antigone.it, 10 gennaio 2025
“Se anche nei prossimi 3 anni il governo riuscisse a dotare la capienza delle carceri di 7.000 nuovi posti, come dichiarato dalla Presidente Meloni, avremo comunque, ad oggi, almeno altre 8.000 persone detenute senza un posto regolamentare. A questo si deve aggiungere che le persone detenute sono aumentate di oltre 2.000 unità nell’ultimo anno e di oltre 5.000 unità dal 2022. Se il tasso di crescita fosse questo anche nei prossimi tre anni (cosa tutt’altro che impossibile a fronte delle attuali politiche penali) è prevedibile che i 7.000 nuovi posti andranno ad assorbire i nuovi ingressi, lasciando dunque il sistema penitenziario in una condizione di affollamento cronico e drammatico come quello che si registra oggi, con circa 15.000 persone in più rispetto alla capacità del sistema stesso”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, a fronte delle dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 gennaio 2025
Meloni apre al dialogo con la magistratura, ma le minoranze accusano il Governo di autoritarismo. Mentre si cerca un compromesso su alcuni emendamenti. “Per carità si possono sempre migliorare i provvedimenti. Se c’è la disponibilità al dialogo, se ne parla. Escludersi da qualsiasi collaborazione vuol dire impedire a noi di avere il contributo anche positivo che può arrivare dai vertici della magistratura, è una contrarietà pregiudiziale che non condivido che facciamo” ma “mi stupisce sempre il tono apocalittico col quale si risponde a qualsiasi tentativo di riforma della giustizia, come se fosse un attacco”: così ieri in conferenza stampa la premier Giorgia Meloni a chi le chiedeva cosa pensasse della bocciatura da parte del Csm della riforma della separazione delle carriere.
di Kaspar Hauser
Il Manifesto, 10 gennaio 2025
Gli azzurri puntano sul loro senatore Pierantonio Zanettin, nonostante i dubbi della premier Meloni. In cambio sono pronti a blindare la riforma. L’elezione dei 4 giudici costituzionali si intreccia con l’iter della riforma della separazione delle carriere, in un commercio di vicende che dovrebbero invece rimanere separate. Commercio tutto interno alla maggioranza, che continua a governare attraverso patti leonini tra i tre partiti che la compongono. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha convocato il Parlamento in seduta comune (spetta a lui il compito) per martedì prossimo, alle 13. Una data fuori tempo massimo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 10 gennaio 2025
Dopo un vertice a Palazzo Chigi Forza Italia ritira i suoi emendamenti e la Camera respinge le pregiudiziali di costituzionalità. Ma il Csm boccia la misura. La maggioranza si rinsalda sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, ma serve un vertice a palazzo Chigi per spingere Forza Italia a ritirare gli emendamenti presentati. Dove le proposte di correzione, che puntavano a escludere dal sorteggio i componenti laici dei due nuovi Consigli superiori della magistratura esito della riforma, potrebbero a questo punto confluire nella futura legge applicativa che dovrà sciogliere tutti i nodi operativi di un intervento ancora ben lontano dall’approvazione.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 10 gennaio 2025
Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato un parere in cui si sostiene che la separazione delle carriere porterà alla sottoposizione del pubblico ministero alla politica. Ma tutto si basa su una serie di congetture e supposizioni. Più che un parere negativo sulla riforma della separazione delle carriere, quello approvato dal Consiglio superiore della magistratura mercoledì sera (con 24 voti favorevoli, tra cui quelli di tutti i membri togati, e il voto contrario di quattro laici di estrazione di centrodestra) sembra il manifesto di un oracolo apocalittico. Ai rilievi tecnici, infatti, si sostituisce una serie di congetture e supposizioni spesso in contrasto persino con la logica. Il parere, lungo 76 pagine, sembra avere come primo obiettivo quello di confermare la tesi avanzata da mesi dall’Associazione nazionale magistrati: la separazione delle carriere porterà alla sottoposizione del pubblico ministero al governo, minando così l’indipendenza della magistratura. Questa tesi si scontra però con la realtà: la riforma costituzionale ribadisce esplicitamente i princìpi di autonomia e indipendenza della magistratura nel suo insieme.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 gennaio 2025
Tutti i togati del Csm, ad eccezione dell’indipendente Andrea Mirenda, hanno votato un parere che boccia la separazione delle carriere, definita pericolosa per la magistratura. Ne parliamo con Marcello Basilico, consigliere di Palazzo Bachelet in quota Area.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 gennaio 2025
La componente togata del Csm si è compattata contro la riforma costituzionale. Tutti d’accordo, tranne uno, l’indipendente Andrea Mirenda, unico ad astenersi e ad aver già vissuto sulla propria pelle il sorteggio. Che potrebbe rappresentare una soluzione, afferma, alle degenerazioni correntizie.
di Valeria Verdolini*
L’Unità, 10 gennaio 2025
L’episodio di Milano è più di una tragedia individuale: è uno specchio delle fragilità che il sistema penale e la società perpetuano nei confronti di alcune fasce della popolazione, soprattutto se di origine straniera. Nella notte tra sabato e domenica 24 novembre 2024, a Milano, uno scooter con a bordo due giovani, Ramy Elgaml, 19 anni, egiziano residente in Italia dall’età di undici anni, e Fares “Fafà” Bouzidi, 21 anni, tunisino, è stato inseguito da una volante dei carabinieri. I due, che vivevano nel quartiere Corvetto e avevano precedenti penali, non si sono fermati all’alt dei carabinieri in via Farini, nei pressi di corso Como. Al momento dell’incidente, Ramy aveva in tasca 125 euro. Il suo amico portava con sé 850 euro e una catenina che ha dichiarato essere di sua proprietà. L’inseguimento si è concluso tragicamente sul rettilineo di via Ripamonti, dove lo scooter è finito contro un muretto. Ramy, in una prima ricostruzione privo del casco perso durante l’inseguimento, è stato sbalzato dalla moto e ha riportato ferite mortali.
di Claudia Benassai
Gazzetta del Sud, 10 gennaio 2025
Il monito del Papa e di Mattarella trova una situazione sempre più critica negli istituti penitenziari calabresi: a Paola le ultime tragedie. Sovraffollamento al 120% con punte del 148%. Ambienti detentivi e docce in condizioni precarie. La denuncia di Antigone: “A Cosenza e Rossano reclusi con disagi psichici senza materassi e svestiti”. Non è più un argomento su cui bisogna fare silenzio o tergiversare. Da Nord a Sud. Per la prima volta nella storia dei Giubilei il papa ha aperto una Porta Santa all’interno del carcere romano di Rebibbia, che è diventa così icona universale della vicinanza della Chiesa ai detenuti e un segno di speranza.
lacapitale.it, 10 gennaio 2025
Intervistata da “la Capitale”, alla luce del suicidio di un giovane detenuto in carcere a Regina Coeli, la Garante dei detenuti di Roma Valentina Calderone pone l’accento sull’emergenza del sovraffollamento e critica le volontà del governo sulle carceri. E chiede provvedimenti urgenti per migliorare le condizioni nei penitenziari. Un giovane detenuto di 23 anni, cittadino romeno, è stato trovato impiccato, intorno alle 22.30 di ieri nel bagno della sua cella nel carcere di Regina Coeli. Contando anche chi nelle carceri ci lavora, e che similmente soffre di tutte le relative problematiche, il totale dei suicidi nelle carceri italiane sono cinque da inizio anno.
- Modena. Il carcere dei suicidi e dei morti senza giustizia
- Modena. Carcere Sant’Anna: “Servono più educatori e Polizia penitenziaria”
- Napoli. Carcere di Poggioreale, nel cimitero dei vivi senza spazi né speranza
- Viterbo. Omicidio in carcere, perizia psichiatrica su Tsvetkov
- Siracusa. Restrizioni tra generi alimentari e indumenti a Cavadonna: protestano i detenuti










