di Paola Scuffi
inconsiglio.it, 29 ottobre 2025
Presentata la ricerca dopo il superamento degli Opg. Il Garante regionale dei diritti dei detenuti Giuseppe Fanfani: “Urgente intervenire sul sovraffollamento e sull’isolamento esterno, per rendere possibile immaginare un futuro fuori dal carcere, attraverso un supporto sociale precedente e successivo”. “La mente incarcerata” questo il titolo del convegno, svoltosi a palazzo Bastogi, per presentare la ricerca sulla salute mentale in carcere dopo il superamento degli Opg, promossa dalla Società della Ragione e dall’Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
mantovauno.it, 29 ottobre 2025
Nel carcere di Mantova prende il via “Spazio Extra”, un nuovo progetto nato con l’obiettivo di offrire ai giovani detenuti percorsi educativi, formativi e creativi capaci di favorire la crescita personale e il reinserimento sociale. L’iniziativa è promossa dall’istituto penitenziario in collaborazione con una rete di realtà del territorio: Cooperativa Sociale Alce Nero, Teatro Magro, Pantacon, Collettivo Landesì, Strongvilla, Il Piccolo Campo e il graphic designer Andrea Pilati.
di Roberto Brambilla
Avvenire, 29 ottobre 2025
Grazie alla passione di una giovane emiliana oggi è realtà “Mani & Fuori”, la squadra di volley della sezione femminile del carcere “Dozza” di Bologna. La squadra di pallavolo “Mani & Fuori” nata all’interno della sezione femminile del carcere “Dozza” di Bologna / foto Valentina Finarelli. “Un giorno in un questionario una delle ragazze alla domanda come ti senti quando sei in campo mi ha risposto letteralmente: ‘na favola. Mi ha spiegato che lei in campo si divertiva e dimenticava in quel momento le difficoltà e i problemi. È questa una delle vittorie più belle”.
di Michele Lepori
csivarese.com, 29 ottobre 2025
“Liberamente Sportivi”, è il nome del progetto presentato il 27 ottobre presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio. Porterà sport e formazione all’interno del carcere grazie a un bando finanziato da Sport e Salute. A dare il via alla conferenza stampa la direttrice del carcere, Dott. Maria Pitaniello “L’interazione con il mondo esterno è vitale per i nostri detenuti, ancora di più se inserita in un contesto di rispetto delle regole e dei compagni di gioco. Ringrazio tutti i miei collaboratori, polizia penitenziaria e educatori per la capacità di creare percorsi che aumentino l’offerta della nostra area trattamentale”
associazioneconnect.org, 29 ottobre 2025
Dal 26 ottobre al 15 novembre, l’associazione Connect APS lancia “Il silenzio di Moussa”, sei tappe video di approfondimento che sarà possibile seguire sulle pagine Facebook, Instagram e Linkedin di Connect per raccontare, con un conto alla rovescia, i 21 giorni di detenzione e parziale isolamento di Ben Mahmoud Moussa trascorsi senza terapia curativa della sua malattia e senza una visita di un familiare, tra la cella dell’istituto penitenziario di Genova Marassi e l’ospedale San Martino. Attraverso video divulgativi, testimonianze e contributi, l’iniziativa racconterà i nodi salienti del percorso di Moussa in detenzione e di come il sistema penitenziario fallisca nell’individuare e tutelare le persone fragili.
la7.it, 29 ottobre 2025
La giornalista Ilaria Sotis, intervistata da Giovanni Floris a diMartedì, parla del suo podcast “Le loro prigioni. Voci e cronache in presa diretta dalle carceri del Mediterraneo”, ideato insieme alla giornalista Azzurra Meringolo. L’esigenza di raccontare le storie e le vite dei prigionieri, dalle carceri di alcuni Paesi del Mediterraneo (Siria, Israele, Palestina, Egitto, Iran) per capire in che direzione stanno andando questi stessi Paesi. Perché come scriveva Voltaire: “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”. Quello che non vediamo è il sommerso emotivo molto forte, che emerge proprio attraverso le voci dei prigionieri, costretti in condizioni ignobili. Tra gli intervistati anche il Premio Nobel per la Pace 2023, Narges Mohammadi.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 29 ottobre 2025
Come un’ombra che si allarga, minimizzando il carico eversivo che porta in sé. Eversivo rispetto all’ordine che i Padri costituenti della nostra Patria hanno voluto per questa Italia, uscita a pezzi proprio dal Ventennio fascista. Nell’anno terzo dell’era Meloni, si avvera una delle promesse che la futura presidente del Consiglio aveva fatto in campagna elettorale. Diceva così: chi fino ad allora aveva dovuto nascondersi o girare a capo chino, col nuovo corso avrebbe potuto finalmente mostrarsi ovunque a testa alta e fiera. Ma chi ha dovuto girare a capo chino durante i quasi 80 anni della nostra Repubblica? La risposta è arrivata un po’ per volta e adesso dovrebbe essere chiara anche ai solutori meno abili e più onesti. Nessuno pensa al ritorno di una dittatura di tipo mussoliniano con gli orpelli che l’hanno caratterizzata: camicie nere, saluto al duce, olio di ricino, botte a chi si oppone, tralasciando il resto e il molto peggio, dall’omicidio degli avversari alle deportazioni nei lager degli ebrei. Però negli ultimi giorni le occasioni per risentire un certo olezzo si sono, certamente per caso, moltiplicate. Basta unire i pezzetti sparsi del puzzle.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 29 ottobre 2025
Pierfrancesco Majorino, già europarlamentare, è capogruppo PD Regione Lombardia, membro della Segreteria nazionale del Partito democratico con l’incarico di responsabile Politiche migratorie e Diritto alla Casa.
di Chiara Comai
La Stampa, 29 ottobre 2025
I genitori scrivono al preside: “Nessuno è intervenuto per evitare gli scontri e proteggerlo”. La replica: fermiamo l’escalation di violenze. Il giorno dopo la pubblicazione del video che lo ritraeva in manette mentre veniva portato via dall’istituto superiore Einstein di Torino, Marco (nome di fantasia), sedici anni, racconta: “Sto abbastanza bene anche se ieri sera mi sono accorto di avere sul corpo altri lividi”. Lunedì è stato portato via dall’istituto dopo a cercato di ostacolare un volantinaggio di Gioventù nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, “contro la cultura maranza”. Ci sono famiglie, studenti e professori che solidarizzano con lui e con gli altri ragazzi dei collettivi di sinistra che avevano cercato di impedire il volantinaggio.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 29 ottobre 2025
Albania tragica L’ispezione dei deputati Scarpa, Orfini (Pd) e Magi (+Europa). Nel centro 25 persone trattenute, 220 da aprile. Oltre un anno dopo l’apertura e aver vissuto più fasi, nel Cpr di Gjader in Albania sono transitate all’incirca 220 persone, e attualmente ne sono presenti 25: è quanto è emerso ieri nel corso dell’ispezione al centro effettuata dai deputati Rachele Scarpa e Matteo Orfini del Pd e Riccardo Magi di +Europa.
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