di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 10 dicembre 2025
Si è tenuta alla Camera dei deputati una riuscita iniziativa promossa dall’Ordine dei giornalisti del Lazio sul fragile e contraddittorio recepimento nel nostro ordinamento della direttiva europea 2024/1069, cosiddetta anti Slapp (Strategic Lawsuits Against Public Participation). Si tratta di una importante normativa, nata in seguito all’omicidio della coraggiosa giornalista maltese Daphne Caruana Galizia uccisa perché aveva messo il naso negli sporchi affari che coinvolgevano il governo. La scossa morale indusse -finalmente- il vecchio continente a muoversi. Meglio tardi che mai, come si usa dire.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 10 dicembre 2025
Il magistrato ha raccontato il clima che si viveva nella procura di Palermo nel periodo delle stragi del 1992. Tre ore per riassumere tre anni d’indagini, e non sono bastate. Il primo capitolo dell’audizione del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca davanti alla commissione parlamentare Antimafia, a consuntivo dei diversi filoni d’inchiesta riavviati sulle stragi del 1992, s’è chiuso aprendo nuovi interrogativi e nuovi sospetti sull’isolamento subito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alla Procura di Palermo nei mesi che precedettero le bombe di Capaci e via D’Amelio. E dunque sul palazzo dei “veleni” tante volte raccontati negli ultimi trent’anni, e che ora tornano a scorrere nella ricostruzione dei nuovi inquirenti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 dicembre 2025
Stragi, il capo della Procura di Caltanissetta in audizione antimafia lancia un duro attacco alla gestione Giammanco del procedimento e alle indagini di Scarpinato. “Non sarò breve”. Salvatore De Luca, procuratore di Caltanissetta, lo ha detto subito, con disarmante sincerità, ai commissari dell’Antimafia. E non lo è stato. Ore di audizione per ricostruire, pezzo dopo pezzo, quello che il suo ufficio ritiene essere il quadro più credibile delle concause della strage di Via D’Amelio. Un lavoro “monumentale”, come ha riconosciuto la presidente della commissione alla fine. Un lavoro che punta il dito su una pista precisa: mafia-appalti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 dicembre 2025
Con una sentenza pubblicata ieri, i magistrati amministrativi del Lazio ribadiscono un principio inviolabile. Peccato sia molto più “violabile” per le inchieste penali sui cittadini comuni. Esiste un principio, nella giustizia, esaltato dalla prassi italiana: la pubblicità del processo. Che una vicenda giudiziaria possa svolgersi, almeno nella fase del contraddittorio, con la massima evidenza pubblica, è garanzia tipica delle democrazie. Dalle nostre parti, va detto, vige una variante parossistica, del principio: lo sputtanamento sfrenato della persona indagata, praticato fin dall’iscrizione a registro. A essere “pubblico” diventa anche ciò che dovrebbe essere segreto. Vale soprattutto per i politici: c’è un interesse generale a “sapere”, dicono. Bene. Eppure, c’è un procedimento che, al contrario, è del tutto inaccessibile, e siamo sempre in Italia: si tratta del procedimento disciplinare a carico di un magistrato. Lì la conoscenza pubblica è preclusa, anche all’eventuale denunciante autore dell’esposto.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 10 dicembre 2025
Il caso si realizza quando vi è condanna per la violazione del Daspo amministrativo e il giudice fissi modalità di astensione e di presentazione in questura ulteriori e diverse ma la cui violazione non è però sanzionata dall’ordinamento. La sentenza n. 39462/2025 della Corte di cassazione penale ha chiarito di fatto quali siano le conseguenze per chi colpito da Daspo del questore lo abbia violato e il giudice nel condannarlo per il relativo reato prescriva ulteriori e diverse prescrizioni dell’obbligo di presentazione durante le competizioni sportive che gli sono interdette mancando però di rispettarle. In effetti, nel caso concreto deciso dalla Cassazione, il ricorrente aveva violato le prescrizioni del Daspo “giudiziario” ma risultava essersi adeguato a quelle dettate inizialmente dal questore con l’emissione del Daspo amministrativo.
assemblea.emr.it, 10 dicembre 2025
L’intervento del Garante dei detenuti. Sono trascorsi cinquant’anni dall’approvazione dell’ordinamento penitenziario, norma che ha introdotto il concetto della riabilitazione del detenuto, mettendo al centro la persona con i suoi diritti. Con il superamento del modello punitivo il carcerato ha la possibilità di costruirsi un percorso personalizzato rivolto, finita la detenzione, al reinserimento sociale. Per questo serve aumentare le attività rivolte al ristretto, a partire da quelle lavorative. Per assicurare al detenuto questo diritto occorre, però, un maggiore coinvolgimento di soggetti esterni. C’è, poi, il tema del sovraffollamento, ostacolo all’attivazione di questi percorsi trattamentali. Questo, in sintesi, i contenuti del convegno dedicato ai cinquant’anni dall’approvazione dell’ordinamento penitenziario che si è tenuto in mattinata a Bologna nella sede dell’Assemblea legislativa.
di Andrea Sparaciari
La Notizia, 10 dicembre 2025
La governatrice: “Noi mai interpellati”. Per la governatrice l’isola non può reggere 91 nuovi detenuti al 41-Bis. Nordio nega, ma implicitamente conferma. Sardegna, terra di spiagge meravigliose e di… detenuti al 41-bis. Almeno nelle intenzioni del governo di Giorgia Meloni, che da Roma ha fatto recapitare alla presidente Alessandra Todde la notizia che sull’isola saranno trasferiti 91 detenuti in regime di massima sicurezza. Tutti diretti al carcere di Uta. Una decisione mai condivisa con la presidente sarda, che è stata semplicemente informata. “Sei giorni fa ho scritto alla presidente del consiglio, Meloni, per difendere la Sardegna da una decisione assunta senza confronto, senza preavviso e senza rispetto istituzionale. A oggi non è arrivata alcuna risposta”, ha attaccato ieri mattina Todde.
Il Dubbio, 10 dicembre 2025
Il capo della Procura generale di Perugia segnala più detenuti, aggressioni in aumento e boom di telefoni cellulari nelle strutture penitenziarie. L’incontro tra il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, e il nuovo provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria Umbria-Marche, Liberato Gerardo Guerriero, insediatosi alla guida del Provveditorato con sede nella casa circondariale di Capanne, diventa l’occasione per fare il punto sullo stato degli istituti penitenziari umbri. Un quadro che, come emerge dai dati diffusi, restituisce l’immagine di un sistema sotto pressione, segnato da sovraffollamento, violenze e un crescente numero di dispositivi telefonici introdotti illegalmente.
ansa.it, 10 dicembre 2025
Installazione simbolica a Piazza Montecitorio per l’undicesimo Memorial Stefano Cucchi. “L’Italia sta assistendo a una strage silenziosa: quella delle morti e dei suicidi nelle carceri. I numeri del 2024 e del 2025 sono drammatici, con un record di decessi che testimonia una crisi umanitaria strutturale e non più emergenziale. Un sistema penitenziario al collasso, caratterizzato da un sovraffollamento cronico (che supera il 135% in molti istituti), carenze sanitarie e mancanza di personale adeguato. Oggi, 10 dicembre 2025 alle ore 11.30, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani in Piazza Montecitorio verrà montata un’installazione simbolica: 72 sagome, una per ogni detenuto e detenuta che si è tolto la vita nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno”. Lo rende noto l’ufficio stampa gruppo Misto Alleanza Verdi e Sinistra del Senato. “La manifestazione è organizzata per l’undicesima edizione del Memorial Stefano Cucchi. L’iniziativa, promossa da decine di associazioni, attivisti e operatori del settore, davanti ad uno dei luoghi centrali della vita politica del nostro Paese è un grido rivolto alle Istituzioni per richiedere un intervento immediato e fermare queste morti di Stato. Saranno presenti tra gli altri Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo”, conclude la nota.
di Giovanni Fiorentino
La Nazione, 10 dicembre 2025
Il progetto tra Comune, Istituto penale minorile e Progress va avanti. Olmastroni: “Le misure alternative sono meno costose e più efficaci”. Il ghiaccio era stato rotto la scorsa settimana, quando tre ragazzi dell’Istituto penale minorile di Firenze avevano raggiunto la scuola dell’infanzia di Montagnana per realizzare (sotto la supervisione degli operatori dell’associazione Progress) una serie di opere volte alla cura degli spazi esterni. E ieri, l’esperienza è stata ripetuta, alla presenza del sindaco Alessio Mugnaini e dell’assessora Daniela Di Lorenzo: il progetto che prevede la collaborazione tra il Comune di Montespertoli, l’istituto carcerario e Progress che ha come obiettivo ultimo il reinserimento nella società dei detenuti minorenni sta andando avanti.
- Ferrara. Storie di donne in carcere. Il libro alla Ubik
- Eboli (Sa). “Sconfinamenti”: la voce dei detenuti diventa un libro
- Rieti. Il teatro di Shakespeare in carcere con i detenuti-attori
- Brindisi. Il carcere nel circuito del Polo Biblio Musaele: incontri teatrali-narrativi
- Roma. Mattarella oggi a Rebibbia, visita al carcere femminile










