, il sindaco leghista di Ferrara Alan Fabbri è passato dal celebrare l’apertura di un nuovo Centro di permanenza per i rimpatri come “un’opportunità” per il territorio estense a farsi fotografare con l’aspirante vicesindaco Alessandro Balboni su un cartellone che dice “Grazie a Fratelli d’Italia il Cpr non si farà”. Complici le elezioni amministrative del prossimo giugno, e la maggioranza dei cittadini contraria, la destra ha fatto un’inversione a U. Di certo non basta, di certo non ci si può fidare: per questo sabato prossimo nelle strade del capoluogo emiliano sfilerà un grande corteo contro l’apertura di nuove strutture per la detenzione amministrativa dei migranti. A Ferrara o altrove.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 1 marzo 2024
Al di là della storia giudiziaria, costosa e inutile, c’è il fallimento di un teorema politico che ha coinvolto buona parte dei partiti politici, dal M5s alla Lega fino a FdI, che riducevano il fenomeno migratorio alla presunta connivenza fra trafficanti e ong. La decisione della procura di Trapani di chiedere, dopo ben sette anni, il non luogo a procedere nei confronti della ong tedesca Jugend Rettet e dell’equipaggio della sua nave di salvataggio Iuventa apre interrogativi profondi sull’incapacità di questo paese di maneggiare un tema delicato e complesso come quello dell’immigrazione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 marzo 2024
Il 14 febbraio scorso, davanti al Tribunale di Napoli, è iniziato il processo a tre giovani del Sud Sudan, in carcere da oltre 5 mesi per aver condotto un’imbarcazione in condizioni precarie, con a bordo 80 persone, dalle coste Libiche fino al salvataggio nel Mar Mediterraneo. Allo sbarco, il 28 agosto, i tre uomini, poco più che ventenni, sono stati sottoposti a interrogatori serrati, riconosciuti come capitani, quindi arrestati e tradotti nel carcere di Poggioreale. Come accade sistematicamente nei confronti dei capitani l’applicazione della misura cautelare del carcere è stata motivata con l’assenza di una dimora stabile in Italia, che diviene sintomatica del “pericolo di fuga”, e con il “rischio di reiterazione del reato”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 1 marzo 2024
Iuventa, la memoria della difesa: privati indispensabili per la gestione dei soccorsi in mare: coprono quasi la metà delle operazioni. “Nell’arco temporale compreso tra il 2017 (anno a partire dal quale vengono avviati i primi procedimenti penali nei confronti dei membri di Ong tra cui quello nei confronti dell’equipaggio della Iuventa) e settembre 2023, il numero dei dispersi supera le 11 mila unità”. Basterebbe questo passaggio della memoria depositata ieri dagli avvocati Nicola Canestrini, Francesca Cancellaro e Alessandro Gamberini per capire l’effetto dell’indagine sulla Iuventa.
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