di Murat Cinar
Il Manifesto, 8 gennaio 2025
La storia Ilhan Sami Comak racconta i suoi trent’anni trascorsi nelle carceri turche dopo essere stato costretto a firmare una confessione sotto tortura. “Ma la mia parola non è mai caduta per terra”. Nel tempo è diventato un autore di versi riconosciuto anche a livello internazionale. “La poesia mi ha offerto un tempo diverso rispetto alla vita in cella. Era come un ramoscello afferrato in mare per arrivare a riva. Se oggi sono sano di mente, lo devo alla poesia”. “Oggi è una giornata solare e bella. In carcere non è possibile vedere il sole perché i muri sono molto alti. O per mancanza di potenza, oppure perché si vergognava di vedere la nostra condizione, il sole non si abbassava mai al nostro livello. Alla fine sono riuscito ad abbracciare queste belle giornate solari. È stato difficile, ma ce l’ho fatta”. Ilhan Sami Comak risponde così alla domanda “Come sta?”, con un sorriso da ragazzino stampato sul volto.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera - Buone Notizie, 8 gennaio 2025
In campo 4milioni e mezzo di persone. Ma si fa fatica a garantire la continuità. Il 57%impegnato in modo occasionale. I progetti delle Fondazioni bancarie. Partecipazione? Costruire nuovi modelli. Si rimboccano le maniche e si mettono in moto per dare una mano a chi ha bisogno. Secondo gli ultimi dati del Censimento permanente di Istat i volontari in Italia sono più di 4,5 milioni nelle organizzazioni di Terzo settore, ma fanno sempre più fatica a trovare tempo e energie per uscire di casa, staccare dal lavoro e mettersi in gioco. I numeri parlano da tempo di un calo dei volontari, ma anche di cambiamenti nella forma di impegno: gli occasionali sono di più, i continuativi meno. Questo perché l’attrazione resta, ma impegnarsi gratuitamente costa più di ieri.
di Luca Liverani
Avvenire, 8 gennaio 2025
La giornalista arrestata in Iran è stata scarcerata ed è già in viaggio. La premier Giorgia Meloni ha chiamato personalmente i genitori. Libera. Cecilia Sala, la giornalista italiana detenuta in Iran dal 19 dicembre, nonostante i permessi ottenuti dalle autorità iraniane per svolgere il suo lavoro, è stata rilasciata. L’aero, decollato poco dopo le 11 da Teheran per riportarla a casa, dovrebbe atterrare all’aeroporto romano di Ciampino attorno alle 15,30. La notizia arriva da Palazzo Chigi che in una nota spiega che “grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia.
di Angela Nocioni
L’Unità, 8 gennaio 2025
Gli agenti hanno impedito a attivisti di andare a salvarli e, ricevute le esatte posizioni dei ragazzi, non li hanno soccorsi. La denuncia di “Collettivo rotte balcaniche”. Avevano 15, 16 e 17 anni Alì, Samir e Yasser. Egiziani. Sono morti di freddo, i corpi sono stati in parte mangiate da animali selvatici. È accaduto vicino alla città di Burgas nella zona sudorientale della Bulgaria in piena rotta balcanica. La Bulgaria è appena entrata nell’area Schengen. Potevano facilmente essere salvati tutti e tre, erano riusciti a far arrivare la loro posizione a attivisti di No name kitchen e del Collettivo rotte balcaniche che hanno tentato in ogni modo di raggiungerli ma la polizia di frontiera bulgara ha impedito agli attivisti di soccorrerli in tempo. Hanno potuto solo recuperare i loro corpi.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 7 gennaio 2025
Tutti gli “inquilini” del “Palazzo”, sia chi “governa”, sia chi è all’opposizione non hanno mosso rilievo alcuno al discorso del Presidente. È da credere che siano d’accordo. Tuttavia non hanno fatto e continueranno a non fare nulla per modificare la situazione, che, nel frattempo, si è ulteriormente incancrenita. Egiziano, 26 anni fra qualche giorno; avrebbe finito di scontare la sua pena nell’aprile del 2027. Si è fabbricato una corda rudimentale, se l’è messa al collo e si è lasciato andare. È “evaso” così, definitivamente, nella solitudine della sua cella della sezione accoglienza della casa circondariale di Firenze Sollicciano. Di lui non si sa nulla, nulla importa sapere. È il primo detenuto suicida di questo inizio anno.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 7 gennaio 2025
Diniego possibile solo per motivi di sicurezza. Ma nei fatti nessun istituto è pronto. Quella delle persone detenute a potere ottenere momenti di intimità in spazi dedicati e non sorvegliati a vista non è una semplice aspettativa, ma un vero e proprio diritto. In quanto tale meritevole di tutela giurisdizionale. A un anno dalla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato l’ordinamento penitenziario che escludeva lo svolgimento di colloqui con il coniuge, la parte dell’unione civile o la persona stabilmente convivente, senza il controllo a vista del personale di custodia, tenuto conto del comportamento della persona detenuta in carcere e dell’assenza di ragioni di sicurezza ora tocca alla Cassazione intervenire.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 7 gennaio 2025
A breve il Parlamento deve votare i quattro giudici mancanti. Trattative serrate tra partiti. A destra Zanettin la spunta su Sisto. A sinistra probabile Luciani. Ma resta il nodo di una donna. La riunione dei capigruppo prevista per domani potrebbe tentare un’accelerazione. Almeno, è quello che spera la maggioranza: riuscire a breve a far sì che il Parlamento in seduta comune elegga i quattro giudici mancanti della Corte costituzionale. Anche se dall’opposizione sono scettici: siamo ancora indietro, ripetono, c’è accordo sul metodo, ma non ancora sui nomi.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 gennaio 2025
Il 2025 si apre con il voto sul provvedimento più atteso, oggetto di discussione, nelle stesse ore, anche al Csm. Sarà il primo provvedimento in aula nel 2025. Ed anche quello più atteso, andando a chiudere una parentesi tenuta aperta per 30 anni. La separazione delle carriere arriva domani alla Camera, con il voto sulle pregiudiziali, per poi tornare alla discussione, ufficialmente inaugurata il 9 dicembre. Giorno in cui, a Montecitorio, il dibattito si è diviso tra chi sostiene che la riforma darà finalmente la garanzia di un giudice terzo, contro lo strapotere della magistratura requirente, ponendo un freno al correntismo, e chi, invece, legge la riforma in ottica punitiva e come un tentativo di sottomettere i pm al potere politico.
di Alberto Maggi
affaritaliani.it, 7 gennaio 2025
“Si tratta di una riforma condivisa da tutto il Centrodestra e non si piantano bandierine come ha giustamente detto il vicepremier Tajani. È certamente una priorità della maggioranza”. Così ad Affaritaliani.it il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro sulla riforma del sistema giudiziario, rilanciata oggi dal vicepremier Antonio Tajani. “La riforma nel suo complesso prevede la separazione delle carriere, il sorteggio al Csm e l’Alta Corte con funzione disciplinare. La separazione delle carriere garantirà finalmente il giusto processo, come da dettato costituzionale dell’art. 111, con la terzietà, anche apparente e non solo effettiva, del giudice. Un giudice che, grazie al sorteggio, sarà libero dal peso delle correnti. Il meccanismo del sorteggio libererà quel 90% di giudici che vogliono compiere il loro dovere e che vogliono avanzare in carriera per meriti conseguiti sul campo e non per affiliazione a questa o a quella corrente”.
di Giuseppe Cascini*
Il Dubbio, 7 gennaio 2025
Nonostante il carattere volutamente provocatorio della proposta, e nonostante i toni polemici e mistificatori che l’hanno accompagnata, l’iniziativa per la istituzione di una giornata in memoria delle vittime di errori giudiziari dovrebbe essere accolta con favore dalla magistratura. E anche la proposta del Ministro di prevedere forme di ristoro per chi sia stato ingiustamente sottoposto a processo merita attenzione. Nelle ultime settimane il dibattito pubblico sui temi della giustizia si è acceso attorno alla proposta di istituire una “giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari”. Come spesso accade, ahimè ormai da molti anni, la discussione ha immediatamente assunto i toni dello scontro e della contrapposizione.
- L’Associazione Nazionale Magistrati al voto per il dopo Santalucia
- Trentino Alto Adige. Troppi detenuti nelle carceri, l’associazione Coscioni: “Sovraffollamento al 133%”
- Monza. Resta in carcere anche se assolto per un disturbo psichiatrico. Il dramma di Salvatore
- Monza. Assolto, rimane in cella: “Il giudice ha ordinato il ricovero in una Rems ma non c’è disponibilità”
- Firenze. Carcere di Sollicciano: “Demolire e ricostruire. Il governo si muova”










