di Angelo Picariello
Avvenire, 11 dicembre 2025
Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura: “Il tema del sovraffollamento è urgente”. Poi cita il capo dello Stato e ricorda che “le misure alternative hanno dato prova di maggior efficacia rispetto alla detenzione carceraria”. Perciò va ripensato “il ruolo della pena”. “Il tema del sovraffollamento e della condizione carceraria è urgente”. La proposta del presidente del Senato Ignazio La Russa di una modica misura di clemenza, in vista del Natale, per i detenuti a fine pena, è già archiviata, ma per il vicepresidente del Csm, l’avvocato Fabio Pinelli, il problema non è rinviabile.
di Andrea Oleandri*
antigone.it, 11 dicembre 2025
Sono ancora aperte le iscrizioni per il webinar internazionale di presentazione delle International Guiding Statement on Alternatives to Solitary Confinement (IGS), le nuove linee guida globali dedicate alla riduzione e al superamento dell’isolamento carcerario. Il webinar si terrà L’11 dicembre 2025, dalle 14:30 alle 19:30. L’isolamento carcerario, nonostante sia riconosciuto da numerosi organismi internazionali come pratica potenzialmente lesiva della dignità umana e della salute psicofisica, continua infatti a essere utilizzato in molti sistemi penitenziari come strumento di gestione o sanzione disciplinare. La IGS intende colmare una lacuna cruciale: definire standard condivisi, basati su evidenze e buone pratiche, che permettano ai Paesi di ridurre gradualmente il ricorso all’isolamento fino al suo superamento, promuovendo approcci più rispettosi dei diritti delle persone detenute e più efficaci nel garantire sicurezza e benessere.
di Franco Mirabelli*
huffingtonpost.it, 11 dicembre 2025
Sulla riforma della giustizia e il referendum vorrei solo richiamare alcune questioni, soprattutto politiche, che definiscono il contesto in cui è nata questa riforma. Prima di tutto è utile ricordare che la maggioranza di governo che ha proposto questa riforma, in questi anni, ha fatto una serie di interventi legislativi volti a depotenziare la lotta alla corruzione e ai reati dei colletti bianchi. Mentre si è continuato a produrre nuovi reati e alzare le pene, affrontando così ogni questione, dai rave party a Caivano, Nordio ha abolito il reato di abuso di ufficio e dato una stretta all’utilizzo delle intercettazioni per i reati contro la Pubblica Amministrazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 dicembre 2025
Il giurista spiega perché votare Sì: giudice davvero terzo, pm parte senza privilegi, sorteggio per spezzare il potere correntizio e un Csm ricondotto al suo ruolo originario. “La campagna del No? Pessima e contraddittoria”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 dicembre 2025
L’ordinario di Genova critica la riforma: “Affidare al caso i due Csm è uno strappo democratico. Rischiamo una magistratura meno indipendente e un sistema disciplinare usato per “formare” i magistrati troppo autonomi”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 11 dicembre 2025
La giudice Girardi condanna a pene pesanti gli imputati del processo sull’eplosione della fabbrica abusiva di fuochi d’artificio a Ercolano ma viene aggredita dai famigliari delle vittime. Manes: “Oggi l’idea di pena utile e proporzionata è impopolare”. Costringe tutti a riflettere sulla concezione della “pena” da parte dei cittadini quanto accaduto ieri al tribunale di Napoli, dove i parenti e gli amici delle tre vittime dell’esplosione di un anno fa a Ercolano di una fabbrica abusiva di fuochi di artificio hanno tentato di aggredire il giudice dopo la lettura della sentenza emessa nei confronti dei titolari dell’azienda.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 dicembre 2025
La reazione politica all’audizione del procuratore nisseno Salvatore De Luca in commissione antimafia era scontata. Anche se in un Paese normale non dovrebbe esserlo. Tra conflitti di interesse e approccio ideologico sul tema delle stragi di mafia, non si riesce a essere intellettualmente onesti. Si finisce solo per strumentalizzare in modo volgare i giudici Falcone e Borsellino. Ma è un problema antico. Basta ascoltare l’intervista che Corrado Augias fece a Giovanni Falcone all’indomani dell’uscita del suo libro scritto a quattro mani con Marcelle Padovani. Il giudice ammazzato a Capaci disse testualmente: “Spesso condizionati dalle contingenze della lotta politica, siamo portati a vedere questi problemi, in particolare il rapporto tra mafia e politica, con una lettura che in realtà è inadeguata rispetto alla gravità del problema”. E qual è la gravità del problema? Lo spiega sempre Falcone: “È che è la mafia a porre in condizione di autonomia le regole del gioco”.
di Diana Pompetti
Il Centro, 11 dicembre 2025
C’è la richiesta di archiviazione per il medico e i due infermieri iscritti nel registro degli indagati. Il 46enne di Mosciano fu stroncato da un attacco cardiaco. Il pm: “Garantita l’assistenza prevista”. Tra le tante inchieste in corso sui detenuti morti nel carcere di Castrogno nell’ultimo anno, c’è un fascicolo che si chiude con una richiesta di archiviazione nei confronti di un medico e di due infermieri all’epoca dei fatti in servizio nel penitenziario teramano. L’inchiesta è quella sulla morte di Domenico Di Rocco, il 46enne moscianese di etnia rom trovato morto nella sua cella nel marzo di quest’anno.
di Silvia Pogliaghi
trendsanita.it, 11 dicembre 2025
Negli istituti penitenziari italiani persistono criticità strutturali che ostacolano l’accesso alle cure: carenza di personale formato, servizi frammentati, scarsa integrazione con il territorio. Il Corso di Perfezionamento in Medicina Penitenziaria dell’Università degli Studi di Milano è nato per rispondere a queste esigenze. Negli istituti penitenziari italiani la tutela della salute continua a rappresentare una delle aree più critiche e meno visibili del sistema sanitario. Carenza di personale con competenze specifiche, frammentazione dei servizi, difficoltà di integrazione con le strutture territoriali e un fabbisogno crescente di professionalità specialistiche - dall’infettivologia alla salute mentale - rendono evidente la necessità di un rafforzamento formativo strutturato.
di Valeria Arnaldi
Il Messaggero, 11 dicembre 2025
La fondazione dell’ex ministra ha promosso l’iniziativa a Rebibbia. “Un simbolo potente di connessione tra il dentro e il fuori, tra chi oggi è recluso e una società che può — e deve — tornare a guardare”. Così, ieri mattina, l’ex ministra della Giustizia Paola Severino, ha definito l’installazione permanente Benu di Eugenio Tibaldi, entrata, proprio grazie alla Fondazione Severino - di cui l’ex ministra è presidente - e alla Fondazione Pastificio Cerere, con Intensa Sanpaolo, nel patrimonio della Casa circondariale femminile di Rebibbia “Germana Stefanini” e visibile, appunto, anche dall’esterno. Un messaggio reso ancora più potente e di impatto dall’inaugurazione dell’opera alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La sua presenza ci onora e rappresenta un segnale forte di attenzione verso le persone detenute e verso un’idea di giustizia che non smette di credere nella possibilità di rinascere”, ha rimarcato Severino, ringraziando il presidente.
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