Il Giorno, 4 dicembre 2024
Il progetto di Bicocca, Statale e Bocconi: gli esami restano in presenza ma in 105 potranno iscriversi o seguire video-lezioni da computer. Un’aula multimediale nel carcere di Bollate, una finestra per 105 studenti-detenuti che ora possono collegarsi in diretta alla loro università, iscriversi agli esami (che resteranno in presenza), vedere i risultati in autonomia, consultare i materiali in biblioteca o le video-lezioni e restare al passo con la tecnologia. Undici le postazioni che danno accesso alle piattaforme dei tre atenei coinvolti nel progetto con i loro poli universitari penitenziari: Bicocca, capofila e “motore” dell’iniziativa, Statale e Bocconi. Attraverso un collegamento filtrato potranno usufruire dei servizi didattici e di segreteria in sicurezza, senza dover passare necessariamente da un intermediario. Che però non viene meno: le relazioni umane con tutor e docenti che entrano nella casa circondariale restano centrali. I computer sono stati forniti dalla Universo Cooperativa Sociale che li ha collegati a una rete filtrata da firewall e che gestirà il servizio e si occuperà del monitoraggio.
tarantobuonasera.it, 4 dicembre 2024
È ufficialmente iniziato “Libera le tue idee”, il nuovo progetto promosso dall’Università del Salento, che si propone di offrire un’opportunità concreta di riflessione e reinserimento sociale ai detenuti e alle detenute della Casa Circondariale di Lecce. Presentato la scorsa settimana durante un incontro con i partecipanti, il progetto mira a trasformare idee imprenditoriali in strumenti di riscatto personale e professionale. Rivolto a chi sta scontando una pena detentiva, il progetto invita i partecipanti a immaginare e descrivere una propria idea imprenditoriale, da sviluppare una volta usciti dal carcere. Fino a Natale, i detenuti e le detenute potranno lavorare sulle loro proposte, che saranno esaminate da un team di esperti nominato dall’Università del Salento.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 4 dicembre 2024
Le storie, raccolte da Rossana Ruggiero, di uomini e donne che vivono l’esperienza del carcere di San Vittore, come condannati o come operatori, si riflettono nelle fotografie in bianco e nero di Matteo Pernaselci, nel libro “I volti della povertà in carcere”. Nella prefazione, il cardinale Matteo Maria Zuppi scrive: “La condanna peggiore è il non senso. Il carcere non è l’altro mondo in terra, il luogo dove vogliamo mandare la parte cattiva del nostro mondo, non può essere l’inferno ma, semmai, sempre il purgatorio”
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 4 dicembre 2024
Commenti Per creare una prospettiva di progresso non serve la difesa retorica della costituzione. Solo la pretesa dell’attuazione dei suoi principi può indicare la strada del cambiamento. È giunto il tempo di guardare in fondo alla crisi e porci la domanda più radicale: stiamo assistendo a un’evoluzione o a una rottura del sistema? Le trasformazioni che stiamo vivendo sono da ricondurre entro un ordinario sviluppo storico? Oppure siamo giunti ad una fase di superamento della nostra tradizione democratica occidentale?
di Katia Poneti
Il Manifesto, 4 dicembre 2024
La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 3 della Convenzione (divieto di trattamenti inumani e degradanti) in un caso di utilizzo della contenzione meccanica e farmacologica in un reparto psichiatrico (SPDC di Melzo). La Corte EDU è stata supportata dalle associazioni L’Altro diritto ODV, La Società della Ragione e Fondazione Franca e Franco Basaglia, che hanno inviato un intervento congiunto di terza parte.
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 4 dicembre 2024
“Dipendenza dei giovani da alcol, droghe e social network”. Il governo per affrontare il disagio di minori e giovani in periferia vuole “estendere il metodo Caivano”. A un anno dal decreto che ha preso il nome del comune di Napoli e che ha rafforzato le misure di repressione nei confronti di ragazzi e ragazze (con la possibilità dei minorenni di finire in carcere e l’introduzione del daspo urbano per i 14enni), a rilanciare il tema è stata la commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza con la diffusione della “indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori in Italia”. Il documento, approvato con le proteste e l’astensione delle opposizioni, è partito proprio dal caso Caivano e ha messo insieme una serie di dati e analisi su temi cruciali come il consumo di alcol e droghe, le condizioni di vita nelle periferie, la giustizia minorile e l’allocazione delle risorse destinate all’infanzia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 dicembre 2024
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha una scadenza cruciale: entro il 14 dicembre dovrà intervenire presso il ministero dell’Interno per decidere le sorti del Cpr di Ponte Galeria, situato alla periferia di Roma. L’appello, sostenuto da una lettera firmata da quaranta accademici italiani, tra cui esperti di diritto e medicina, pone l’attenzione sull’urgenza di chiudere questa struttura, definita “incompatibile con l’identità di Roma” e in aperto contrasto con i principi costituzionali su cui si fonda la città. Nel contempo, è stato da poco reso pubblico dal Garante nazionale delle persone private della libertà il rapporto di Mauro D’Ettore, il quale ha documentato le condizioni di trattenimento degradanti.
di Sandro Marotta
Il Manifesto, 4 dicembre 2024
La struttura di detenzione amministrativa piemontese è chiusa dal 2023, quando due suicidi portarono a una rivolta dei reclusi e all’incendio di alcune sezioni. È sempre più vicina la riapertura del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Torino: la cooperativa Sanitalia service si è aggiudicata il bando per la gestione della struttura. Il centro situato tra corso Brunelleschi e via Santa Maria Mazzarello è uno dei 10 in Italia dove vengono rinchiusi “gli stranieri giunti in modo irregolare in Italia che non fanno richiesta di protezione internazionale o non ne hanno i requisiti”, come indica il Ministero.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 4 dicembre 2024
“Pochi per colpa dei giudici”. Ecco i dati, che dicono altro. Per colpa dei giudici, e della querelle sui Paesi sicuri, non si possono espellere gli irregolari, in Albania come in Italia. Lo sostiene il governo e tuttavia, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non perde occasione per vantare rimpatri. “Altri 25 cittadini stranieri sono stati espulsi e ricondotti con volo charter nel loro Paese di origine”, ha scritto anche il 22 novembre su Facebook, accanto all’immancabile foto di un aereo pronto a decollare e, a caratteri cubitali, le parole “espulsi e rimpatriati”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 4 dicembre 2024
Il 25 gennaio 2016 un ragazzo egiziano (nome in codice Delta nel processo Regeni) viene arrestato per aver postato su Youtube una canzone contro al Sisi. Al commissariato di Dokki c’è anche un giovane straniero che, come lui, viene subito trasferito, bendato, in ufficio di sicurezza legato agli apparati egiziani e conosciuto come il Cimitero dei Vivi. Quel ragazzo è il ricercatore friulano Giulio Regeni. “Ho visto un ragazzo italiano di altezza media, con jeans, maglietta e felpa, forse azzurra. Aveva circa 30 anni. Portava la barba molto corta”.
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