La Repubblica, 4 dicembre 2025
La grande installazione luminosa di Angelo Bonello racconta il “dentro” e il “fuori” dell’istituto penitenziario, dal 12 al 14 dicembre nella stazione del metro di Rebibbia. Cos’è che non potrai mai dimenticare? Da questa domanda prende avvio il lavoro sulla memoria che ha coinvolto un gruppo di detenuti dell’Istituto Penitenziario Rebibbia di Roma ed ex detenute, in un laboratorio creativo e partecipativo guidato dall’artista visivo Angelo Bonello e dal fotografo Guido Gazzilli.
di Laura Sartini
La Nazione, 4 dicembre 2025
Il Lions Club Lucca Host, sensibile alle iniziative benefiche verso i detenuti, ha deliberato di offrire un Service dell’annata, in favore dei soggetti ristretti presso la Casa Circondariale San Giorgio. La Direttrice della Casa Circondariale, Dott.ssa Santina Savoca, previa richiesta di autorizzazione al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha infatti rappresentato la difficoltà per alcuni detenuti a contattare telefonicamente i propri più cari affetti, come sarebbe invece utile nell’ottica di garantire l’umanità della pena e un suo carattere non desocializzante. Per questo il Lions Club Lucca Host ha ritenuto quindi di stanziare una somma di denaro e di affidarla fiduciariamente al Cappellano dell’Istituto, affinché quest’ultimo possa fornire di volta in volta ai singoli detenuti l’importo necessario a ricaricare le schede telefoniche, che dal centralino del carcere consentono loro di chiamare le proprie famiglie. La consegna della somma di denaro, a nome del Lions Club Lucca Host, è avvenuta martedì scorso nelle mani della Direttrice della Casa Circondariale e del Cappellano Don Simone. Erano presenti la Presidente di Club, Cinzia Anna Cecchini, la promotrice del service Carmela Piemontese, la Responsabile Service del Club, Maria Gloria Montinari e gli officer di Club, Maria Carla Giambastiani e Massimo Saponaro. I soci Lions hanno, con l’occasione, potuto incontrare anche i carcerati e illustrare loro il service realizzato.
di Angela Calvini
Avvenire, 4 dicembre 2025
Nelle sale “Ammazzare stanca” di Daniele Vicari dall’autobiografia di Antonio Zagari. Grande protagonista Gabriel Montesi: “Un viaggio tra bene e male”. “Di che pasta sei impastato tu? C’è chi nasce pecora e chi nasce lupo”. L’eco di questa frase, centrale in “Ammazzare stanca-Autobiografia di un assassino”, riecheggia come un marchio addosso ai figli della ‘ndrangheta. Ma Daniele Vicari, nel film presentato alla 82ª Mostra di Venezia (prodotto da Piergiorgio Bellocchio e Manetti bros.) in sala dal 4 dicembre con 01 Distribution, ci ricorda che la realtà non si lascia rinchiudere in una formula brutale. La storia vera di Antonio Zagari, da cui nasce l’omonimo libro pubblicato negli anni 90 e oggi riproposto da Aliberti, racconta infatti di un ragazzo cresciuto nell’ombra della malavita che a un certo punto scopre di non essere fatto “di quella pasta lì”.
di Paolo Ferrario
Avvenire, 4 dicembre 2025
“Save the Children” premia Faustino Rizzo dell’Università di Padova, che ha svolto una tesi di dottorato sull’iniziativa finanziata dalla Cei per dare una chance ai minori e alle donne che vivono in contesti malavitosi. Affrancarsi dalla mafia si può e lo dimostrano le decine di famiglie che hanno preso parte al progetto “Liberi di scegliere”, nato nel 2012 su intuizione dell’ex-presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella. Su questo progetto, finanziato con i fondi dell’8 per mille della Chiesa cattolica, ha svolto la tesi di dottorato Faustino Rizzo, ricercatore nel Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata dell’Università degli Studi di Padova, tra i vincitori della prima edizione del premio Save the children per la ricerca, assegnato a Milano. Con questa iniziativa, Save the children vuole valorizzare la conoscenza scientifica sull’infanzia e l’adolescenza come leva per promuovere i diritti di bambini, bambine e adolescenti. Anche (e soprattutto) in contesti difficili come quelli segnati da una forte pressione dei clan mafiosi.
di Marco Grimaldi
L’Unità, 4 dicembre 2025
Se non è mai stato indagato per quelle dichiarazioni, perché nel decreto di espulsione si fa riferimento al procedimento? Io credo che il ministro abbia mentito, proprio come su Almasri. Nel corso della giornata di ieri abbiamo appreso un fatto gravissimo: sulle dichiarazioni dell’imam Shahin, già il 16 ottobre la Procura aveva ricevuto un’annotazione della DIGOS di Torino. Ma qual è l’elemento che appare preoccupante? La Procura ha iscritto il fascicolo a modello 45 del registro, ovvero fra i fatti non costituenti reato. Coerentemente, ha subito archiviato il procedimento, appunto perché “espressione di pensiero che non integra estremi di reato”.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 4 dicembre 2025
Il caso di Filippo Blengino, Radicali Italiani, arrestato a Torino durante una dimostrazione per aver venduto dosi di canapa. L’obiettivo dell’azione è sollevare la questione alla Consulta. Il dl sicurezza potrebbe finire in fumo, almeno in parte. Si riapre il dibattito sul decreto sicurezza e in particolare sull’articolo 18 che vieta “l’importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l’invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa coltivata nonché di prodotti contenenti o costituiti da tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli oli da esse derivati”. La Gip di Brindisi, Barbara Nestore, ha infatti sollevato la questione di legittimità costituzionale del citato articolo 18.
di Danilo Taino
Corriere della Sera, 4 dicembre 2025
Che i politici di ogni continente ricorrano alle menzogne è un fatto che nessuno più contesta. Machiavelli le riteneva uno strumento del potere e consigliava di ripeterle e spargerle senza remore: consiglio che è stato recepito con poche eccezioni. Qualche volta vengono smascherate, spesso si affermano come (false) verità. Per motivare una guerra, serve però un’operazione più sofisticata: più di una grande bugia, occorre il ribaltamento della realtà, ripetuto fino a farlo sembrare indiscutibile. È l’arte (si fa per dire) dei bulli, nella quale le grandi potenze si esibiscono come non accadeva da decenni.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 4 dicembre 2025
In guerra ogni ferita diventa una sentenza che pesa su un intero futuro. Non solo sul singolo corpo ma sulla comunità sulla possibilità stessa di ricostruire. La disabilità, in un contesto di guerra, non è un imprevisto. È uno degli esiti più riconoscibili del conflitto, la sua continuità nel corpo di chi sopravvive. Anche quando arriva una protesi, resta una traccia che non riguarda solo la perdita funzionale di un arto. La ferita modifica il rapporto con il proprio corpo, con lo spazio, con gli altri, e si inscrive nella memoria come una prova costante della vulnerabilità.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 3 dicembre 2025
Per ridurre il sovraffollamento carcerario, il presidente del Senato ha auspicato che si vari entro Natale un provvedimento che permetta ai detenuti di finire di scontare la pena in detenzione domiciliare. Ma la maggioranza appare incapace di raggiungere un accordo. La Russa non molla, anzi rilancia. Dopo l’appello avanzato prima di Ferragosto ai partiti affinché trovassero un accordo su una misura d’emergenza per ridurre il sovraffollamento carcerario - appello fallito miseramente - il presidente del Senato ieri ha auspicato che “si vari entro Natale un provvedimento, un decreto perché i detenuti che hanno già quasi interamente scontato la propria pena possano magari finire di scontarla fuori dal carcere”, cioè in detenzione domiciliare. “Questo tentativo di avere un provvedimento l’abbiamo fatto prima di Ferragosto perché c’era l’emergenza caldo. Proviamo con un altro tipo di emergenza, quella della bontà, perché la bontà pare che abbia dei ritmi anch’essa. Sotto Natale la bontà aumenta e a Natale manca non molto”, ha spiegato La Russa durante la presentazione del libro “L’emergenza negata: il collasso delle carceri italiane”, di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, attualmente detenuti nel carcere di Rebibbia di Roma, organizzata da Nessuno tocchi Caino.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 3 dicembre 2025
Sul tavolo del Ministero il piano per semplificare il ricorso alle misure alternative. Frenata di Delmastro: “Il tana libera tutti non rieduca e non garantisce sicurezza”. È un’estate caldissima quella delle carceri italiane. Mentre a Torino la situazione tornava lentamente alla normalità dopo che nella notte tra giovedì e venerdì una rivolta ha ferito sei agenti della polizia penitenziaria, un’indiscrezione ha riacceso le contrapposizioni all’interno della maggioranza. Tra le ipotesi su cui starebbe lavorando il ministero della Giustizia per arginare il drammatico sovraffollamento degli istituti penitenziari spunta infatti anche l’idea di facilitare il ricorso a misure alternative al carcere per quei detenuti che devono scontare pene residue entro un anno. Tradotto: potrebbero ricorrere ai domiciliari o all’affidamento in prova, coloro che sono all’ultimo miglio prima dell’uscita (segmento in cui, peraltro, è significativo l’impatto dei suicidi secondo i dati di Associazione Antigone) a patto che non si tratti di condannati per reati ostativi. A differenza di oggi cioè, sarebbe possibile avvalersi della misura senza ricorrere al tribunale di sorveglianza.
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