di Alley Oop
Il Sole 24 Ore, 20 dicembre 2024
Un’opera d’arte che racconta il potere della rinascita e dell’inclusione sociale. Questo lo spirito di “Perdonami”, un’opera pittorica la cui creazione è stata curata da Igor Scalisi Palminteri insieme ad alcuni detenuti della Casa Circondariale “A. Burrafato” di Termini Imerese. Il tutto, nell’ambito di “Open”, un progetto finanziato dall’assessorato regionale per la famiglia col Piano Operativo del Fondo Sociale Europeo e promosso dal Centro Studi Opera Don Calabria.
vaticannews.va, 20 dicembre 2024
L’arcivescovo Gambelli ha celebrato ieri la Messa nel penitenziario, con lui il cardinale albanese Simoni, vittima delle persecuzioni del regime comunista. A lui Francesco ha affidato un messaggio da portare a tutti i carcerati: “Assicuro la mia vicinanza umana e spirituale. Li invito a confidare sempre in Dio, Padre buono e misericordioso”. “Desidero abbracciare tutti i detenuti a cui assicuro la mia vicinanza umana e spirituale. Li invito a confidare sempre in Dio, Padre buono e misericordioso”. Sono le parole che Papa Francesco rivolge a tutti i detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano, in un messaggio letto al termine della Messa celebrata ieri pomeriggio, 19 dicembre, dall’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli. La liturgia è stata concelebrata dal cardinale Ernest Simoni, il porporato albanese vittima delle persecuzioni del regime comunista, invitato dall’arcivescovo ad unirsi a lui nella visita per Natale al penitenziario. Informato della presenza di Simoni, Papa Francesco gli ha inviato un messaggio da riportare ai carcerati.
veneziatoday.it, 20 dicembre 2024
I sei detenuti assunti sono stati selezionati tra i circa 270 ospiti della struttura. Sono italiani, tra i 25 e i 45 anni. Alcuni di loro sono laureati, altri hanno elevate competenze informatiche. Rispondono ai pazienti e fissano visite ed esami in tutti gli ospedali e in tutto il territorio dell’azienda sanitaria veneziana. Ma lo fanno dal carcere. Sono sei detenuti dell’istituto penitenziario maschile di Venezia, assunti a pieno titolo nella squadra del Cup dell’Ulss 3. Sono stati selezionati tra i circa 270 ospiti della struttura. Sono tutti italiani, tra i 25 e i 45 anni. Alcuni di loro sono laureati, altri hanno elevate competenze informatiche.
di Claudio Tadicini
Corriere del Mezzogiorno, 20 dicembre 2024
Il panettone, nel Salento, non è solo un dolce tradizionale natalizio. Da alcuni anni, infatti, è diventato un simbolo potente di speranza e inclusione sociale. Una vera e propria occasione di riscatto per i detenuti della casa circondariale leccese di Borgo San Nicola, che trovano (anche) in questo dolce natalizio un’opportunità per reintegrarsi nella società, apprendendo nuove competenze per costruirsi, una volta scontata la pena, un futuro migliore.
La Nuova Sardegna, 20 dicembre 2024
In cella da agosto la piccola di un anno e la donna sono state trasferite in una casa protetta. Il garante Gianfranco Favini: “Un grande risultato, arrivato grazie a una lotta civile contro la burocrazia carceraria e le istituzioni territoriali”. La bimba di un anno, nel carcere di Bancali da agosto, passerà il Natale in una casa protetta dove è stata trasferita insieme alla mamma. A dare la notizia il garante dei detenuti Gianfranco Favini che esulta: “Un grande risultato, con una lotta civile contro la burocrazia carceraria e istituzioni territoriali”.
parmatoday.it, 20 dicembre 2024
Si è parlato anche dei suicidi in carcere: “Purtroppo l’Emilia-Romagna detiene questo record negativo, le attività carcerarie diventano il modo principale per sostenere il detenuto nel suo percorso di recupero”. Laboratori di teatro, detenuti attori. Il carcere di Parma si conferma un modello nell’utilizzo dell’attività teatrale come strumento di recupero e reinserimento dei detenuti. Nella casa circondariale della città ducale, infatti, da oltre vent’anni sono attivi progetti teatrali con laboratori che coinvolgono numerosi detenuti. È quanto è emerso nel corso del convegno svoltosi oggi a Parma sul tema dell’attività teatrale in carcere organizzato grazie al contributo del Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri.
ildolomiti.it, 20 dicembre 2024
L’opera realizzata dai detenuti con la supervisione dell’associazione Slow Cinema e delle artiste Silvia Gadda e Laura Ghianda. L’opera è ispirata al tema dell’inverno, visto come una stagione di riposo e cambiamento. “L’iniziativa, accolta con molto favore dalla popolazione detenuta, ha contribuito a rendere meno grigio il carcere” ha spiegato la direttrice della struttura Annarita Nuzzaci. Il murales è stato realizzato grazie al contributo comunale e alla donazione liberale della società Vitrum.
di Marina Lomunno
Avvenire, 20 dicembre 2024
“L’avventura della strada, la gioia dell’incontro con gli altri, la cura verso i più fragili: questo deve animare il vostro servizio di cardinali”. Sono le priorità che papa Francesco ha indicato ai 21 cardinali creati nel concistoro dello scorso 7 dicembre e che l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, Roberto Repole, ha iniziato a rendere visibili nelle prime uscite pubbliche con la porpora. Martedì 10, appena tornato da Roma, ha presieduto la Messa presso l’Arsenale della Pace: l’occasione il 60° di fondazione, da parte di Ernesto Olivero e numerosi amici, del Sermig, il Servizio missionario giovani che dal 1983 a Torino e poi in Brasile e Giordania cammina accanto agli emarginati e accoglie gli “scartati” della società.
di Franco Corleone
L’Espresso, 20 dicembre 2024
Il 6 e 7 dicembre si è svolta a Roma una Conferenza nazionale autogestita per la Salute Mentale promossa da un cartello vastissimo di associazioni che hanno voluto far sentire la voce dell’indignazione contro l’involuzione autoritaria che vuole schiacciare i deboli, i soggetti fragili, i migranti, i poveri, i detenuti. Appare sempre più chiaro il disegno del governo Meloni di riscrivere la storia del Paese: cancellare o deformare le leggi che hanno affermato i diritti e prevedere nuovi reati o aggravare le pene.
di Daniele Novara
Avvenire, 20 dicembre 2024
Qualche sera fa ero a Conselve, in provincia di Padova, per un incontro rivolto ai genitori. Sono spesso in giro dal nord al sud d’Italia per cercare di aiutare questa categoria che si trova in uno stato di particolare fragilità e a cui mi sto dedicando insieme al mio Istituto Cpp da tantissimi anni. Alla fine del mio intervento sul tema Il coraggio di educare, tra i duecento partecipanti, un signore alza la mano: “Perché i ragazzi si portano dietro i coltelli?”. Se persistevano dubbi sulla consistenza del fenomeno, senz’altro questa domanda non lascia molto spazio a equivoci.
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