pressenza.com, 10 febbraio 2025
Cosa accade quando la sperimentazione e il teatro si incontrano nel contesto carcerario? Venerdì 14 febbraio, presso Casa BCC Basilicata - Banca di Credito Cooperativo - a Potenza (dalle 9:30 alle 13:30), si terrà l’incontro di presentazione dei risultati del progetto “In-Out. Libertà Aumentata”, rassegna di teatro-danza dedicata ai detenuti e all’uso delle nuove tecnologie, a cura di Compagnia Teatrale Petra che fonde due progettualità: IN&OUT, finanziato dal Bando TOCC - Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi dei Ministeri della Cultura e dello Sviluppo Economico e Teatro oltre i Limiti, finanziato da 8×1000 dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdese, con il contributo del Fondo Etico BCC Basilicata e del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo. L’iniziativa è stata realizzata dalla Compagnia Teatrale Petra in collaborazione con la Casa Circondariale di Potenza, in sinergia con il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria per la Puglia e la Basilicata.
provincia.padova.it, 10 febbraio 2025
Sabato 15 febbraio 2025 alle ore 11:30 al Museo Internazionale della Maschera “Amleto e Donato Sartori” si inaugura con il patrocinio della Provincia di Padova e del Comune di Abano Terme, la mostra “Maschere e volti dietro le sbarre” a cura di Paola Pizzi, Sarah Sartori e Walter Valeri, in collaborazione con Balamòs Teatro APS. La mostra è composta da maschere realizzate dai detenuti del carcere maschile di Padova alla fine degli anni 80 e documenti realizzati nel corso degli anni successivi: servizi fotografici, video, locandine del progetto teatrale Passi Sospesi.
statoquotidiano.it, 10 febbraio 2025
Sarà Lucia Annibali, con la sua storia vera di riscatto contro la violenza sulle donne, a tenere a battesimo la mini-rassegna Rinascere insieme nell’ambito di Fuori gli Autori, la kermesse letteraria organizzata dalla Biblioteca “la Magna Capitana” di Foggia e dalla Libreria Ubik. Giovedì 13 febbraio 2025, alle ore 18.00, nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, storica sede della Provincia di Foggia in piazza XX Settembre, si terrà infatti la presentazione del libro Il futuro mi aspetta, fresco di stampa per Feltrinelli, nella collana Up. A portare i saluti istituzionali interverranno Assunta Di Matteo, Consigliera di parità della Provincia di Foggia; Franca Dente, Presidente dell’Associazione Impegno Donna e Mario Cagiano, delegato alle politiche di genere e parità del Comune di Foggia. Intervisterà Lucia Annibali la psicoterapeuta, volontaria anche di Impegno Donna, Daniela Cataudella. Non soltanto un memoir, ma anche uno strumento di sensibilizzazione e di riflessione, questo libro, scritto insieme a Daniela Palumbo, giornalista e scrittrice per ragazzi.
di Daniela Bezzi
pressenza.com, 10 febbraio 2025
È uscito recentemente per l’Associazione Editoriale Multimage un libro che più necessario e attuale non sapremmo immaginare. Si intitola “Carcere ai ribell3” ed è stato curato da Nicoletta Salvi Ouazzene in rappresentanza delle Mamme in piazza per la libertà del dissenso di Torino. Un libro che ho letto con un misto di emozione, smarrimento, ammirazione. Emozione perché parecchie delle storie documentate in queste pagine le ho raccontate un po’ anch’io, e proprio per questa testata, in alternanza con il collega Fabrizio Maffioletti. Smarrimento perché si fa fatica a credere che simili vicende di repressione del dissenso possano essere successe qui, a casa nostra, nella nostra ‘democratica’ Italia, nel cuore dell’Europa.
di Paolo Russo
La Stampa, 10 febbraio 2025
Con l’aumento a 2mila euro dell’iscrizione volontaria al Ssn vengono colpiti 50 mila stranieri regolari ma senza un lavoro. Tra loro malati e disabili. Gli esperti: “È un paradosso e una legge incostituzionale”. Sono immigrati con regolare permesso di soggiorno, ma senza reddito o con entrate ridotte ai minimi termini. E spesso hanno seri problemi di salute, tanto da percepire una piccola pensione di invalidità. Lo Stato fornisce le cure, medico di famiglia compreso, anche alle persone senza permesso. Ma loro, paradossalmente, si trovano in un limbo, quello dei migranti regolari, ma poveri: il Governo Meloni, con la Finanziaria 2024, ha presentato loro un conto da 2 mila euro l’anno per iscriversi al Servizio sanitario nazionale, da versare tutti insieme. Solo l’anno prima ne bastavano 357.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 10 febbraio 2025
L’esecutivo vuole evitare nuovi stop da parte della magistratura: l’ipotesi di un decreto. L’opposizione: una follia, si fermino. Ripristinare subito l’operatività dei centri albanesi di Gjader e Shengjin, a prescindere dalla decisione della Corte di giustizia europea prevista per il prossimo 25 febbraio. Anche a costo, come soluzione estrema, di togliere la giurisdizione italiana sulle strutture, alla base del trattato siglato con Tirana. Cercando una strada, dopo tre bocciature consecutive dei trattenimenti di migranti da parte dei giudici dell’Immigrazione e della Corte d’Appello, per escludere la competenza dei magistrati italiani sulla gestione dei profughi da rimpatriare. In queste ore si stanno esaminando varie ipotesi per far ripartire i trasferimenti di migranti, ma questa volta con un discorso più ampio che non prevede solo quelli soccorsi in mare e provenienti da Paesi inseriti nella lista italiana di quelli sicuri, ma anche coloro che già si trovano negli hotspot e nei centri di accoglienza sul territorio nazionale.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2025
Il dato nella relazione del Copasir, che dice altro. Basta guardare i dati dell’OIM per rendersi conto che il dato corrisponde al totale degli stranieri nel Paese e che le nazionalità non sono quelle che sbarcano in Italia. Due anni fa si trattava di un rapporto degli apparati di sicurezza inviato al governo. Oggi della relazione del Copasir “sulla situazione geopolitica del continente africano e sui suoi riflessi sulla sicurezza nazionale”. Ma stavolta il documento è pubblico (questo il link) e non dice affatto quanto alcuni organi di stampa stanno attribuendo al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. “In Libia ci sono 700 mila migranti irregolari pronti a partire”, hanno titolato alcune agenzie e ripreso alcuni quotidiani, interpretando un dato, quello della presenza straniera in Libia, che la relazione del Copasir non trasforma in alcun modo nella minaccia spesso paventata. Da ultimo nella vicenda del torturatore libico Almasri, che il governo avrebbe liberato anche per evitare “un’improvvisa ondata di partenze” via mare.
di Giuseppe Guastella
Corriere della Sera, 10 febbraio 2025
L’ex magistrato, ora in pensione, già giudice e vicepresidente della Corte penale internazionale dell’Aia, accusa ex colleghi e politici di aver causato “un danno incalcolabile alla giustizia nazionale e internazionale, al governo e alla credibilità dell’Italia”. Ha un’idea precisa di cosa sia accaduto nell’arresto e nel rilascio del libico Almasri e, da par suo, Cuno Tarfusser non fa sconti né agli ex colleghi magistrati (ora è in pensione) né ai politici, accusando tutti di aver affrontato il caso con “fretta, incompetenza, opacità e disinformazione che hanno causato un danno incalcolabile alla giustizia nazionale e internazionale, al governo e alla credibilità dell’Italia”.
di Domenico Quirico
La Stampa, 10 febbraio 2025
Un conflitto serve prima a distruggere e poi a ricostruire: un investimento che rende due volte a chi lo sfrutta. Ma c’è chi perde tutto, anche la vita. Ora i contendenti accettano di discutere e dalla pace è scomparsa la parola pace. Perché si fanno le guerre? Per distruggere. E perché, qualche volta, si fanno finire? Per ricostruire. Così quelli che le amministrano e le sfruttano, generali finanzieri affaristi e mercanti riuniti in allegre conventicole che assomigliano un po’ troppo a banali società per azioni, realizzano la perfezione dell’investimento, cioè guadagnare due volte. fornendo a caro prezzo prima i mezzi per la distruzione bombe carri armati aerei droni; e poi facendosi assegnare gli altrettanto lucrosi appalti per rimettere insieme i cocci. Fregiandosi anche del titolo di benefattori.
di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 10 febbraio 2025
Nel mondo che si sta formando sotto i nostri occhi, andranno drasticamente a restringersi il ruolo e lo spazio del diritto internazionale così come è stato concepito (e reinterpretato), sotto la spinta occidentale, dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Il disorientamento dell’opinione pubblica è comprensibile. Ma quando un ordine internazionale, solido e stabile per decenni, entra in una fase accelerata di declino, un declino che annuncia grandi cambiamenti, è inevitabile che volino gli stracci. E che vadano in pezzi le convenzioni, generate da quell’ordine, che fino a poco tempo prima si davano per irreversibilmente acquisite. Era forse inevitabile che Donald Trump, deciso a rompere con molte convenzioni, colpisse il Tribunale dell’Aja dopo la assai controversa decisione di quest’ultimo di incriminare il primo ministro israeliano Netanyahu. Ricordiamo che il Tribunale dell’Aja è una istituzione che non è mai stata sostenuta dagli Stati Uniti (democratiche o repubblicane che fossero le sue Amministrazioni).
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