di David Allegranti
La Nazione, 12 gennaio 2025
Il 2025 è appena iniziato, ma ci sono già stati sette suicidi nelle carceri italiane, riferisce Ristretti Orizzonti. Uno di questi nel famigerato carcere di Sollicciano. Pochi giorni fa un detenuto di 25 anni, prossimo a compierne 26, si è tolto la vita. Era affetto da disturbo mentale. Adesso è ricominciata la solita discussione sull’abbattimento del carcere fiorentino. Nessuno però sembra tenere conto del fatto che le carceri sono già sovraffollate e non si capisce dove andrebbero i 527 detenuti attualmente presenti a Sollicciano. Quanto tempo ci vorrebbe per costruire un nuovo istituto penitenziario? Intanto si potrebbe iniziare a pensare, come nota regolarmente il professor Emilio Santoro, che la sofferenza psichiatrica non può e non deve essere curata nei luoghi di detenzione. Dunque che cosa ci faceva in carcere il giovane che si è appena tolto la vita a Firenze? Niente. Non era il posto per lui, non doveva stare lì.
di Giulia Merlo
Il Dubbio, 12 gennaio 2025
Testa a testa Sisto-Zanettin, col ruolo inedito del ministro Pichetto e Bernini. Schlein vuole Pertici, il partito Luciani. Mastroiacovo nome super partes. La seduta è convocata per il 14 gennaio. La confusione è ancora grande sotto il cielo ma, come sempre in caso di nomine di peso, gli astri si allineano sempre nell’ultimo momento utile. Così dovrebbe essere anche per l’elezione dei giudici costituzionali mancanti, ormai lievitati fino a quattro, che il parlamento in seduta comune è chiamato a indicare nella seduta di martedì 14 gennaio e dopo ben dodici scrutini andati a vuoto. A dimostrazione di questo, la Consulta ha diramato un comunicato stampa in cui si spiega che l’attuale presidente facente funzioni Giovanni Amoroso ha posticipato dal 13 al 20 gennaio la camera di consiglio per decidere sull’ammissibilità del referendum sull’autonomia, “considerata la convocazione per l’elezione dei giudici”.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 12 gennaio 2025
Ieri una tavola rotonda, oggi a Roma l’assemblea nazionale della Rete “A pieno regime”. Gaetano Azzariti, presidente di Salviamo la Costituzione: “Non è solo una legge, è il manifesto di una mentalità autoritaria. Va con le altre riforme del governo: premierato, magistratura, autonomia”. Martedì riprenderà al Senato la corsa del disegno di legge “sicurezza”. Le commissioni riunite affari costituzionali e giustizia ricominceranno questa settimana l’esame del testo, fermo dal 18 dicembre alle votazioni degli emendamenti sull’articolo 14, quello relativo ai blocchi stradali, studiato ad hoc per colpire attivisti ambientalisti e lavoratori in sciopero che picchettano davanti le fabbriche e i luoghi di lavoro. Se l’approvazione dei primi articoli è stata relativamente agile, è adesso che la partita per la maggioranza si fa più ostica: ci sono centinaia gli emendamenti presentati dalle opposizioni e le norme da esaminare sono quelle più critiche. Meloni e soci speravano di incassare il sì del Senato già a dicembre, ma il meccanismo si è inceppato da più parti, tra i mugugni del Colle e del Consiglio d’Europa, le manifestazioni della società civile e l’ostruzionismo parlamentare. Doveva slittare a fine gennaio, ora per l’aula se ne parlerà almeno a marzo.
di Niccolò Nisivoccia
Il Manifesto, 12 gennaio 2025
È molto grave quello che si vede e si sente nei filmati adesso disponibili sulla morte di Ramy Elgaml, avvenuta il 24 novembre scorso a Milano dopo un inseguimento durato circa venti minuti da parte dei carabinieri. Com’è noto, Ramy era su uno scooter con un amico, i due non si erano fermati all’alt, i carabinieri inseguivano su due macchine. Si vedono appunto delle immagini di questo inseguimento per le strade della città, anche in contromano. Si sente la voce dei carabinieri dire cose come: “Chiudilo, chiudilo, chiudilo che cade; no, merda, non è caduto”. Si vede (o quantomeno sembra di vedere) che alla fine lo scooter viene effettivamente tamponato da una delle due macchine; e si capisce (o quantomeno sembra di capire) che è questo tamponamento a portare lo scooter a sbattere contro il semaforo (provocando la morte di Ramy). Si sente la voce dei carabinieri dire “sono caduti”, e un’altra voce rispondere “bene”.
di Valeria Costantini
Corriere della Sera, 12 gennaio 2025
Oltre 250 i partecipanti alla manifestazione per chiedere giustizia per il 19enne morto al Corvetto. Sugli striscioni: vendetta. Poliziotto colpito al volto. Il ministro dell’Interno Piantedosi:”Soggetti organizzati strumentalizzano ogni tema”. Morte di Ramy, la manifestazione a Roma: in corteo anche Zerocalcare. Fumogeni, bombe carta, poi la carica dei poliziotti. Bombe carta, fumogeni, lanci di bottiglie contro la polizia che risponde con cariche di contenimento. Momenti di tensione ieri a Roma durante il corteo “Giustizia per Ramy Elgaml”, il 19enne morto lo scorso 24 novembre al Corvetto, Milano, dopo esser stato investito da un’auto dei carabinieri alla fine di un inseguimento.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 12 gennaio 2025
A seguito delle morti registrate “nel breve volgere di appena otto giorni” di tre detenuti nel carcere Sant’Anna di Modena, due delle quali causate da inalazione di gas, il consiglio direttivo della Camera penale di Modena “Carl’Alberto Perroux” ha deciso di proclamare “l’astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati impegnati innanzi al tribunale di Modena, agli uffici giudiziari circondariali di Modena e l’ufficio del Giudice di Pace, e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche nella giornata del 24 gennaio” si legge in una nota dei penalisti modenesi.
di Daniele Montanari
Gazzetta di Modena, 12 gennaio 2025
Andrea Paltrinieri aveva subito una grave aggressione in carcere la scorsa estate, che l’aveva condotto in ospedale. E questo una volta di più testimonia delle condizioni difficili in cui stava vivendo al Sant’Anna di Modena. Lui, come gli altri detenuti. L’ingegnere 49enne è stato trovato morto martedì 7 gennaio nella sua cella per inalazione del gas di una delle bombolette per scaldare cibo e bevande. Un gesto che, nella sua dinamica, è apparso inequivocabilmente suicida. Ma la sua condizione di forte sofferenza in carcere si era manifestata già poco dopo il suo ingresso.
di Giacomo Giampieri
Il Resto del Carlino, 12 gennaio 2025
Il Garante regionale dei detenuti, l’avvocato Giancarlo Giulianelli: “In quel carcere non si possono gestire casi psichiatrici come quello che si è reso responsabile del getto dell’acido, gli servono cure”. Apre “esprimendo solidarietà al personale di Polizia penitenziaria”, messaggio rivolto anche al comandante della casa circondariale di Montacuto Nicola De Filippis. Prosegue con una riflessione, dopo l’ultima violenta aggressione di un detenuto ad un poliziotto: “Il problema del sovraffollamento delle carceri è una concausa, cui si affiancano altre criticità come l’assenza del personale dell’area trattamentale, medici, psicologi e psichiatrici, nonché quella della carenza di personale di polizia.
Il Resto del Carlino, 12 gennaio 2025
La visita ai Casetti: “Nella prima sezione ambienti malsani e celle con muffa”. All’inizio dell’anno, una delegazione del Partito Radicale, guidata da Ivan Innocenti e dal consigliere comunale di Rimini Giuliano Zamagni, ha visitato il carcere dei Casetti. L’incontro ha avuto l’obiettivo quello di monitorare le condizioni di vita all’interno dell’istituto penitenziario. I luoghi visitati sono la sezione uno, la sezione dei semiliberi e l’infermeria. “La sezione prima - spiega Innocenti in una nota - conferma il degrado e il luogo malsano in cui le persone detenute e il personale penitenziario sono ormai da lunghi anni costretti. Celle con muffe diffuse, angolo cottura e cucina accanto alla tazza del water, bagni senza docce e porte.
gazzettadilivorno.it, 12 gennaio 2025
Walter Verini, senatore del Pd, dopo la visita al carcere di Livorno chiede al ministro Nordio di intervenire velocemente. “Stamattina ci siamo recati al carcere le Sughere di Livorno, accompagnati dal Segretario PD di Livorno Alessandro Franchi, dal dirigente Pd Emiliano Costagli, dal consigliere comunale Salvatore Nasca e dal Garante comunale dei detenuti Marco Solimano. E ringraziamo il direttore Renna e la comandante della Polizia penitenziaria Fiori per il lavoro che svolgono. Anche noi abbiamo visto cose molto gravi. Come hanno constatato in precedenti visite altri parlamentari Pd (Serracchiani, Gianassi, Simiani, Boldrini) accanto a problemi purtroppo comuni di tanti istituti (celle sovraffollate, mancanza personale di polizia) abbiamo toccato con mano le condizioni di assoluto degrado e invivibilità di spazi, celle, bagni”.
- Messina. Dal carcere al lavoro grazie ai bambini e all’ecologia
- Vercelli. Giulia Marro (Avs): “Carcere esempio rieducativo da seguire”
- Siracusa. Il riscatto dei detenuti passa anche dal Parco Livatino
- “Oltre il cielo”. Vite da minori in carcere
- Paolo Billi: il teatro e l’arte sono “inutili” ma aiutano a salvarsi dai propri naufragi










