di Nello Scavo
Avvenire, 16 gennaio 2025
Lo scenario internazionale, i sabotaggi interni, i retroscena: ecco come e perché si è arrivati finalmente a una tregua. Tolti alcuni dettagli, l’accordo tra Israele e Hamas non sembra molto diverso dalla “quasi intesa” di otto mesi fa, quando i miliziani sostenevano di avere accettato la proposta americana accusando Tel Aviv di aver prima tergiversato e poi voltato le spalle ai mediatori. La leadership israeliana aveva risposto muovendo ad Hamas le stesse accuse: “I terroristi non mantengono la parola e pongono sempre nuove e non concordate condizioni”.
moneymag.ch, 16 gennaio 2025
Le indagini indagano le cause del decesso e sollevano preoccupazioni sulla sicurezza e il benessere dei detenuti. Un recente episodio all’interno del carcere di San Gallo ha scosso la comunità locale e ha portato alla luce questioni importanti legate alla sicurezza e al benessere dei detenuti. Un uomo di 50 anni, di nazionalità italiana, è stato trovato senza vita da un dipendente della struttura penitenziaria, poco prima delle 7 del mattino. La Polizia Cantonale di San Gallo ha comunicato l’accaduto, sollevando preoccupazioni e domande sulla gestione interna degli istituti penitenziari e sulle condizioni di vita dei detenuti.
di Antonella Napoli
L’Espresso, 16 gennaio 2025
Era arrivato in Venezuela con una ong francese. Arrestato il 15 novembre, di lui si è persa ogni traccia. “Dal 15 novembre, mentre si recava in missione da Caracas a Guasdalito ed è stato fermato ad un posto di blocco insieme all’autista della ong Humanity e Inclusion, a parte scarse e informali informazioni nessuna notizia ufficiale ci è mai stata comunicata dalle autorità del Venezuela, né italiane. Di fatto, da quasi due mesi nulla sappiamo sulle sorti di Alberto. Siamo molto preoccupati, soprattutto tenendo conto che soffre di problemi di salute e non ha con sé le medicine né alcun genere di prima necessità”. Con questo appello, affidato all’associazione Articolo 21, la famiglia di Alberto Trentini, un cooperante italiano che operava nel Paese sudamericano dall’ottobre 2024, ha rotto il silenzio sul suo arresto.
Corriere della Sera, 16 gennaio 2025
Si trovava in missione con l’ong Humanity and Inclusion per portare aiuti umanitari alle persone con disabilità. Da quasi due mesi non si hanno più notizie ufficiali sulla sua sorte. C’è grande preoccupazione nelle reti di organizzazioni della società civile AOI, CINI e Link2007 per la sorte del cooperante italiano Alberto Trentini, fermato dalle autorità del Venezuela lo scorso 15 novembre mentre si trovava in missione con l’ONG Humanity and Inclusion per portare aiuti umanitari alle persone con disabilità. Da allora, da quasi due mesi, non si hanno più notizie ufficiali sulla sua sorte. Come riportato dalla famiglia di Alberto, “dal suo arresto e cioè dal 15 novembre ad oggi, a quanto sappiamo, nessuno - scrivono le ong - è riuscito a vederlo, né a parlargli. Neppure il nostro Ambasciatore è riuscito a comunicare con lui né ad avere sue notizie nonostante plurimi tentativi”. La famiglia Trentini ha chiaramente espresso la propria angoscia, chiedendo di poter comunicare con Alberto, di essere rassicurata sul suo stato di salute e di garantire la tutela dei suoi diritti fondamentali. Purtroppo, fino ad oggi, nessuna delle richieste è stata esaudita.
di Marco Birolini
Avvenire, 15 gennaio 2025
Il report del Garante nazionale segnala un quadro in continuo peggioramento per altissima densità di presenze nella quasi totalità degli istituti penitenziari italiani. Sei suicidi in 12 giorni, più altri due ancora da confermare. Il 2025 si apre malissimo nelle carceri italiane, proseguendo la striscia nera dell’anno scorso, con ben 90 detenuti che si erano tolti la vita. Un triste record mai toccato in precedenza e che rischia di ripetersi, se non addirittura di peggiorare, vista la drammatica fotografia scattata dal report presentato ieri dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà. “Si tratta di un dato elevato rispetto allo stesso periodo di gennaio 2024, 2023 e 2022 in cui si registrò un numero inferiore di suicidi”, rileva infatti il Garante.
di Franco Corleone
Il Manifesto, 15 gennaio 2025
Ho denunciato da tempo il rischio che la nostalgia del manicomio si materializzasse in proposte concrete e non mi ha sorpreso la lettera inviata dal capo di gabinetto del ministero della salute ai presidenti delle Regioni il 23 dicembre scorso, sulla tutela della salute mentale e sul destino delle “residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza” (Rems). Davvero un regalo avvelenato sotto l’albero di Natale. Infatti, il dottor Marco Mattei affronta con spericolata leggerezza nodi delicati come il giudizio sulla sentenza numero 22 del gennaio 2022 della Corte Costituzionale e sulle indicazioni da questa offerte al parlamento per superare alcune criticità della legge 81 del 2014.
di Angela Stella
L’Unità, 15 gennaio 2025
Carcere duro, isolamento, ergastoli: sono le medaglie da esibire nel curriculum per una toga che punta a entrare nella Dna. Durante l’esame delle candidature da parte del Csm, l’ex leader dell’Anm Albamonte è stato accusato di non averne conquistate abbastanza. Se si vuole andare a lavorare alla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo occorre scrivere un corposo curriculum in cui elencare quanti più arresti si è conquistati, quante più persone si è spedite al 41 bis, quante più ergastoli ottenuti. Altrimenti sarà molto difficile ottenere quella poltrona. E poi devi avere alle spalle anni in antimafia: in caso contrario il corpo di élite delle Dda ti guarderà dall’alto in basso.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 15 gennaio 2025
Da anni ormai, la gestione della nostra vita è ben localizzata. È tutto nelle nostre mani. Basta tirare fuori lo smartphone e le soluzioni sono a portata di click. Identità, gestione delle proprie finanze, comunicazioni. Tutto quello per cui prima dovevamo investire tempo ed energie, oggi lo possiamo fare tranquillamente dal divano di casa, ai tavolini di un bar o alla banchina di una metropolitana. Un centro di controllo tascabile che ha - impossibile sostenere il contrario - rivoluzionato le nostre vite, semplificandole. Col tempo anche i più nostalgici si sono dovuti ricredere, e dare al digital quello che è del digital: la forza del progresso, quello che volenti o nolenti, tutti abbiamo dovuto abbracciare, a costo di accettare l’idea poco filosofica di condurre un’esistenza alle dipendenze di aggeggi senz’anima, sacrificando parte di quel serbatoio umano che resta materiale prezioso ma funzionale solo in forma ridotta.
di Errico Novi
Il Dubbio, 15 gennaio 2025
Sì di Fratelli d’Italia e Forza Italia alle modifiche, auspicate anche dal Colle, la Lega insorge. Decreto ad hoc per lo scudo agli agenti. Sul ddl Sicurezza si procede a colpi di sedute notturne. Ieri si sono fatte le ore piccole. Stasera sarà lo stesso. E a dispetto del complicatissimo cortociruito politico innescato nella maggioranza, il motivo è semplice: bisogna fiaccare l’ostruzionismo delle opposizioni. Esame congiunto del provvedimento affidato alle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia del Senato. Uno sforzo inconsueto, ma necessario.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 15 gennaio 2025
Proposte della Lega per gli agenti. Il pacchetto verso il ritorno alla Camera per accogliere solo i rilievi del Colle. Il Ddl Sicurezza potrebbe tornare alla Camera per una terza lettura “veloce” delle sole correzioni al testo suggerite dal Quirinale (schede telefoniche vietate ai migranti e detenute madri). È quanto trapela da fonti di Palazzo Chigi mentre si apprende che il governo sta lavorando, insieme ai tecnici del ministero di Giustizia, per capire come e dove inserire uno “scudo penale” speciale per le forze dell’ordine, iniziativa che mette d’accordo tutti nella maggioranza litigiosa e che prende a pretesto i recenti fatti di cronaca.
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