di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 giugno 2022
È al 41bis, in area riservata che è un ulteriore restrizione. Da tempo gli hanno diagnosticato un tumore maligno e i medici hanno chiesto il trasferimento presso un ambiente ospedaliero per le cure. Ma è al centro clinico del carcere di Parma (conosciuto per le sue gravi criticità) dove - secondo quanto segnalato dall’associazione Yairaiha Onlus - non gli effettuano nessuna terapia e intervento mirato. Di recente ha subito un ulteriore peggioramento, tanto da essere trasportato in ospedale. Poi dimesso e rimandato al carcere con un cerotto di morfina che gli va cambiato ogni 48 ore. Una sofferenza immane, attendendo l’esito nefasto.
di Massimo Coppero
La Stampa, 17 giugno 2022
Aveva ucciso un vicino di casa e scontava la pena nella Casa di riposo “Maina”. Con i suoi 90 anni è uno dei detenuti italiani più anziani. Isidoro Schillaci, ex operaio metalmeccanico in una fabbrica astigiana, deve la condizione a un episodio particolare: condannato in via definitiva a 17 anni per l’omicidio del vicino di casa nel 2013 in corso Alfieri, aveva ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di età alla casa di riposo Città di Asti. Ma nei reparti del “Maina” non avrebbe mancato di farsi notare per la sua indole aggressiva.
Messaggero Veneto, 17 giugno 2022
Un focolaio di Covid al carcere di Udine, dove sono 49 i detenuti risultati positivi al coronavirus. Come conferma Franco Corleone, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del comune di Udine, a seguito dei contagi sono stati sospesi i colloqui con i parenti e annullate tutte le attività programmate. “Devono essere stabilite delle regole - riferisce Corleone - non possiamo pensare ai detenuti chiusi nelle celle con questo caldo. Secondo me chi ha contratto il virus e ha dei sintomi, con le misure disposte dal magistrato di sorveglianza, dovrebbero uscire dal carcere nel periodo di isolamento in una struttura apposita o a casa. Bisogna trovare delle soluzioni”.
di Alessia Ciccotti
csvnet.it, 17 giugno 2022
Voluto da una rete di nove associazioni, nell’ambito del progetto “Nessuno si salva da solo” realizzato in collaborazione con Csv Emilia e finanziato dalla Regione, ascolta e sostiene detenuti, ex detenuti e i loro familiari.
di Chiara Valerio
La Repubblica, 17 giugno 2022
Di un essere umano con nome e cognome non si può dire ciò che si dice della Regina o del Re - la Regina è morta, viva la Regina - gli esseri umani, con i loro nome e cognome, e al netto delle omonimie, non sono funzioni, non possono essere sostituiti.
di Giovanna Casadio
La Repubblica, 17 giugno 2022
Parla la leader radicale Emma Bonino: “In Italia le questioni dei diritti e delle libertà non trovano mai spazio. C’è sempre un’altra emergenza da affrontare”. “La latitanza della politica sul suicidio assistito mostra che i legislatori hanno perso la testa, hanno perso la pietà e la compassione. E la destra la smetta di usare strumentalmente questi temi”. Emma Bonino, storica leader radicale e di + Europa, ex ministra degli Esteri, una vita spesa per le battaglie sui diritti civili sin dall’arresto per l’aborto nel 1975, è un fiume in piena. Dice: “L’ho scritto nel mio testamento biologico e anche dal notaio, se mi ritrovo a vivere come una zucchina, per favore lasciatemi andare”.
di Gian Guido Vecchi
Corriere della Sera, 17 giugno 2022
Il Papa e il cardinale Zuppi hanno esortato, dopo la fase dell’emergenza, a garantire aiuti nel lungo periodo. Il direttore nazionale Marco Pagniello: “Si continui a sostenere anche i bisognosi di Africa e Medio Oriente”.
di Laura Cappon
Il Domani, 17 giugno 2022
Secondo un rapporto di Egyptwid dal 2010 al 2020 il nostro Paese ha fornito armi, equipaggiamento di polizia e corsi di formazione al Ministero dell’Interno egiziano e in particolare alla National security agency, l’agenzia di intelligence cardine della repressione.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 17 giugno 2022
Centro di detenzione ad Ain Zara, in Libia. Uomini uno accanto all’altro, su giacigli improvvisati. Le persone anziane, le donne e i bambini sono altrove. Qui è morto, si è suicidato, Mohamed Mahmoud Abdel Aziz, aveva 19 anni.
di Alissa Claire Collavo
L’Espresso, 17 giugno 2022
In quello che fu il ricco distretto minerario di Baia Mare sorgono le baraccopoli di Craica, il ghetto romanì. La scuola è un miraggio e i piccoli sniffano sostanze tossiche. “Qui lo Stato non mette piede”. C’è una linea ferroviaria dismessa che taglia a metà la periferia di Baia Mare, capoluogo della contea di Maramures, terra di confine tra le più povere d’Europa, fino a una ventina di anni fa leggendario eldorado, traino economico dell’intera Romania per via delle risorse minerarie.









