di Liana Milella
Il Fatto Quotidiano, 15 maggio 2025
Sulla custodia cautelare vince Nordio, l’emendamento Costa diventa odg. Tempi strettissimi alla Camera e poi al Senato perché il provvedimento scade l’11 giugno: sarà approvato anche qualora non sia stato chiuso in commissione e quindi senza il relatore. Vincono l’urgenza di convertire il decreto Sicurezza in versione super blindata e il Guardasigilli Nordio che vuole per se stesso “vanto e merito” di aver ristretto le regole della custodia cautelare. Così l’emendamento Costa al dl Sicurezza, che blocca l’arresto per il rischio che lo stesso reato venga ripetuto, viene sì riammesso, ma politicamente è già “morto”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 15 maggio 2025
“L’ampia discrezionalità di cui gode il legislatore non equivale ad arbitrio” e il dl Sicurezza rischia di “incentivare”, anziché scongiurare, “il ricorso a forme di disobbedienza e contestazioni”. Ma non solo: il ricorso accentuato allo strumento penale, “declinato nelle due forme dell’inasprimento delle pene attualmente previste e dell’introduzione di nuove fattispecie di reato”, rischia di avere un impatto “sul carico di lavoro e sull’assetto organizzativo degli uffici” che “non è del tutto prevedibile” e il “sistema giudiziario non potrà non risentirne”, dal momento che solo la depenalizzazione può alleggerire il peso degli uffici. Il Csm ha approvato con 4 voti contrari (i laici di centrodestra, Eccher, Bertolini, Aimi e Bianchini) e un astenuto (l’altro laico Giuffrè) il parere della Sesta Commissione sul dl Sicurezza, anticipato ieri dal Dubbio. Un dibattito che, ancora una volta, ha avuto un sapore politico, dati i riferimenti non solo al merito del decreto, ma anche allo strumento stesso e alla scelta del Csm di dare un “parere non richiesto e nemmeno dovuto”, come sottolineato dal laico di centrodestra Felice Giuffrè.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 15 maggio 2025
Il plenum approva un parere critico, che però non è vincolante: “Nessuna invasione di campo”. E i laici di destra si spaccano. La riforma della giustizia arriverà in Senato l’11 giugno. Anche senza relatore. L’impatto che avrà il decreto sicurezza sui tribunali “non è prevedibile”, ma di sicuro ci saranno ripercussioni “sul carico di lavoro e sull’assetto organizzativo degli uffici”. Lo dice il Consiglio superiore della magistratura in un parere approvato ieri dal plenum. Al di là dei numeri con cui è passato il documento (19 favorevoli, 4 contrari e un astenuto) la discussione è stata di quelle pesanti.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 15 maggio 2025
Il 19 maggio il Consiglio superiore della magistratura e i procuratori di tutta Italia si incontreranno per fare il punto sui primi mesi di applicazione della nuova circolare sulle procure. Superate le tensioni dei giorni scorsi. L'intermediazione di Pinelli. Si svolgerà lunedì 19 maggio il vertice tra il Consiglio superiore della magistratura e i procuratori di tutta Italia, per fare il punto sui primi mesi di applicazione della nuova circolare sulle procure, adottata a luglio. Lo ha appreso il Foglio da fonti qualificate del Csm. La riunione, inizialmente fissata per martedì 13, era stata annullata dalla Settima commissione del Csm, competente sull’organizzazione delle procure, in seguito all’irritazione provocata da una missiva inviata proprio al Csm dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e dai procuratori distrettuali antimafia prima dell’appuntamento e ritenuta inopportuna per i toni e i contenuti, fortemente critici sui primi mesi di applicazione della circolare. L’annullamento dell’incontro aveva rappresentato un momento di scontro senza precedenti tra il Csm e i pm antimafia. A spingere ora la Settima commissione a riprogrammare l’incontro e a ricucire così lo strappo è stato soprattutto il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, in accordo con il comitato di presidenza e il Quirinale, nella convinzione che lo spirito di leale collaborazione debba prevalere sempre nei rapporti tra le istituzioni.
di Antonio Esposito
Il Fatto Quotidiano, 15 maggio 2025
La Camera ha approvato, in prima lettura, la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, che è stata demagogicamente blindata con una procedura che non ha precedenti: si decide di modificare la Carta costituzionale respingendo a priori qualsiasi emendamento, qualsiasi modifica, così dimostrando quale concezione della democrazia e dello Stato di diritto abbia l’attuale maggioranza parlamentare. I sostenitori della riforma - e in primis Carlo Nordio, il peggiore ministro di Giustizia dell’era repubblicana e che ritiene la separazione delle carriere la madre di tutte le riforme e, come tale, la panacea di tutti i mali della giustizia - pongono a base della riforma i seguenti argomenti: garantisce la “terzietà” del giudice e il “giusto processo” e renderà la giustizia più efficiente; esiste in quasi tutti i Paesi europei; evita quella sorta di consuetudine, di frequentazione e di commistione tra giudici e pm che potrebbe influenzare il giudizio e l’esito stesso del processo.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 15 maggio 2025
La giustizia italiana è lenta ma inesorabile, oppure è solo inesorabilmente lenta? Quando 18 anni dopo un delitto, si comincia a cercare nei campi l'arma con cui è stato commesso e che non era mai stata trovata, la domanda è legittima. Stiamo parlando ovviamente del delitto di Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi per il quale, ricordiamolo, è già stato condannato in via definitiva dopo un lungo iter processuale, dunque oltre ogni ragionevole dubbio secondo quanto prescrive la legge, l'allora fidanzato di Chiara, della vittima, e cioè Alberto Stasi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 maggio 2025
“Possiamo parlare di depistaggio istituzionale e si sta addirittura imboccando la strada verso una relazione finale focalizzata su un'unica pista che stravolge la verità dei fatti”, tuona Giuseppe Conte, capo del M5S, durante la conferenza stampa. L'accusa riguarda la scelta della presidente della commissione antimafia di approfondire sia la pista mafia- appalti come causa dell'accelerazione della strage di Via D'Amelio, che di come sia stato gestito quel procedimento. Quest'ultimo, dopo stralci e rinvii a giudizio di alcuni soggetti, fu archiviato nell'agosto del 1992. Si decise poi di riaprire ex novo un altro procedimento che però ha avuto un lungo travaglio: prima nel ' 93 con un relativo processo attraversato da patteggiamenti e scarcerazioni, poi nel 1997 con un secondo processo, in cui vennero ripescati personaggi come Buscemi e Filippo Salamone, infine condannati, e ulteriori procedimenti annessi dopo il 2000.
di Barbara Morra
La Stampa, 15 maggio 2025
Tra le accuse anche lesioni, favoreggiamento e falso in relazione a diversi episodi. Il pubblico ministero di Cuneo Mario Pesucci ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 dei 35 agenti della polizia penitenziaria e operatori del carcere di Cuneo indagati a vario titolo per torture. Per 21 poliziotti, accertati meglio i fatti, la Procura ha chiesto l’archiviazione. L’indagine ha preso avvio nell’ottobre dello scorso anno a carico inizialmente di 23 agenti della Casa circondariale, indagati a vario titolo per torture (6 persone), lesioni, favoreggiamento e falso in relazione a diversi episodi.
di Carlo Venturini
La Nazione, 15 maggio 2025
Il 23 maggio alla parrocchia di San Frediano incontro con Emilio Santoro “Il dl colpisce le persone in situazione di marginalità e senza la casa”. Anche Pisa con una quindicina di associazioni entra nella rete nazionale “No Dl sicurezza- A pieno regime”. Due gli appuntamenti uno pisano e l’altro romano. Quello in città è il 23 maggio alla parrocchia di San Frediano, per un momento di discussione con Emilio Santoro, professore ordinario di filosofia del diritto Unifi - L’Altro Diritto, e Letizia Bertolucci, avvocata penalista. L’appuntamento romano è per il 31 maggio alla manifestazione nazionale. Esponenti della nuova rete pisana si sono ritrovati davanti alla prefettura.
di Timothy Dissegna
Messaggero Veneto, 15 maggio 2025
Non è solo un luogo di ascolto ma, anche e soprattutto, di inclusione e riparazione, come ha precisato Annarita De Nardo, referente della Caritas di Udine, che ha illustrato i primi numeri del progetto del nuovo hub di giustizia di comunità di via Treppo a Udine. Aperta a settembre 2024, la struttura è stata ufficialmente inaugurata mercoledì 14 maggio e ha già ospitato 194 colloqui a favore di 84 uomini reclusi nella casa circondariale di via Spalato. Realizzato grazie al sostegno del ministero della Giustizia, grazie al lavoro della Regione e agli spazi messi a disposizione dall’ateneo friulano, il servizio punta ad aiutare i detenuti nella fase di dimissione per comprendere se ci sono le condizioni di reinserimento sociale.
- Catanzaro. Progetto “La cultura rende liberi”, Stefania Romito porta Cesare Pavese nelle carceri
- Roma. Giovani Mcl, con l’iniziativa “Sulle ali della libertà” un Caf a Rebibbia
- Perugia. Spettacolo con i detenuti in scena a Capanne e Morlacchi
- Pescara. Incontro della rassegna “Sulla scena del crimine. Riflessioni su carcere e dintorni”
- Forlì. Il convegno “L’utopia di don Dario: il carcere, un’opportunità per rinascere alla vita”










