di Alberto Negri
Il Manifesto, 15 maggio 2025
L’Italia e l’Europa hanno fatto in Libia una scelta comprensibile nel breve periodo - soprattutto a scopi propagandistici presso l’opinione pubblica - ma miope. Regolamenti di conti mortali e scontri tra le fazioni in Tripolitania, avanzata delle truppe del generale Khalifa Haftar da Bengasi alla Sirte: la Libia sfugge a ogni controllo e soprattutto a quello del governo di Giorgia Meloni, che ieri a un certo punto stava valutando persino l’evacuazione degli italiani. Questa confusione e l’essere sempre in balìa delle fazioni e dei clan libici è dovuta essenzialmente alla scelta italiana ed europea di rinunciare a ogni strategia politica, tanto è vero che l’influenza militare maggiore è quella della Turchia e Ovest e della Russia di Putin, padrino del generale Haftar, a Est, in Cirenaica.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 14 maggio 2025
Intervista con Davide Galliani, professore di Diritto costituzionale all’Università di Milano. Trentacinque docenti universitari hanno firmato una lettera aperta indirizzata al Dap per supportare la testata dell’istituto padovano, dopo l’emanazione di una nota in cui si limitano gli orari in cui i detenuti di alta sicurezza possono uscire dalle celle. L’estensore Davide Galliani: “Non si può generalizzare e considerare tutte le persone di quelle sezioni problematiche perché ci sono stati eventi critici. Chiediamo un confronto con il Dipartimento”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 14 maggio 2025
I laici vicini al centrodestra chiedono una pratica sulla magistrata che ha ammesso al lavoro esterno De Maria. Sisto (isolato) invoca equilibrio. Le misure alternative funzionano. Serve “una pratica per eventuali profili di responsabilità del magistrato di sorveglianza che ha autorizzato il lavoro esterno” di Emanuele De Maria, che domenica ha ucciso Chamila Wijesuriya e poi si è suicidato gettandosi dal Duomo di Milano. A scriverlo al comitato di presidenza del Csm sono stati i cinque consiglieri laici del centrodestra, che chiedono un esame “sia sotto l’aspetto professionale e sia sotto quello eventualmente disciplinare” della magistrata milanese.
di Errico Novi
Il Dubbio, 14 maggio 2025
Il viceministro Sisto assicura che Nordio valuterà con “attenzione” se “procedere” sui giudici di Milano. Zaccaro (Area) ricorda: “Il lavoro esterno riduce la recidiva”. Ancora una volta la dialettica fra magistrati e governo è sospesa a un filo sottile. Alla tragica eccezionalità del caso Emanuele De Maria, il receptionist che, da detenuto in lavoro esterno, si è tolto la vita domenica con un volo dal Duomo di Milano, dopo essersi reso con molte probabilità responsabile della morte di Chamila Wijesuriyauna, la collega trovata uccisa nel Parco Nord del capoluogo lombardo. Via Arenula, com’è noto, ha avviato accertamenti per valutare se sia il caso di sottoporre il Tribunale di sorveglianza milanese a una vera e propria ispezione. È una scelta delicata: deve fare i conti con un clima reso pesante, per esempio, dalla posizione del capogruppo di FI al Senato Maurizio Gasparri, il quale ha invocato già lunedì l’espulsione dalla magistratura per i giudici che avevano concesso il lavoro extramurario al 35enne.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 14 maggio 2025
Misure alternative alla detenzione, benefici, affidamento, permessi, lavoro esterno. Sono diverse le modalità di esecuzione di una pena che consentono di non scontarla tutta e soltanto in galera. E a prescindere dalla loro diversità e tipologia è bene aver chiari due concetti che le accomunano. Il primo è che il legislatore, nel prevederle, non fu mosso da benevolenza buonista verso i condannati ma dall’aver compreso prima di tutti gli altri che in realtà quella era la strada per ridurre il ritorno al crimine quindi aumentare la sicurezza generale (e i dati reali gli hanno sempre dato ragione, al netto dei singoli “fallimenti” che poi conquistano la cronaca mentre le migliaia di “successi” no). “A distanza di mezzo secolo dalla legge del 1975 che ha introdotto queste possibilità - sottolinea Roberta Cossia, giudice di sorveglianza del Tribunale di Milano - ci sono tutti i i numeri per poter fare delle valutazioni concrete: scontare una condanna chiusi in carcere dal primo all’ultimo giorno non significa certezza della pena ma, nella maggior parte dei casi, solo certezza di ritorno al crimine”.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 14 maggio 2025
Lo studio, il teatro e soprattutto il lavoro sono stati l’apriscatole per combattere la recidiva, che nell’istituto milanese vanta il tasso più basso. “Criminalizzare” quel modello sarebbe un pessimo segnale. L’intervento più sbagliato e controproducente, dopo la tragedia di Milano e del detenuto Emanuele De Maria omicida-suicida, sarebbe quello del ministero. Sarebbe un errore qualunque sanzione nei confronti dei giudici o della direzione del carcere di Bollate, l’istituto di pena che vanta il più basso tasso di recidiva di reati d’Italia.
di Davide Milosa
Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2025
Sono solo due le relazioni dell’amministrazione penitenziaria sulle quali si è basato il Tribunale di Sorveglianza per concedere il lavoro esterno. Emanuele De Maria, il 36enne che in meno di 48 ore ha ucciso la 51enne Chamila Wljesuriya, ha ferito quasi mortalmente un suo collega di lavoro e alla fine si è suicidato lanciandosi dal Duomo di Milano con il volto coperto da una kefiah, per circa sei mesi si era arruolato nella Legione Straniera. “Avevo bisogno di sentirmi parte di qualcosa, di un gruppo”, dirà l’uomo alla psicologa del carcere di Bollate. L’ingresso nel corpo militare d’élite dell’esercito francese avviene nel 2015. Un anno dopo a Castel Volturno in un hotel abbandonato sgozza una prostituta di origini tunisine.
di Eleonora Lorusso
donnamoderna.com, 14 maggio 2025
Il caso di Emanuele De Maria, il detenuto che aveva un lavoro a Milano fuori dal carcere e che ha ucciso una donna e ferito un uomo, ha parecchi punti oscuri. Il rischio però è di “vanificare sforzi e risultati ottenuti finora nella riabilitazione e reinserimento sociale di chi ha commesso reati”, spiega l’esperta. Da un lato il dolore per le vittime, dall’altro lo sconcerto per quanto accaduto. Nel mezzo qualche dubbio e una domanda ricorrente: si poteva prevedere che un “detenuto modello” come era stato definito Emanuele De Maria, con un lavoro fuori dal carcere, potesse commettere un nuovo reato, dello stesso tipo e con le stesse modalità, cioè l’uccisione di una donna a coltellate? Quanto può essere utile (e sicuro) il lavoro fuori dal carcere?
di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2025
Devo confessare una grave lacuna: non sono mai riuscito a capire perché un condannato per gravi delitti a tot anni debba uscire con largo anticipo per questo o quel permesso. “Certezza della pena” non è un’invenzione dei giustizialisti forcaioli, ma del padre del garantismo Cesare Beccaria. Vuol dire che la condanna scritta nella sentenza definitiva deve corrispondere a quella effettivamente espiata. E, se la pena è la “reclusione”, il condannato deve restare recluso fino all’ultimo giorno previsto dalla sentenza. Solo così la pena ha effetto deterrente: dissuadere il condannato dal riprovarci e tutti gli altri cittadini dal provarci. Altrimenti non solo non scoraggia nessuno dal delinquere, ma incoraggia tutti a farlo, e diventa financo criminogena.
di Caterina Pozzi
Il Manifesto, 14 maggio 2025
Quest’ultimo Decreto del governo Meloni ha esteso la logica repressiva anche al diritto di protestare, portando a un controllo “militare” dei territori. Accogliendo l’invito di Don Ciotti a digiunare contro le leggi ingiuste e raccogliendo l’iniziativa lanciata da Franco Corleone, come Cnca assieme ad altre associazioni (A Buon Diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Forum Droghe, L’Altro Diritto, La Società della Ragione, Ristretti Orizzonti) abbiamo lanciato il 29 aprile uno sciopero della fame a staffetta contro il Decreto sicurezza. Chiunque può partecipare segnalando il giorno del digiuno; ad oggi quasi 300 persone hanno già aderito al digiuno per uno, due o tre giorni ed altre reti lo hanno rilanciato. La staffetta terminerà il 30 maggio, vigilia della grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma e che ci vedrà coinvolti.
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