notiziecarpi.it, 26 dicembre 2025
Un incontro carico di umanità e di gratitudine con i detenuti, i volontari, la direzione e il personale. Nel giorno di Natale, tra le mura del Carcere Sant’Anna di Modena, si è rinnovato un appuntamento che ogni anno prova a restituire senso e speranza a un tempo segnato dall’attesa. La celebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo don Erio, è stata anzitutto un incontro: con alcuni detenuti, volontari che quotidianamente abitano la vita del carcere, e con la direzione dell’istituto. Nell’omelia, il Vescovo ha riportato il Natale alla sua essenza più concreta.
chietitoday.it, 26 dicembre 2025
Dal 27 al 30 dicembre nella sala Mattioli in corso De Parma a Vasto ci sarà la mostra “Il Nido”, reportage fotografico analogico di Francesco Lovino realizzato nell’istituto penitenziario della città. L’inaugurazione della mostra è in programma il 27 dicembre alle ore 18. Il progetto è promosso da Maria Giuseppina Rossi, funzionario giuridico - pedagogico dell’Istituto penitenziario di Vasto ed è patrocinato dal Comune di Vasto con il supporto degli assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali e finanziato da Pmi Service di San Salvo. Il reportage è stato realizzato nell’estate 2025 e nasce da una riflessione sulla possibilità di abitare la costrizione, a partire dall’ambivalenza per cui “lo spazio che protegge è lo stesso che limita”.
di Maurizio Stammati e Peter Ercolano
utopiateatroragazzi.it, 26 dicembre 2025
Intervista con Rodolfo Craia, funzionario giuridico pedagogico, responsabile area educativa della Casa circondariale di Latina. “Sono entrato nell’Amministrazione Penitenziaria quasi per caso ormai trent’anni fa. In quel periodo lavoravo nello studio di un professionista, dei parenti mi consigliarono di partecipare ad un concorso per tecnico agrario del Dap; lo vinsi ottimamente piazzato ma le sedi erano tutte sulle isole sedi di colonie penali, mi assegnarono la sede di Pianosa (isola dell’Arcipelago Toscano), dismessa nel 1998 è oggi un parco regionale”.
di Antonio Fico
L’Espresso, 26 dicembre 2025
La guerra in Ucraina ripropone la minaccia cancellata nel 1987. Usa e Germania hanno un accordo per un nuovo sistema di difesa. E la Russia ha gli Oreshnik puntati su Berlino. Il nome di Stanislav Petrov non dice oggi molto alla maggioranza delle persone. Nel 1983, all’apice della tensione tra Stati Uniti e Unione sovietica, il sistema satellitare sovietico aveva individuato cinque missili intercontinentali in partenza da una base nel Montana. Il tenente colonnello dell’Armata rossa avrebbe dovuto avvisare i superiori, scatenando una massiccia operazione di rappresaglia con missili balistici verso obiettivi strategici in Inghilterra, Francia, Germania Ovest e Stati Uniti. Petrov invece prese tempo, interpretò il segnale come un errore (lo era) e salvò il mondo da un Olocausto nucleare.
di Daniela Fassini
Avvenire, 26 dicembre 2025
Sono 116 le vittime dell’ennesima tragedia al largo della Libia. Inutili le segnalazioni di Alarm phone. Perego (Migrantes): “Con che coraggio difendiamo i confini prima delle persone?”. “Con che coraggio possiamo difendere i confini prima che difendere le persone? Perché non allarghiamo il presidio in mare per salvare le persone, con una collaborazione tra Europa e società civile? Sono domande che in queste ore sono insanguinate dalla morte di uomini, donne, bambini, che ipotecano il nostro futuro, il futuro della nostra Democrazia”. Monsignor Giancarlo Perego, il presidente della Commissione Cei che si occupa di immigrati nonché presidente della fondazione Migrantes, sferza le coscienze davanti all’ultima tragedia del mare nel Mediterraneo centrale, che è avvenuta nel silenzio e nell’indifferenza generale il giorno della vigilia di Natale.
di Nicol Degli Innocenti
Il Sole 24 Ore, 26 dicembre 2025
Tre detenuti hanno superato i 52 giorni senza cibo e sono stati ricoverati. Accuse di terrorismo In carcere da un anno. Greta Thunberg arrestata e poi rilasciata alla protesta di ieri Greta Thunberg, l’attivista svedese, è stata arrestata a Londra ieri e poi rilasciata su cauzione per avere partecipato a una manifestazione pro-Pallestina con un cartello con su scritto “Sostengo i prigionieri di Palestine Action. Mi oppongo al genocidio”. Il fermo è avvenuto per violazione del “Terrorism Act”. Tre giovani attivisti di Palestine Action sono in ospedale e rischiano la morte e altri tre sono in carcere in gravissime condizioni dopo settimane di sciopero della fame per protesta contro il loro arresto e detenzione senza processo.
di Francesco Ognibene
Avvenire, 26 dicembre 2025
Lei è milanese, 86 anni, malata. Ecco come è nata quasi per caso la corrispondenza con un condannato alla pena capitale in un carcere duro della Florida. Silvia Rocco ha 86 anni e uno di quei volti che a prima vista capisci plasmati dal bene fatto, visto, costruito. Un sorriso accogliente e buono, le parole misurate e gentili. I quattro figli cresciuti all’idea che attorno a noi c’è un bisogno smisurato di attenzioni, e lei che oggi dice di aver “dedicato la mia vita ad aiutare persone in situazioni estreme: tossicodipendenze, Aids, disagio psichico e comportamentale”.
di Riccardo Benotti
agensir.it, 25 dicembre 2025
“Nelle carceri c’è troppa sofferenza. Per ridare dignità dobbiamo investirci molto, in termini di denaro, tempo e umanità: l’impegno deve diventare un progetto strutturale con un accompagnamento continuo e finanziamenti adeguati così che la rieducazione, che è quello a cui costituzionalmente siamo chiamati, sia possibile e reale”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, in un’intervista dopo il Giubileo dei detenuti.
di Basilio Brodu*
ortobene.net, 25 dicembre 2025
Il quadro storico-normativo del “carcere duro”. Il regime speciale del 41-bis dell’ordinamento penitenziario affonda le sue radici nella drammatica stagione delle stragi mafiose degli anni Novanta, ma la sua genesi normativa risale alla legge Gozzini del 10 ottobre 1986. Il senatore Mario Gozzini, eletto nel 1976 nelle liste del PCI e successivamente transitato nella Sinistra indipendente, introdusse con la legge n. 663 del 1986 le prime forme di regime detentivo differenziato, modificando la precedente legge del 26 luglio 1975 n. 354 sull’ordinamento penitenziario.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 25 dicembre 2025
Nel 2021 l’uomo uccise sua moglie Laura Amidei, malata terminale, per “pietà”: perché non ebbero altra scelta? Il 22 dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato cinque decreti di grazia, come previsto dall’articolo 87 della Costituzione. Tra quei cinque c’è Franco Cioni, “nato nel 1948, condannato a sei anni, quattro mesi e venti giorni di reclusione per il delitto di omicidio volontario della moglie, affetta da malattia in stato terminale e con la quale era sentimentalmente legato da cinquanta anni, commesso nell’aprile del 2021.
- Milano. Spostare San Vittore e farci un parco: l’idea (contestata) di Beppe Sala
- Bologna. Blengino: “La situazione alla Dozza peggiora”. E i detenuti si appellano a Mattarella
- Trento. “Nel 2025 siamo stati dimenticati”, nel carcere sovraffollamento e carenza di personale
- Brescia. Alfredo Bazoli: “Carceri? Dal Governo arrivano solo annunci”
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