di Antonella Soldo
Il Domani, 9 dicembre 2024
Con le nuove norme del Codice della strada non servirà più dimostrare lo stato di alterazione alla guida, basterà solo aver assunto sostanze, anche giorni prima. Ma se hai assunto THC e ti fermano i carabinieri è più probabile che tu risulti positivo rispetto a se ti ferma la polizia: i test in dotazione ai due corpi hanno soglie diverse. Dovremmo prendere spunto dalle regole introdotte nei paesi che hanno legalizzato la cannabis. Il 14 dicembre entrerà in vigore il nuovo codice della strada voluto dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini e una delle novità che più fanno discutere è quella che riguarda il ritiro della patente a chi risulti positivo a una qualche sostanza stupefacente, con l’eccezione dell’alcool.
di Devin Watkins
vaticannews.va, 9 dicembre 2024
Il Papa, nei saluti del dopo Angelus, ha chiesto preghiere per coloro che sono in attesa di esecuzione nelle carceri statunitensi, sollecitando la commutazione della pena. Nei giorni scorsi la Catholic Mobilizing Network, rete che si batte per l’abolizione della pena capitale, aveva lanciato un appello al presidente Joe Biden affinché converta la sentenza di 40 uomini che rischiano la morte nelle carceri federali. “Mi viene al cuore chiedere a tutti voi di pregare per i detenuti che negli Stati Uniti sono nel corridoio della morte”. Il Papa, subito dopo l’Angelus, chiede preghiere perché la pena di chi si trova in attesa di esecuzione venga commutata. “Pensiamo a questi fratelli e sorelle nostre - dice Francesco - e chiediamo al Signore la grazia di salvarli dalla morte”.
di Nicoletta Labarile
Il Sole 24 Ore, 9 dicembre 2024
Ha presieduto la commissione Onu sullo status delle donne nel corso della 68esima sessione annuale delle Nazioni unite. Ma nel suo territorio le donne vengono informate del loro divorzio tramite sms. Si candida ad accogliere i Mondiali di calcio del 2034 nel rispetto dei diritti umani. Ma, come sottolineano Amnesty International e Sport & Rights Alliance in un rapporto di 91 pagine, non affronta la grave repressione della libertà di espressione esercitata dal suo governo. Ospiterà il Forum annuale sulla governance di Internet dal 15 al 19 dicembre. Ma nelle sue carceri ci sono persone minacciate, imprigionate e sottoposte a sparizione forzata solo per aver reso noto sul web il proprio dissenso. Tutto questo sta accadendo in Arabia Saudita.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2024
Lasciamo ad altri giudicare se Israele e Usa abbiano inferto un altro colpo al cosiddetto “asse della resistenza” (anche se molti dimenticano gli anni in cui Bashar al-Assad si mise a disposizione della “guerra al terrore” della Cia). Lasciamo ad altri valutare se la Turchia abbia dato le carte e le sia sfuggito il mazzo dalle mani o se la Russia fosse troppo distratta a compiere crimini di guerra in Ucraina per farne altri in Siria. Lasciamo ad altri paragonare le statue abbattute a Damasco con quelle di Baghdad “e sappiamo bene lì com’è finita”. Lasciamo alle cancellerie occidentali le preoccupazioni su quanti siriani lasceranno nuovamente il paese, ignorando che sono moltissimi quelli che, fuggiti a partire dal 2011, vedono ora la possibilità di rientrarci. Lasciamo alla Storia la possibilità di sbagliare e che, come sempre accaduto in passato, questa volta a pagare per tutti non saranno i curdi.
di Paolo Doni
L’Eco di Bergamo, 8 dicembre 2024
“Il carcere non può essere il luogo in cui si perde ogni speranza” ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riecheggiando la Costituzione, che all’articolo 27 stabilisce che la pena deve avere una funzione rieducativa. Eppure i numeri presentati il 6 dicembre alla Commissione regionale in visita alla Casa circondariale don Fausto Resmini di via Gleno, numeri che riflettono la realtà del sistema carcerario italiano, non fanno intravedere, purtroppo, segnali di speranza. Tutt’altro.
di Salvatore A. Bravo
girodivite.it, 8 dicembre 2024
Sui suicidi in carcere cade la mannaia del “politicamente corretto”: sono uomini che hanno commesso reati, per cui, sembra, che le loro vite siano “esistenze di scarto”. Non hanno un volto, non hanno una storia, sono solo degli accidenti in una realtà socio-politica dominata dalla gerarchizzazione del dolore. La sofferenza di un uomo che ha commesso un reato, di cui non si conosce la storia, sembra evaporare come il senso di giustizia e di umanità che dovrebbe essere la struttura portante di una società democratica.
di Nello Trocchia
Il Domani, 8 dicembre 2024
Giovanni Russo, il responsabile dell’amministrazione penitenziaria, aveva promesso occupazione. Ma a un anno di distanza da quell’impegno la situazione dietro le sbarre è sempre più drammatica, mentre proprio questa settimana è stato superato il record di suicidi in cella in un anno. “Io nel giro di un anno sarò in grado di offrire a più della metà dei detenuti del nostro paese un’attività lavorativa”. Una promessa dal sapore del miracolo quella pronunciata, 14 mesi fa, da Giovanni Russo, il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, magistrato in aspettativa e scelto dal governo delle destre per guidare il disastrato universo carcerario. Prima di entrare nel merito del roboante impegno assunto, più di un anno fa, bisogna svelare uno dei tratti distintivi di Russo: il silenzio.
di Patricia Iori
ultimavoce.it, 8 dicembre 2024
La pubblicazione del calendario 2025 della Polizia Penitenziaria ha scatenato un acceso dibattito politico e sociale, portando alla luce questioni delicate relative alla rappresentazione delle forze dell’ordine e ai valori costituzionali che ne guidano l’operato. Al centro delle polemiche vi è il video promozionale del calendario, che ha suscitato perplessità e critiche da parte del Partito Democratico e di altre forze politiche, generando interrogativi sul messaggio trasmesso dall’iniziativa. Il video promozionale, pubblicato per accompagnare il lancio del calendario, mostra immagini incentrate su situazioni operative della Polizia Penitenziaria. Tra le scene evidenziate figurano agenti in assetto antisommossa, equipaggiati con manganelli, scudi e armi. La narrazione visiva sottolinea il carattere repressivo delle operazioni, suscitando reazioni di sconcerto tra gli osservatori. Secondo il Partito Democratico, tali immagini trasmettono un messaggio distorto che rischia di ridurre il ruolo della Polizia Penitenziaria a mera espressione di forza violenta, oscurando l’importanza della sua funzione rieducativa e sociale.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 8 dicembre 2024
Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, difende la Polizia penitenziaria: “Ci hanno lavorato docenti della Cattolica. Accuse demenziali”. “La verità è che a questi della sinistra le divise stanno antipatiche, tutto qui. È più forte di loro. E hanno una idiosincrasia inguaribile per la parola sicurezza”. Andrea Delmastro delle Vedove, sottosegretario FdI alla Giustizia con delega alle carceri, è da venerdì nel mirino delle opposizioni per il calendario 2025 della Polizia penitenziaria. Calendario, dice il Pd, “violento e machista”.
di Michele Magno
Il Riformista, 8 dicembre 2024
La democrazia italiana è malata? Diciamo che il suo fondamento - la separazione dei poteri - non se la passa bene. Discutiamo di Parlamenti e governi, elezioni e partiti come se fossero ancora i pilastri della vita pubblica. Non è così, o non è più solo così. In Italia il gioco democratico è ormai vistosamente condizionato da un potere di corpo che trascende il circuito del voto: la magistratura.
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