di Mario Sacchi*
L’Unità, 8 novembre 2025
Il 13 novembre 2009 ho iniziato a pensare che cosa sia la giustizia e cosa significhi chiedere giustizia. Il 30 ottobre 2025, sedici anni dopo, una visita al carcere di Monza me l’ha chiarito. Sono entrato nella Casa Circondariale insieme all’Associazione Nessuno tocchi Caino, ad altri amministratori locali e imprenditori del territorio, al garante dei detenuti di Monza e Brianza Roberto Rampi. Un’esperienza che scuote, genera domande, intensifica l’ascolto, stimola l’impegno a fare di più per le nostre comunità.
di Valentina Pigliautile
Il Messaggero, 8 novembre 2025
Dopo l’approdo in Consiglio dei ministri ad agosto scorso, il disegno di legge targato Nordio-Schillaci - che introduce un regime di detenzione domiciliare in strutture specializzate per condannati tossicodipendenti e alcoldipendenti - si prepara a percorrere il primo miglio a Palazzo Madama. Martedì scorso l’assegnazione in commissione Giustizia del testo, che potrà godere di un più rapido: voti degli emendamenti in commissione e passaggio in Aula solo per l’approvazione finale. Un dossier del Senato dà conto dell’impatto delle nuove norme e dei primi passi per realizzare il piano destinato, in prima battuta, ai condannati affetti da dipendenze e con pene da scontare non superiori a 8 anni (o a 4 in caso di reati di maggiore pericolosità sociale).
di Luca Pons
fanpage.it, 8 novembre 2025
“Bene così!”, ha scritto sui social Matteo Salvini alla notizia di una ragazza di 24 anni che sarà detenuta in carcere, nonostante sia incinta, applicando le norme del decreto Sicurezza. Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, ha parlato a Fanpage.it di cosa significhi davvero, per una donna incinta o con figli piccoli, la vita in carcere.
di Massimo Malpica
Il Giornale, 8 novembre 2025
Maternità come scudo penale? Addio. Parola del sottosegretario alla Giustizia e senatore leghista Andrea Ostellari, che commenta la notizia che arriva da Venezia, dove una borseggiatrice seriale, pizzicata in fragrante resterà in carcere anche se incinta. Esulta Salvini, che ricorda come il merito sia di quell’articolo modificato per volontà del Carroccio. E se il Pd lo accusa di usare la maternità a fini di propaganda, Ostellari taglia corto: “Non siamo certo contro la maternità o contro i bambini. A differenza della sinistra, vogliamo semmai dare dignità alla maternità e proibire che organizzazioni criminali possano ancora sfruttare la gravidanza per far commettere reati. La norma serve a questo”.
di Alessandro Guidolin
gnewsonline.it, 8 novembre 2025
Il Guardasigilli Carlo Nordio ha firmato la Convenzione per la Promozione della Prevenzione e tutela della salute della donna. La Convenzione è stata sottoscritta anche dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, da Alba Di Leone dell’organizzazione no-profit Think Pink Italy, e da Paola Severino della Fondazione Severino Onlus; e intende promuovere iniziative congiunte volte a tutelare la salute delle donne sottoposte a pena detentiva.
di Diego Mazzola
L’Unità, 8 novembre 2025
Al mito e alle leggende dobbiamo sempre molta della nostra conoscenza. Narra Pausania il Periegeta che, quando nella città di Argo regnava Crotopo, sua figlia Psamate ebbe un figlio da Apollo di nome Lino. Per la vergogna e il timore della reazione del padre, Psamate abbandonò il neonato all’aperto tanto che venne dilaniato dai cani del gregge reale. Non soddisfatto di questo, Crotopo uccise anche la figlia, sfidando l’ira di Apollo che l’amava molto. Infuriato, il dio delle arti e degli amori sfortunati mandò ad Argo l’esatto contrario dell’amore e della pietà, un terribile mostro marino chiamato per l’appunto “Pena”, uso a strappare i figli alle madri e poi ucciderli. Da allora la parola “pena” assunse il significato di “punizione”.
di Claudio Castelli
Il Domani, 8 novembre 2025
I due Csm impediranno il rapporto di relazione tra procure e tribunali, rendendo il sistema meno efficiente. Ci sarà un aumento dei processi con torsioni inquisitorie. Lo stesso ministro della Giustizia ha ammesso che la modifica costituzionale approvata dal parlamento non avrà alcun effetto positivo sull’efficienza del sistema giustizia essendo finalizzato per altri scopi. La realtà purtroppo è opposta e peggiore. Una seria e serena valutazione di impatto ci porta a ritenere che le modifiche attuate, che devono essere viste nel loro complesso, porteranno invece ad una ulteriore inefficienza del sistema con un forte impatto che si riverbererà anche sul settore civile.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 8 novembre 2025
Probabilmente l’immagine del difensore di ufficio nell’immaginario collettivo italico è ancora quella del leggendario film “Un giorno in Pretura”, dove troneggia uno strepitoso Alberto Sordi alias Nando Moriconi, imputato - di fronte al non meno strepitoso Pretore Peppino De Filippo - di “oltraggio al pudore”, per essersi fatto il bagno nudo “nella marana”. Il processo si svolge davanti ad un distratto ed annoiato difensore di ufficio, che legge il giornale mentre il processo si celebra, e che dopo aver chiesto senza successo denaro a Moriconi per impegnarsi, riprende stizzito a leggere il giornale, accada quel che deve accadere.
di Elton Kalica*
Il Riformista, 8 novembre 2025
Un tema che ricorre in carcere dove entro come volontario è che la popolazione detenuta è oggi profondamente mutata. Ci sono sempre meno persone che hanno fatto della criminalità una scelta di vita, e, invece, sempre più spesso persone provenienti da contesti di povertà estrema, che hanno commesso reati per necessità. Tra loro, moltissimi giovani, spesso figli di migranti, definiti “stranieri di seconda generazione” come se un’etichetta potesse imprigionarli dentro un’identità che non appartiene più né ai genitori né a loro. Questa trasformazione della popolazione detenuta mostra come il sistema penale sia diventato, per riprendere le parole di Loïc Wacquant in Punire i poveri (Derive Approdi, 2006), “un dispositivo di gestione della marginalità: gli esclusi del welfare, i disoccupati cronici, i migranti irregolari, i soggetti con dipendenze non trattate”. Lo vedo ogni volta che un ragazzo mi racconta di essere finito dentro per ruberie, o fatto trascinare da un amico che spacciava. Storie di disperazione che il sistema traduce in condanne “esemplari”. Accanto alla povertà, c’è un altro denominatore comune: la maggior parte di queste persone è stata difesa da un avvocato d’ufficio. L’articolo 24 della Costituzione italiana afferma che ai non abbienti sono assicurati mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. Su questo principio si fonda l’istituto del patrocinio a spese dello Stato, nato per rendere effettivo il diritto alla difesa anche per chi non dispone di risorse economiche. Ma le persone che incontro quotidianamente in carcere mi dicono che il gratuito patrocinio si è trasformato in una difesa solo formale.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 novembre 2025
“Sia mio padre sia Aldo Moro, che la Costituzione l’ha pure scritta, sarebbero di certo contenti che l’articolo 27 della Carta, almeno nel caso di Anna Laura Braghetti e di altri, è stato rispettato: la pena deve rieducare, dare un’altra possibilità”. Hanno molto colpito, le parole di Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio, l’allora vicepresidente del Csm ucciso nel 1980 da un commando di cui faceva parte proprio Braghetti. Il figlio del professore al quale oggi è intitolata la sede stessa del Csm è un cattolico autentico, e straordinario. Ma fra la restorative justice introdotta nel 2021 da Marta Cartabia e le vittime del terrorismo brigatista c’era già un nesso molto chiaro. Com’è noto, Cartabia prefigurò, almeno idealmente, gli interventi poi firmati come ministra guardasigilli in un saggio pubblicato, nell’ottobre 2020, con il criminologo Adolfo Ceretti, “Un’altra storia inizia qui”.
- Quel perdono trasformante. La morte dell’ex brigatista Anna Laura Braghetti
- Il tribunale non è il luogo del dolore: la “sentenza” di Gino Cecchettin
- Monza. Il pestaggio in cella, il ricovero in infermeria, il decesso
- Roma. Il convegno “Psichiatria e giustizia: malattia o delinquenza?”
- Torino. “Il carcere restituisce cittadini?”, convegno a Palazzo Barolo










