di Paolo Nencioni
Il Tirreno, 9 dicembre 2024
Il racconto dei legali e dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”: “Alla Dogaia c’è anche chi fa la fame perché il cibo non basta”. Finestre rotte da quattro mesi, lenzuola cambiate ogni tre mesi, cimici nei materassi, cibo che scarseggia. La visita dei rappresentanti della Camera penale di Prato e dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” nel carcere della Dogaia ha confermato quanto di brutto si sapeva sulla casa circondariale, teatro di cinque suicidi in meno di un anno. Venerdì sera, 6 dicembre, un detenuto ha tentato di impiccarsi in cella e un altro ha inscenato un tentativo di suicidio addirittura durante la visita di avvocati e volontari. Insomma: cartoline dall’inferno. Ne hanno parlato ieri pomeriggio, 7 dicembre, nella sede della Provincia i membri dell’Osservatorio carcere della Camera penale e Rita Bernardini, presidente di “Nessuno tocchi Caino”.
Il Giorno, 9 dicembre 2024
In via Gleno il momento di maggiore sofferenza da 15 anni a questa parte. Intanto nelle celle aumentano i giovani adulti (18-24 anni) con nuovi bisogni. Un carcere in agonia. Si fa sempre più drammatica la situazione della casa circondariale di Bergamo, alle prese con il momento di maggiore sofferenza da 15 anni a questa parte, come raccontano i numeri diffusi periodicamente dal ministero della Giustizia. Prendendo a riferimento la situazione al termine di ogni anno dal 2010 in poi, ora si è vicini a toccare un nuovo picco: a oggi la struttura di via Gleno ospita 583 detenuti a fronte di 319 posti regolamentari, il tasso di affollamento ha raggiunto il 182,8 per cento. A fine 2023 i reclusi erano invece 562, a fine 2019 “solo” 486. In cinque anni, dunque, si sono aggiunti quasi 100 detenuti in più.
primamonza.it, 9 dicembre 2024
Un progetto di inclusione lavorativa per chi è a fine pena. La società che gestisce i McDonald’s di Monza, Concorezzo, Biassono e Vimercate ha avviato una collaborazione con l’associazione “Seconda Chance”, per l’integrazione lavorativa di detenuti meritevoli e a fine pena. A partire da questo mese, saranno infatti 4 i nuovi inserimenti all’interno dei team dei ristoranti. Seconda Chance, associazione no profit del Terzo Settore, è stata fondata nel 2022 dalla giornalista Flavia Filippi per far conoscere alle imprese la legge Smuraglia (193/2000) che offre agevolazioni a chi assume, anche part time o a tempo determinato, detenuti ammessi al lavoro esterno. Partita dal carcere di Opera a Roma, questa realtà coinvolge oggi diverse carceri in tutta Italia e rappresenta un ponte tra queste e le imprese disposte ad agevolare il reinserimento lavorativo dei detenuti a fine pena.
di Stefania Marino
Corriere del Mezzogiorno, 9 dicembre 2024
A Vallo della Lucania i detenuti preparano le particole per le parrocchie. Presto il sito e-commerce. Si chiama “Pane Quotidiano-Carlo Acutis” il laboratorio di ostie nato all’interno della casa circondariale “Alfredo Paragano” di Vallo della Lucania. Un progetto solidale, frutto della sinergia dell’istituto penitenziario con le Diocesi di Vallo della Lucania e di Teggiano-Policastro e con la Cooperativa sociale “Al tuo fianco”. Un progetto intriso di quell’articolo 27 della Carta costituzionale che sottolinea il principio della rieducazione dei detenuti. A spiegarlo è Caterina Sergio, direttore della Casa circondariale: “Oggi il laboratorio Carlo Acutis è una realtà produttiva”. Uomini a cui sono state date competenze e formazione e che sono oggi protagonisti di tutte le fasi della produzione, dall’impasto, alla cottura, all’asciugatura, al taglio fino all’impacchettamento.
latinatoday.it, 9 dicembre 2024
Si parlerà di carcere martedì 10 dicembre nell’incontro organizzato dall’associazione Articolo 21 in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani. L’evento sarà l’occasione per la presentazione del libro “Come è in cielo, così sia in terra. Il carcere tra giustizia, perdono e misericordia” di padre Vittorio Trani che dialogherà con Stefano Natoli e Agnese Pellegrini con l’obiettivo di fare luce sull’aspetto umano dell’esperienza detentiva e sulla necessità di approcciarsi ai temi della pena e dell’esecuzione penale, nel solco tracciato dalla nostra Costituzione. Padre Trani è un sacerdote francescano conventuale e cappellano penitenziario nella casa circondariale Regina Coeli. Da ormai cinquant’anni, è un vero e proprio testimone vivente delle trasformazioni avvenute - e di quelle mancate - in un mondo, quello del carcere, che per tanti resta, purtroppo, un luogo ancora misterioso.
ecodellalunigiana.it, 9 dicembre 2024
Il 6 dicembre, presso “Il Pungiglione - Villaggio dell’Accoglienza” di Mulazzo, si è svolto il convegno “Dall’esecuzione intramuraria alle misure alternative”, promosso dalle Camere Penali di Massa Carrara e della Spezia, con il patrocinio dei Comuni di Pontremoli e Mulazzo, e il supporto della Diocesi di Massa Carrara e Pontremoli e del Rotary Lunigiana. L’evento, partecipato da circa 150 persone, tra cui il magistrato Cosimo Ferri, ha trattato temi legati alle misure alternative alla detenzione carceraria, con focus sull’esperienza della Comunità Educante con i Carcerati (CEC) proposta dall’Associazione Papa Giovanni XXIII.
modenatoday.it, 9 dicembre 2024
Dal 9 al 16 dicembre nell’ ambito di Trasparenze di Teatro Carcere, il Festival del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna organizzato dal Teatro del Pratello, a Castelfranco Emilia e Modena andranno in scena gli studi dei tre capitoli della Trilogia dell’Assedio che compongono un unico progetto drammatico: Edipo Re, Sette contro Tebe e Antigone.
di Francesco Musolino
La Stampa, 9 dicembre 2024
“Questa è la storia di Davide, Zampettone, er Gufo, il Tonno, il Pagliaccio, il Frappa e di tanti altri amici cresciuti a Ostia e diventati uomini più in fretta dei loro coetanei”. Questa è la storia di Davide Desario, cresciuto nella periferia romana fra le partite a pallone, le risse in strada, gli scherzi (anche crudelissimi), i bulli, le risate e alcuni momenti indimenticabili. Lui ha visto i suoi amici salvarsi o finire male, diventando negli anni uno dei cronisti di nera più apprezzati e dal 2023 dirige l’agenzia di stampa Adnkronos. Altri hanno preso strade diverse, alcuni non ci sono più e un giorno, facendo il giro delle telefonate in Questura, Desario scoprì casualmente che era stato trovato il cadavere di un ragazzo con la siringa in vena, “il solito tossico morto in pineta”. Quel ragazzo era Giustiniano, uno dei suoi più cari amici d’infanzia.
di Cristina Taglietti
Corriere della Sera, 9 dicembre 2024
L’autore passa a Einaudi: nel 2025 uscirà “L’amore mio non muore” su Rossella Casini, uccisa dalla ‘ndrangheta. Un nuovo romanzo e un nuovo editore: Roberto Saviano tornerà in libreria a maggio del prossimo anno con L’amore mio non muore per Einaudi Stile libero. Lo scrittore rientra dunque nel gruppo di Segrate che, con il marchio Mondadori, aveva dato alle stampe il suo esordio, Gomorra, nel 2006, quando aveva 26 anni. Da allora Saviano ha pubblicato con diversi editori, da Feltrinelli (ZeroZeroZero, La paranza dei bambini, Bacio feroce), a Bompiani (Solo è il coraggio) per cui ha anche curato la collana Munizioni, a Fuoriscena, da cui quest’anno è uscito Noi due ci apparteniamo. Con Einaudi Stile libero non è la prima volta: del 2010 è La parola contro la camorra (con dvd).
di Francesco Battistini e Milena Gabanelli
Corriere della Sera, 9 dicembre 2024
Quando i leader della destra usano la parola “libertà”, e la usano spesso per dire che viene minacciata, la contrappongono alla parola “comunisti”. Ma di quali libertà parlano? E a quale comunismo si riferiscono? Negli Usa, Donald Trump ha ripetuto per mesi che la sua elezione “non era una scelta fra democratici e repubblicani, ma una scelta fra comunismo e libertà”. E il presidente argentino Javier Milei ha salutato così la vittoria del nuovo presidente americano: “Oggi uno spettro diverso s’aggira per il mondo: lo spettro della libertà, per mettere fine al modello di servitù che regna nel mondo libero”. Nel resto d’Europa non va diversamente. Per il leader ungherese Viktor Orbán, che pure strizza l’occhio alla Russia rifondata da un ex del Kgb come Vladimir Putin, “i progressisti non sono altro che comunisti con un diploma”. Anche in Italia, da trent’anni, il berlusconismo definisce la sinistra italiana “comunista”, nonostante il Pci si sia dissolto nel 1991. Giorgia Meloni dice che “è incredibile come la visione comunista si sia rafforzata da quando il comunismo è stato sconfitto”. E l’ex comunista padano Matteo Salvini considera i suoi contestatori “zecche rosse, comunisti”, senza ricordare che il Pci ha provato a governare solo insieme alla Dc col famoso compromesso storico, e senza riuscirci, quand’era un partito ormai ben lontano da Mosca. Non importa andare troppo per il sottile, l’etichetta di comunista si porta un po’ con tutto. “Uccideremo i comunisti del cambiamento climatico” promette Herbert Kickl, leader dell’ultradestra austriaca, ritenendo comunista ogni liberale o centrista che dia retta ai rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), a cui partecipano gli scienziati di 195 Paesi membri.
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