Corriere di Bologna, 3 giugno 2025
La Casa Circondariale “Rocco D’Amato” da domani a venerdì 6 accoglierà lo spettacolo con i partecipanti del corso di formazione nei mestieri del teatro dello stesso istituto (domani e giovedì 5 ore 16.30, venerdì ore 10.30, info teatrodellargine.org). Al centro, un’aula scolastica, luogo di disciplina, di regole. Ma cosa accadrebbe se quel luogo si trasformasse in teatro? Complice di Voltaire, ogni ora scolastica diventa il punto di partenza per raccontare un pezzo di storia di quel romanzo filosofico, tra cadute e risalite, dogmi infranti e sogni ancora più infranti. Il Candido attraversa guerre, terremoti, ingiustizie. Qui, lo si fa dentro quattro mura, ribaltando il senso dell’ottimismo con ironia feroce. La scuola si fa metafora della vita e viceversa. Molte le domande, mettendo in mezzo il destino, l’ingiustizia, l’ottimismo, la libertà. E questo è davvero il migliore dei mondi possibili? Con la drammaturgia di Mattia De Luca, la regia di Giulia Franzaresi, la scenografia di Nicola Bruschi, il coordinamento di Micaela Casalboni, il lavoro è nell’ambito di “PerAspera ad Astra - Come raffigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, progetto nazionale ideato da Compagnia della Fortezza, curato a Bologna da Teatro dell’Argine.
di Mario Tosatti
Il Resto del Carlino, 3 giugno 2025
Ospite d’eccezione Iliass Aouani, che nei mesi scorsi ha conquistato il titolo europeo di maratona. Un’atleta allenato dal ferrarese Massimo Magnani. Vivicittà, ‘la corsa più grande al Mondo’ in carcere con il campione europeo Iliass Aouani. All’interno delle mura della casa circondariale ‘Costantino Satta’ di Ferrara, si è tenuto nei giorni scorsi l’appuntamento sportivo e d’integrazione del ‘Vivicittà in carcere’ nell’ambito del progetto sociale, promosso da Uisp Ferrara e patrocinato dal Comune di Ferrara. Presenti Maria Martone, direttrice della casa circondariale di Ferrara, Cristina Coletti, assessore alle politiche sociosanitarie del Comune di Ferrara, Eleonora Banzi, presidente Uisp comitato di Ferrara, Paolo Calvano, consigliere regionale che ha anche corso. Gli oltre trenta detenuti del penitenziario e atleti del podismo ferrarese sono stati impegnati in una mattinata di attività sportiva.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 3 giugno 2025
L’idea è stata del cappellano della casa circondariale del capoluogo sardo che ha coinvolto i gesuiti di Cagliari nell’iniziativa. Gli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola, racconta padre Manunza, “sono il modo di Dio di farci trovare la felicità e la salvezza”. Un percorso spirituale “di iniziazione e discernimento”: questi sono gli esercizi spirituali ignaziani. Un modo per dialogare personalmente con il Signore e riconoscerlo presente ed operante nelle nostre vite. Lo sa bene padre Carlo Manunza, il gesuita che si è offerto di proporli alle persone detenute nella casa circondariale di Nuoro, accogliendo la richiesta del cappellano. “Definendo gli esercizi con le parole di Sant’Ignazio - racconta ai media vaticani - questi sono un cammino per consentire a Dio di mettere ordine nella nostra vita, così da poterlo meglio lodare e servire”.
di Ivano Maiorella*
Corriere della Sera, 3 giugno 2025
La manifestazione della Uisp fa tappa a Roma. Una ventina di appuntamenti nelle carceri di tutta Italia come messaggio di speranza. Una giornata vissuta all’interno della casa circondariale femminile Germana Stefanini di Roma Rebibbia può avere molti significati. Il valore sociale dello sport è pratica di vita con gli altri, inclusione, rispetto. Perché la convivenza è fatta di regole. Dopo aver coinvolto una ventina di carceri in tutta Italia, Vivicittà - Porte Aperte e il suo messaggio di speranza fanno tappa qui: un chilometro e mezzo con un percorso di quattrocento metri da ripetere quattro volte. È il pomeriggio di mercoledì 28 maggio, il caldo è soffocante e gli organizzatori e le organizzatrici dell’Uisp Roma sono al lavoro da ore.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 3 giugno 2025
Compagnia teatrale e reclusi regalano emozioni al Teatro Parioli di Roma. Successo al concorso nazionale Maurizio Costanzo: “Traguardo incredibile”. Le associazioni culturali di Monza vivono un momento di grande slancio. Dopo l’arresto forzato della pandemia, la città ha riscoperto l’entusiasmo, la partecipazione e il valore del fare cultura. Un’energia che si tocca con mano nei numeri e nei fatti: sono 193 le realtà culturali iscritte all’albo comunale. Anche il sostegno pubblico ha imboccato la via della crescita: nel 2024 il Comune ha stanziato 178.297 euro di contributi, di cui 31.535 tramite bando, mentre per il 2025 si prevede un ulteriore balzo a 217.250 euro, con 35.000 euro distribuiti via bando. Ma oltre le cifre, a parlare è soprattutto la qualità dei progetti che le associazioni sanno generare.
di Monica Mosca
Il Giornale, 3 giugno 2025
La figlia del conduttore Camilla Costanzo ha istituito un premio teatrale per i detenuti: “Ha sempre avuto a cuore il tema delle carceri”. “Mi piace pensare che sia stato papà a illuminarmi in questa avventura, a indicarmi la strada e a suggerirmi cosa fare. Io ci credo, lo sento sempre vicino, la sua presenza è per me costante, quasi concreta”. A raccontare è Camilla Costanzo, figlia del compianto Maurizio, scomparso nel febbraio 2023. È stata lei a volere, ideare e realizzare con successo la prima edizione del “Premio Maurizio Costanzo nelle Carceri”, portato in scena al Parioli di Roma dai detenuti della Casa Circondariale Sanquirico di Monza.
di Andrea Massidda
La Nuova Sardegna, 3 giugno 2025
Ripercorrere la sua vita è come attraversare una terra di confine tra infanzia e latitanza, tra la Sardegna aspra della sua famiglia di pastori e la Toscana diffidente che negli anni Cinquanta guardava i sardi come stranieri. Per Giovanni Farina, che Wikipedia descrive come “criminale, poeta e scrittore italiano” nato a Tempio Pausania nel 1950, le montagne tra Firenze e Prato, dove da bambino aiutava suo padre con le pecore, furono probabilmente il primo carcere immaginario. Poi vennero quelli veri, con una condanna a Fine Pena Mai per sequestri di persona.
di Elisabetta Andreis e Gianni Santucci
Corriere della Sera, 3 giugno 2025
Viaggio nello slang dei giovani di oggi (dove il babbo è un nabbo). Inglesismi, influenze arabeggianti, gergo di strada: un gruppo di 14-15-16enni ha guidato il Corriere tra i neologismi dei ragazzi di oggi. E gli adulti non possono giudicare, perché negli anni 80 usavano “sfitinzia”, “cbcr” e “saccagnare”. “L’outfit drippa” (drip: stiloso). “Flexo le mie scarpe” (flexare: ostentare). “Droppami la foto” (condividimela). “Fai al fly” (al volo, sbrigati). “Sono nel prime” (al top). “È una pick me assurda” (fa di tutto per attirare attenzione dei ragazzi). “Oggi sto nel chill, la prof non interroga” (chillarsela, gran bella condizione). “La prof fa un compito a sorpresa, che sgravo” (insopportabile).
di Ludovica Jona*
Il Manifesto, 3 giugno 2025
Pochi mesi di detenzione domiciliare per droga si sono trasformati in segregazione a vita per un sessantenne rinchiuso nelle strutture convenzionate del Lazio. Un affare per i privati. “Vivo nella residenza di Colle Cesarano. Sono entrato sano e ora mi trovo così angosciato e disamorato da lasciarmi andare. Sono anni che vengo sbattuto da una struttura all’altra. La libertà è diventata un’utopia. In passato ho commesso qualche errore ma ora non ho più nulla a che fare con gli stupefacenti: che motivo ho di continuare a soffrire, apprezzando le cose belle della vita?”.
di Gianpiero Dalla Zuanna
Avvenire, 3 giugno 2025
A seguito di vari interventi legislativi e delle imponenti emigrazioni susseguitisi a partire dall’Unità d’Italia, le persone con cittadinanza italiana si sono moltiplicate a dismisura, grazie a un’interpretazione estensiva del principio dello ius sanguinis (diritto di sangue). Fino alla mezzanotte (ora di Roma…) del 27 marzo 2025, chiunque poteva dimostrare di avere un antenato emigrato dall’Italia dopo l’Unità, per legge era cittadino italiano. Per vedersi riconosciuto questo diritto, poteva far domanda all’Ufficio Anagrafe del Comune di provenienza del suo antenato, al Consolato italiano nel suo stato di residenza, o alla Corte d’Appello della regione di provenienza del suo antenato. Di conseguenza, per la legge, fino al 27 marzo del 2025 i cittadini italiani “potenziali” erano un numero incalcolabile, probabilmente centinaia di milioni, ossia tutti i discendenti dei più di venti milioni di emigranti che hanno lasciato l’Italia dal 1861 a oggi, restando poi stabilmente all’estero.
- Migranti. Sorpresa: tornano a crescere gli sbarchi in Italia. Il picco a maggio
- Migranti. “Nessun reato per il genitore che entra illegalmente in Europa con i figli minori”
- Svizzera. Pene a vita, condizionale dopo 17 anni
- Venezuela. Il compagno di cella di Trentini: “Quel carcere è un inferno, fatelo liberare subito”
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