di Roberta Rampini
Il Giorno, 27 febbraio 2024
Axians Italia ha avviato il progetto nel 2021 e oggi ha alle sue dipendenze sei detenuti molto preparati. Chi aderisce fa un corso di formazione teorico e pratico di un anno e mezzo con esami settimanali. Si scrive Nic e si legge Noc (Network operations center) in carcere. È il progetto di Axians Italia, player di riferimento nel settore dell’Information & communication technology, avviato nel 2021 nel carcere di Bollate. Oggi dà lavoro a sei detenuti che quotidianamente, da remoto, si occupano di monitorare e dare supporto ai clienti di Axians Italia. Il laboratorio è stato allestito in un locale all’esterno delle mura del carcere. Qui sono installati terminali, display e sistemi di monitoraggio collegati h24 con aziende e strutture critiche. I detenuti che aderiscono al progetto fanno un corso di formazione teorico e pratico di un anno e mezzo organizzato in collaborazione con la Cisco Academy e devono sostenere settimanalmente un esame per verificare le conoscenze acquisite. Solo chi supera tutti gli esami e completa il corso potrà accedere a un posto di lavoro.
calabria.live, 27 febbraio 2024
È stato presentato il corso di “Pizza base” riservato ai detenuti delle sezioni maschile e femminile della casa circondariale di Castrovillari. La presentazione è avvenuta nella Sala Carlomagno dell’Ipseoa “K. Wojtyla”. La dirigente, prof.ssa Immacolata Cosentino, ha evidenziato l’importanza del corso della durata di 40 ore, derivante dall’ampliamento dell’offerta formativa dell’istituto e teso ad incrementare le opportunità dei detenuti per prepararsi professionalmente durante il periodo di pena, ma anche di riqualificarsi per il loro rientro nella società. Al corso pizza base si aggiungerà anche quello di sartoria, riservato alle studentesse della sezione femminile.
garantedetenutilazio.it, 27 febbraio 2024
L’Osservatorio per la giustizia di comunità intende promuovere programmi “che hanno lo scopo di risolvere conflitti, costruire relazioni e riparare fratture”. “Oggi abbiamo fatto ciò che è utile e possibile fare”, così la Coordinatrice dell’Osservatorio per la giustizia di comunità, Roberta Palmisano, presidente della IV sezione penale del Tribunale di Roma, al termine della riunione per la firma del documento sui programmi di giustizia riparativa, che si è tenuta a Roma mercoledì 21 febbraio.
casainternazionaledelledonne.org, 27 febbraio 2024
Il convegno organizzato dalla Onlus Nuova Frontera riguarda la tematica della detenzione secondaria. Per “detenzione secondaria” si intendono tutti quegli effetti diretti e riflessi che nelle famiglie dei soggetti sottoposti a misure privative della libertà personale si trovano quotidianamente ad affrontare. Effetti che non si limitano unicamente all’ambito giuridico, come la costante necessità di aggiornamenti in merito ai diritti spettanti alle famiglie e, quindi, le relative modalità di azione legale volte all’effettiva tutela di questi diritti se violati, ma anche tutti quegli effetti legati alle problematiche psicologiche e sociali che spesso delineano la vita delle dei familiari dei soggetti reclusi, modificandola e ponendo in essere delle condizioni che invalidano e compromettono il quotidiano svolgimento di una normale esistenza.
garantedetenutilazio.it, 27 febbraio 2024
Martedì 20 febbraio nel teatro della Casa circondariale femminile di Rebibbia è stata proiettata una selezione di video realizzati dalle allieve detenute, ispirati a romanzi, graphic novel e poesie, nell’ambito del premio Bookciak, Azione!. Si tratta di alcuni cortometraggi di tre minuti realizzati dalle studentesse della sezione interna del liceo artistico statale “Enzo Rossi”. La direttrice dell’istituto penitenziario, Nadia Fontana, è intervenuta in apertura sottolineando l’importanza di un progetto che favorisce l’incontro della società esterna con l’interno. Presente anche la Garante di Roma Capitale, Valentina Calderone, al termine delle proiezioni è stata consegnata fisicamente la targa conferita all’evento di pre-apertura delle Giornate degli autori al Festival di Venezia al corto “El Chuño. Los Andes a Rebibbia”: appena tre minuti di immagini e musica in cui emerge la particolare visione da dietro le sbarre del ricordo di fuori, tra montagne e foreste a partire dalla raccolta di poesie Sacro e urbano di Isabella Capurso. Nell’occasione il preside del liceo, Danilo Vicca, ha consegnato il diploma di maturità a una studentessa diplomatasi nell’anno scolastico 2021-2022.
cronacacomune.it, 27 febbraio 2024
Il teatro come fonte di benessere psichico e occasione di inclusione sociale. È con questo spirito che all’interno della Casa Circondariale di Ferrara il Teatro Nucleo prosegue, con il coinvolgimento di una trentina di detenuti, il proprio progetto di “Teatro in carcere”, a cui il Comune di Ferrara ha destinato un nuovo contributo di 15mila euro approvato oggi dalla Giunta, su proposta dell’Assessorato alle Politiche sociali.
di Alessio Nisi
vita.it, 27 febbraio 2024
Così Stefano Zamagni ricorda don Giovanni Nicolini, parroco della diocesi di Bologna che ha dedicato la vita al sostegno delle persone più in difficoltà. Vicino ai malati, ai detenuti e agli emarginati. Figura di riferimento non solo per la comunità religiosa, ma per tutta la cittadinanza. Si impegnò per i malati e per stare vicino ai sofferenti, portando un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà. Ha fatto dell’impegno per i più poveri e i deboli la sua missione di vita: un’esistenza segnata dall’impegno ecclesiale, che è andato di pari passo con l’impegno politico. Due anime inscindibili. Un unico obiettivo: il bene comune. “Una persona estremamente generosa, molto volitiva, soprattutto capace di mettere assieme la dimensione contemplativa con la dimensione dell’impegno fattivo della civitas”. Con queste parole, Stefano Zamagni, docente di Economia civile all’Università di Bologna, ricorda don Giovanni Nicolini, parroco della chiesa di Sant’Antonio da Padova alla Dozza, scomparso il 26 febbraio a 83 anni. A lungo direttore della Caritas, tra i primi collaboratori di don Dossetti, Nicolini è stato una figura importantissima della Chiesa di Bologna.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 27 febbraio 2024
L’informativa del ministro: “Hanno rifiutato ogni mediazione”. Intanto la procura di Pisa valuta la posizione di quindici agenti. I manifestanti di Pisa “hanno rifiutato ogni mediazione”, mentre quelli di Firenze “hanno cercato di sfondare i cordoni di polizia per dirigersi verso obiettivi sensibili”. Al consiglio dei ministri di ieri pomeriggio, Matteo Piantedosi ha spiegato i motivi per cui, secondo lui, le manganellate date agli studenti venerdì scorso sono da considerarsi tutto sommato come un evento giustificabile.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 27 febbraio 2024
Un’analisi del fenomeno non solo in rapporto con la politica. “Che cos’è la polizia?”, un volume di Giuseppe Campesi, per DeriveApprodi. La compagine governativa attuale, sembra fare dell’azione poliziesca, in particolare repressiva, la cifra della sua prassi. Sin dall’insediamento dell’attuale esecutivo abbiamo assistito alla produzione di decreti legge mirati a individuare nuove tipologie di reato (per esempio nel decreto anti-rave), oppure a sancire l’esistenza di nuove categorie di devianti e criminali, come nel caso di Caivano.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 27 febbraio 2024
L’unica lezione della strage di un anno fa: ci sono vite a rischio? Si interviene, punto. Anche se la presenza di rischio e di vite è solo “sospetta”. Ricordate quella promessa collettiva dei tempi più duri della pandemia? Ne usciremo migliori, ci eravamo convinti. Non è stato così, com’è del tutto evidente. Anche davanti alla fila infinita di bare per la strage di Cutro avevamo osato sperare la stessa cosa. E invece eccoci qui, un anno dopo, a guardare la tragedia umana dei migranti (a Cutro oppure prima o dopo Cutro, poco importa) ridotta a slogan da social e litigi politici. È troppo chiedere di posare le armi e cercare per una volta qualcosa che assomigli almeno a un tentativo di soluzione? I pescatori e i soccorritori che all’alba del 26 febbraio 2023 hanno strappato alle onde i cadaveri di 35 bambini e ragazzini, che alla fine di quel giorno disgraziato hanno contato 94 morti e hanno salvato 81 persone, non si sono chiesti se quelle persone erano migranti economici o se scappavano da guerre. Hanno fatto quel che andava fatto: intervenire. C’è un’inchiesta in corso che dirà se la Guardia di Finanza e la Guardia Costiera quella notte fecero male o fecero meno di quel che dovevano. Ma se anche un processo stabilisse che gli indagati abbiano commesso errori o omissioni, il punto non sarà mai il loro agire o non agire. Il punto è capire cosa cambiare per non lasciare a nessuno, quindi nemmeno a loro, lo spazio dell’interpretazione nei salvataggi in mare. Ci sono vite a rischio? Si interviene, punto. Anche se la presenza di rischio e di vite è solo “sospetta”. Forse basterebbe già questo a uscirne migliori.
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