di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 giugno 2022
“Non esclude d’altronde che l’istituto conservi la propria fisiologica funzione deflattiva anche in questa ipotesi, determinando comunque l’interruzione del processo e l’estinzione del reato nel caso di esito positivo della messa alla prova”. È un passaggio della sentenza della Corte costituzionale sull’illegittimità costituzionale parziale, estendendo così la possibilità di ricorrere alla messa alla prova. La Consulta, nello specifico, ha infatti dichiarato illegittimo l’articolo 517 Cpp nella parte in cui non prevede, in seguito alla contestazione di reati connessi (articolo12, comma 1, lettera b), Cpp), la facoltà dell’imputato di richiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova, con riferimento a tutti i reati contestatigli.
di Valter Vecellio
lindro.it, 16 giugno 2022
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha reso definitiva l’ennesima condanna contro lo Stato Italiano, colpevole di aver trattenuto illecitamente in carcere per più di due anni un cittadino italiano con problemi psichici.
di Luca Sofri
ilpost.it, 16 giugno 2022
Gli Istituti a custodia attenuata per detenute madri ne ospitano in tutto 18, e una nuova proposta di legge vorrebbe ridurli ancora. Il 30 maggio la Camera ha approvato una proposta di legge che ha l’obiettivo di evitare che i figli fino a sei anni di donne condannate o in attesa di giudizio finiscano con loro in carcere.
di Vera Mantengoli
La Repubblica, 16 giugno 2022
Si intitola “Affiorare” ed è il documentario realizzato da Rossella Schillaci negli istituti di pena tra Torino, Milano e Venezia dove le detenute vivono insieme ai figli. Un progetto che racconta una realtà dura senza perdere la poesia. Mentre il Parlamento sta varando una nuova legge abbiamo intervistato la regista.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 giugno 2022
Proprio Sigfrido Ranucci, presentando un bel servizio di Bernardo Iovene, diceva che il carcere duro è “ai limiti della violazione dei diritti umani”. Ora punta l’indice contro chi ne disapprova l’abuso.
di Riccardo Luna
La Repubblica, 16 giugno 2022
Fino a qualche anno fa, la banda larga era la nostra terra promessa e il digital divide, il divario digitale fra chi è connesso e chi no, ci appariva come il primo problema del Paese. Oggi i problemi principali sembrano molto più complessi anche perché portare Internet ad alta velocità in tutta Italia è diventato un obiettivo improvvisamente raggiungibile. Un po’ dipende dai fondi del Pnrr e un po’ dal fatto che i rapporti fra TIM e Open Fiber, dopo una rivalità distruttiva, sono entrati in una fase di collaborazione. Insomma già adesso nelle grandi città è abituale vedere persone che guardano una partita in diretta sul telefonino; entro il 2025 potremo farlo anche nelle località balneari o nei tantissimi minuscoli comuni di cui è fatta l’Italia.
di Liana Milella e Conchita Sannino
La Repubblica, 16 giugno 2022
Bocciato dal Senato un emendamento, votato a scrutinio segreto grazie all’ok della presidenza, che rilanciava la proposta referendaria sulla custodia cautelare.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 16 giugno 2022
Al Senato nessun ostruzionismo: i leghisti mantengono i loro emendamenti alla riforma del Csm ma è proprio Calderoli a condurre velocemente in porto senza incidenti il testo Cartabia. Nessun problema per il resto della maggioranza, neanche a voto segreto. Oggi l’ok definitivo.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 16 giugno 2022
Il risultato del referendum di domenica scorsa va valutato a mente fredda come ogni accadimento complesso per il quale è difficile dare una risposta immediata I commenti affrettati di questi giorni sono tutti validi ma sono tutti parziali o semplicistici e certamente marginali. La data di giugno, il sole, il mare, le vacanze scolastiche, una sola giornata per votare e, a mio parere, anche la scarsa informazione che pure è fondamentale nelle imprese politiche, non danno una risposta completa e convincente che va ricercata nelle modalità con le quali è venuto fuori il referendum.
di Gianluigi Paragone
Il Tempo, 16 giugno 2022
Siccome i referendum sono andati come peggio non potevano, ecco che la Lega e i renziani pensano di prendersi la rivincita in aula a colpi di emendamenti. Come se il tema fosse di bandierine da piantare. La giustizia del Palazzo - anzi, dei Palazzi perché quello delle toghe è un potere a tutti gli effetti - è distante anni luce dalla giustizia che vorrebbero i cittadini. I quali, negli ultimi decenni, si sono ritrovati a prendere parte a una bagarre dove le loro questioni erano solo minimamente sfiorate.
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