parmadaily.it, 10 aprile 2025
Lunedì 7 aprile si è tenuto un incontro presso la Casa Circondariale di Parma, organizzato da Acli Provinciale Parma, per illustrare l’attività del Patronato Acli all’interno del carcere, che dal 2015 - grazie a un accordo nazionale - offre assistenza previdenziale e fiscale ai detenuti. A Parma, questo servizio è reso possibile grazie all’importante sostegno di Fondazione Cariparma e al prezioso impegno di Mauretta Ghirardi, volontaria Acli, che da anni affianca i detenuti nella gestione delle pratiche, con il supporto delle operatrici di Patronato e Caf Acli.
di Giuseppe Mancini
ilreggino.it, 10 aprile 2025
L’iniziativa, che si avvierà nel carcere locale, mira a restituire alla comunità liberi cittadini, che, attraverso un percorso esperienziale, possano vivere delle concrete prospettive di integrazione. Grazie al supporto di numerosi partner, ci si concentrerà su 4 aree di intervento: attività sportiva, formativa, educativa e di animazione culturale. Sport praticato come strumento di valorizzazione di sé, di socializzazione e di autostima, al fine di restituire alla comunità liberi cittadini, che, attraverso un percorso rieducativo, conoscitivo ed esperienziale, possano vivere delle concrete prospettive di integrazione. Si è tenuta oggi, presso la sala Consiliare del Comune di Palmi, la presentazione del progetto “Cambia-Menti con lo Sport”, che promuove lo sport come strumento ed opportunità di rieducazione per i detenuti, tramite il potenziamento dell’attività sportiva negli istituti penitenziari per adulti e minorili.
di Arnaldo Capezzuto
Il Fatto Quotidiano, 10 aprile 2025
Un ammonimento per chi pensa (certa politica) ai penitenziari come grandi discariche sociali. Ti siedi sulla poltrona a scomparsa del cinema-teatro Posillipo della Napoli collinare - locale che 20 anni di gestione con proiezioni, cene spettacolo, show e una intensa attività culturale, a breve chiuderà i battenti per volontà della proprietà - per guardare l’ultimo lavoro di Gianfranco Pannone, regista documentarista e teatrale (ultimo spettacolo al teatro San Ferdinando è stato Cinemamuto sulla censura a Elvira Notari) “Qui è Altrove: Buchi nella realtà”.
di Cinzia Arena
Avvenire, 10 aprile 2025
“Miya Miya. Riflessioni da uno scoglio di confine”, è il diario collettivo nel quale sono confluiti emozioni, pensieri e riflessioni. In arabo significa letteralmente “100%”, inteso come “va tutto bene” ed è la frase che i giovani specializzandi usano per tranquillizzare chi arriva, ma che viene ripetuta come un mantra dagli stessi migranti. L’esperienza sul molo Favaloro degli specializzandi in malattie infettive dell’università di Bari. L’isola crocevia di speranza e simbolo di accoglienza per chi arriva da lontano.
di Lorenzo Santucci
Il Domani, 10 aprile 2025
Il fallimento delle proteste dell’ultimo decennio: “È possibile essere nel giusto ma venire tragicamente ignorati”. Nel suo ultimo libro “Se noi bruciamo. Dieci anni di rivolte senza rivoluzioni” (Einaudi) il giornalista Vincent Bevins ha ripercorso quanto accaduto in giro per il mondo tra il 2010 e il 2020, interrogandosi su cosa non abbia funzionato e sul perché gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti. Come è possibile che il decennio più partecipato di sempre in termini di proteste abbia portato pochi o nulli cambiamenti nella società?
di Anna Mastromarino
La Stampa, 10 aprile 2025
Ogni sua disposizione marca concrete discontinuità con il passato anche quando non sembra farlo. Lo fa perché i suoi costituenti avevano già deciso da che parte della storia stare. Le Costituzioni sono documenti capaci più di qualsiasi atto normativo di marcare le continuità e le discontinuità con il passato. In questo senso, a me pare che si possa dire che le costituzioni sono “luoghi di memoria”, ossia spazi pensati non per glorificare il passato e i suoi protagonisti, ma con il fine di costruire un futuro. Questo trovare nella storia le ragioni del presente per definire l’avvenire comporta necessariamente l’accettazione di un fatto incontrovertibile: sin dall’inizio la Costituzione italiana si presenta come diretta conseguenza del fascismo.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 10 aprile 2025
La famiglia, le relazioni, la sessualità, la generazione ma anche la cura e la morte sono temi sono diventati terreno di scontro politico senza prigionieri. Poche cose nuocciono al vivere civile come lo scontro ideologico su materie che definiamo eticamente sensibili, attingendo a un lessico tanto generico quanto poco accessibile, ossia questioni che attengono alla vita, i suoi luoghi e i suoi processi. La famiglia, le relazioni, la sessualità, la generazione ma anche la cura e la morte. Questi temi sono diventati il terreno prediletto dalla politica per lo scontro dove non ci sono prigionieri, dove l’avversario deve essere piegato e vinto e le convinzioni si impongono con la forza dei numeri. Dove la politica intesa come confronto, rispetto, consapevolezza dell’articolazione del corpo sociale e dei mutamenti che lo attraversano muore e resta solo il bastone del comando.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 10 aprile 2025
Oggi il dibattito sul libro di d’Avack, con Paglia, Zanettin (FI), Di Biase (Pd) e Greco (Cnf). Si terrà oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati la presentazione del nuovo libro di Lorenzo d’Avack, “Filiazione e fine vita. Riflessioni bioetiche e giuridiche” (Scholé, Editrice Morcelliana), che sarà anche l’occasione per riaprire il dibattito sul tema del fine vita. L’evento organizzato dal Dubbio e moderato dal nostro direttore Davide Varì, sarà introdotto dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco, e dal Vicepresidente della Fondazione dell’Avvocatura Italiana, Vittorio Minervini. Seguiranno gli interventi dell’autore del volume, il giurista e bioeticista Lorenzo d’Avack, di Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, della Deputata Michela Di Biase (Partito Democratico) e del Senatore Pierantonio Zanettin (Forza Italia).
di Marika Ikonomu
Il Domani, 10 aprile 2025
Nuovo Decreto, nuovo trasferimento. Con ogni probabilità la prima nave con a bordo persone trattenute pescate da diversi Centri di permanenza per i rimpatri italiani partirà e arriverà domani, giovedì 10 aprile, in Albania, dopo la modifica di funzione voluta dal governo per salvare l’intesa firmata con Edi Rama. Per mesi i centri costruiti dall’Italia sono rimasti vuoti, in attesa della decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea sulla definizione di paese sicuro. Una pronuncia da cui dipende il futuro dell’accordo Roma-Tirana così come pensato inizialmente: centri per i richiedenti asilo, provenienti da paesi considerati sicuri, salvati dalle autorità italiane in acque internazionali, che possono vedersi applicare le procedure accelerate di frontiera. Per questo, lo scorso 28 marzo l’esecutivo ha approvato un decreto che modifica la legge di ratifica dell’intesa, consentendo di trasferire nei centri albanesi persone detenute nei Cpr, destinatarie di un provvedimento di espulsione perché non titolari di un permesso di soggiorno.
di Flavia Amabile
La Stampa, 10 aprile 2025
Oggi era in calendario il quarto sbarco nel Paese. Un intervento che non riguardava più i richiedenti asilo salvati in mare ma stranieri irregolari in Italia. Ma le proteste hanno rinviato l’operazione. Sarebbero state due rivolte nel Cpr di Brindisi a costringere il ministro Matteo Piantedosi a rivedere i suoi piani sull’operazione Cpr in Albania. Che non sarà più oggi come previsto ma, forse, domani. Le rivolte sarebbero scoppiate quando ormai era dato quasi per certo l’arrivo per oggi, 10 aprile, di un primo gruppo di persone trasferite dai Cpr italiani a quello di Gjader. Si trattava di circa 40 stranieri, recuperati dopo un complesso processo di selezione in diversi Cpr italiani. Trasportati nei giorni scorsi a Brindisi, sarebbero dovuti partire con due navi diverse nel pomeriggio di oggi. La notizia era stata annunciata anche alle 19.19 dall’Ansa. Poco dopo sono arrivate le prime indiscrezioni sull’ulteriore rinvio di un trasferimento che negli ultimi giorni è apparso in affanno rispetto ai tempi previsti dal ministero.
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