di Massimiliano Nerozzi
Corriere della Sera, 6 gennaio 2025
La cassazione contro la Sorveglianza, annullato il “no” al detenuto per l’incontro intimo con la moglie. “Tali colloqui costituiscono una legittima espressione del diritto all’affettività e alla coltivazione dei rapporti familiari”. L’Osservatorio carcere della Camera penale: “Ora però gli istituti penitenziari devono adeguarsi”. È un diritto e non “una mera aspettativa”, da parte del detenuto, “la richiesta di poter svolgere colloqui con la propria moglie in condizioni di intimità”: riprendendo la motivazione della storica sentenza della corte Costituzionale del 26 gennaio 2024 (numero 19), la prima sezione penale della Cassazione ha ribadito che “tali colloqui costituiscono una legittima espressione del diritto all’affettività e alla coltivazione dei rapporti familiari”, e possono essere negati solo per “ragioni di sicurezza o esigenze di mantenimento dell’ordine e della disciplina”, ovvero per il comportamento non corretto dello stesso detenuto o per ragioni giudiziarie, in caso di soggetto ancora imputato.
di Giovanni Balugani
Gazzetta di Modena, 6 gennaio 2025
È un giovane marocchino di 29 anni. Il 31 dicembre un altro detenuto si era tolto la vita, e ora la Camera Penale lancia l’allarme. Un’altra vittima di suicidio al carcere Sant’Anna. È un giovane di origini marocchine nemmeno trentenne. A dicembre aveva tentato il suicidio ferendosi in modo gravissimo, finendo in terapia intensiva a Baggiovara. E qui sabato sera si è costatato il decesso. È il secondo morto in pochissimi giorni al Sant’Anna, dove il 31 dicembre è stato trovato privo di vita un 37enne macedone in seguito a inalazione di gas nella sua cella.
di Enzo Brogi*
La Nazione, 6 gennaio 2025
Suicidi a ripetizione. I tentativi di risanamento sono stati un fallimento. Scandaloso che accada in Toscana, da sempre all’avanguardia nei diritti civili- Nel carcere di Sollicciano il nuovo anno è iniziato nel peggiore dei modi. Giovedì pomeriggio un detenuto di origini egiziane si è suicidato nella sua cella. Nel 2024 invece sono stati 64 i tentati suicidi nel carcere fiorentino, e due i detenuti che si sono tolti la vita. Sempre l’anno scorso, il penitenziario è stato teatro di una rivolta dove due sezioni sono state date alle fiamme. Sul fronte giudiziario: alcuni mesi fa sono stati presentati cento ricorsi contro il carcere inumano da altrettante persone che stanno scontando una pena definitiva nella casa circondariale.
di Vittorio Ricapito
L’Edicola del Sud, 6 gennaio 2025
La situazione all’interno del penitenziario tarantino è diventata ancora più insostenibile, anche per le detenute della sezione femminile, che ieri hanno ricevuto la visita di una delegazione del Movimento cinque stelle, guidata dal senatore e vice presidente del movimento, Mario Turco. “Chi sta scontando una pena si ritrova a sopravvivere in condizioni disumane, in una condizione d’emergenza che si è cronicizzata in modo alquanto preoccupante”, dice Turco. “Se è vero che “chi sbaglia paga”, è anche vero che la pena deve essere scontata in maniera dignitosa e puntare alla rieducazione e al reinserimento sociale del reo.
di Francesco Martinelli
perunaltracitta.org, 6 gennaio 2025
Intervista a Vincenzo Russo, cappellano del “carcere fuori”. La vita mi ha condotto lì. Mi è stato chiesto come servizio da rendere nella comunità Cristiana, e ho accettato. Non avevo dubbi che questa sarebbe stata per me una scelta fondamentale, decisiva. Non ho esitato un momento nel dire sì, poiché sapevo che questa esperienza sarebbe stata per me l’opportunità più grande per comprendere realmente la vita e le persone. È nel carcere che si entra in relazione con la dimensione più profonda della vita umana, con le ferite e le luci che caratterizzano l’esperienza umana. Ciò che non va e occorre cambiare è proprio nel carcere che si rivela.
ansa.it, 6 gennaio 2025
“Sono stato tante volte a visitare le carceri, anche in Umbria. Ma la giornata di sabato al carcere di Maiano di Spoleto è stata davvero indimenticabile ed emotivamente intensa. Come Papa Francesco a Rebibbia, così monsignor Boccardo (arcivescovo di Spoleto e presidente della Conferenza dei vescovi umbri) ha voluto aprire una Porta santa giubilare in un istituto di pena”: a dirlo è Walter Verini, segretario della commissione Giustizia del Senato e capogruppo del Pd in Antimafia. “Una porta fatta dai detenuti, decorata con immagini dei Vangeli contornate dalle coperte termiche che si usano per salvare i migranti, ultimi della terra” ha aggiunto.
di Cristina Palazzo
La Repubblica, 6 gennaio 2025
C’è la birra “Pentita”, da bere senza rimorso. La Rubentjna, nata da luppoli “rubati” a Torino e portati ad Alessandria. E la Sbirra, agrumata, “illegale non berla”. Sono le birre nate dal luppoleto Galeotto, realizzato nel carcere di Alessandria nel 2021 e interamente curato dai detenuti. Luppolo in inglese si dice “hop”, quasi come la parola speranza (“hope”) e proprio con questa mission la cooperativa Idee in Fuga ha dato vita a Fuga di Sapori, il marchio che oggi racchiude un orto e una pasticceria in carcere, un bistrot sulla cinta muraria e anche la linea di birre.
di Massimiliano Panarari
La Stampa, 6 gennaio 2025
Una “riscoperta” quanto mai opportuna. Tornano a circolare nel dibattito corrente alcune riflessioni sulla speranza. Nel messaggio di fine anno il Capo dello Stato - esponente di quella tradizione del cattolicesimo politico democratico che con questa categoria ha una vera dimestichezza - vi ha fatto segnatamente riferimento quale orizzonte da abbracciare per superare <de divaricazioni che lacerano le nostre società”, e incamminarci con “fiducia verso il futuro”. Su queste colonne, Viola Ardone ha recuperato il significato della speranza quale “ultima dea” della cultura classica, aprendo alla necessità del suo ritorno in questi nostri tempi postmoderni, che l’hanno smarrita. Ovvero, l’epoca delle passioni grigie e tristi, e di un presentismo per l’appunto senza speranza, che si è sempre maggiormente impossessato della mentalità collettiva al tramonto della modernità.
di Alessandro Rosina
Corriere della Sera, 6 gennaio 2025
Il problema principale non è l’invecchiamento e nemmeno la denatalità. I Paesi che vanno verso squilibri accentuati e sempre meno sostenibili, come l’Italia, non sono quelli con più anziani ma quelli con meno giovani. L’Italia continua ostinatamente a non essere un Paese per giovani e questo la rende sempre meno anche un Paese per anziani e per tutte le fasi della vita. Tutte le economie mature avanzate si trovano con anziani in aumento, grazie all’estensione della longevità, e con una natalità insufficiente a garantire un adeguato rinnovo generazionale.
di Lorenzo Borga
Il Foglio, 6 gennaio 2025
A dispetto delle preoccupazioni degli adulti (incluso il presidente Mattarella), la realtà rassicura: i giovani bevono e si drogano decisamente meno dei loro coetanei dieci o venti anni fa, e commettono lo stesso numero di reati. “Giovani alla deriva”, “emergenza droga e giovani”, “allarme baby gang fra i più giovani”. Quante volte i giornali si riempiono di titoli (reali) come questi, con un picco proprio a Capodanno e nelle feste. La sincera preoccupazione e compassione degli adulti e delle generazioni precedenti verso le scelte dei più giovani ha trovato spazio anche nel tradizionale messaggio di fine anno del Capo dello Stato Sergio Mattarella.
- Mattarella a Caivano: “Un futuro ai ragazzi”
- Don Claudio Burgio: “Dare il Daspo ai ragazzi può renderli più aggressivi”
- Il mal di casa dei migranti: così la trap racconta la speranza
- “Vivo all’estero perché lavoro con la canapa. In Italia clima repressivo sulla cannabis”
- La pace è possibile. Se non ora quando?










