ilgrandesalento.it, 3 dicembre 2024
È ufficialmente iniziato “Libera le tue idee”, il nuovo progetto promosso dall’Università del Salento, che si propone di offrire un’opportunità concreta di riflessione e reinserimento sociale ai detenuti e alle detenute della Casa Circondariale di Lecce. Presentato la scorsa settimana durante un incontro con i partecipanti, il progetto mira a trasformare idee imprenditoriali in strumenti di riscatto personale e professionale. Rivolto a chi sta scontando una pena detentiva, il progetto invita i partecipanti a immaginare e descrivere una propria idea imprenditoriale, da sviluppare una volta usciti dal carcere. Fino a Natale, i detenuti e le detenute potranno lavorare sulle loro proposte, che saranno esaminate da un team di esperti nominato dall’Università del Salento.
di Gilda Sciortino
vita.it, 3 dicembre 2024
Possono dodici docenti di diversi dipartimenti universitari, uno studente e undici studentesse palermitane confrontarsi con nove studenti “ristretti”, cioè ospiti nello specifico del carcere palermitano dell’Ucciardone, e dare vita a un’esperienza capace di rendere concreto il dirtto allo studio? Il libro “Identità in movimento” racconta il successo di un percorso, guidato dalla professoressa associata di Filosofia del diritto dell’Università di Palermo, Alessandra Sciurba.
di Gabriele Beccari
umbria24.it, 3 dicembre 2024
Il libro “La società dell’insicurezza”, tesi di laurea triennale di Ilaria Bertinelli, racconta la pesante situazione delle carceri italiane. “Quasi nessun istituto rispetta i diritti di base”. La drammatica situazione degli istituti penitenziari italiani è stata al centro dell’evento di presentazione del libro ‘La società dell’insicurezza’, edito dalla casa editrice perugina Cronache ribelli, organizzato nello spazio comune ‘Cult’ di via Goldoni. L’incontro ha permesso la discussione sulle criticità del sistema carcerario e del crescente potere repressivo esercitato sulle classi sociali più vulnerabili. La serata, arricchita da una mostra di lavori realizzati dai detenuti del carcere di Capanne, ha visto interventi sui diritti negati ai carcerati e sull’urgenza di una riforma. I fondi raccolti dalla vendita del libro saranno destinati ad un premio di laurea dedicato alla memoria di Ilaria Bertinelli.
agensir.it, 3 dicembre 2024
Martedì 3 dicembre, alle ore 16.30, presso la basilica Madonna dei Martiri a Molfetta, la Caritas diocesana di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, in collaborazione con il Consiglio regionale della Puglia e l’Ordine degli assistenti sociali, promuove un incontro dal titolo: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità” (art. 27 della Costituzione Italiana). Un momento di riflessione sul ruolo centrale della dignità umana nel contesto penitenziario e sulle sfide legate alla reintegrazione sociale dei detenuti.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 3 dicembre 2024
La Procura generale propone di attendere il verdetto della Corte di giustizia Ue. Meglio aspettare un giudizio “superiore” anziché decidere con il rischio di essere successivamente smentiti. A questa conclusione è giunta la Procura generale della Corte di cassazione in vista dell’udienza di domani al “palazzaccio” di piazza Cavour, davanti ai giudici della prima Sezione civile, sulla questione dei cosiddetti “Paesi sicuri” dove rispedire i migranti sbarcati irregolarmente in Italia. Della quale altri magistrati hanno già investito la Cgue, vale a dire la Corte di Giustizia dell’Unione europea con sede a Lussemburgo. Di qui la richiesta dei sostituti procuratori generali Luisa De Renzis e Anna Maria Soldi, sintetizzata nelle ultime righe della requisitoria depositata agli atti: “Voler sospendere il presente giudizio sino all’esito del procedimento pendente dinanzi alla Cgue”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 3 dicembre 2024
Domani l’udienza sui ricorsi del Viminale contro le non convalide dei primi trasferimenti. “Bisogna attendere la decisione della Corte Ue”. In Lussemburgo si dibatte dei rinvii pregiudiziali il 25 febbraio. Sentenza attesa per la primavera. Sospendere il giudizio in attesa della decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea. È questa la richiesta avanzata dalla procura generale della Cassazione rispetto ai ricorsi di Viminale e questura di Roma contro le non convalide dei trattenimenti in Albania decise dal tribunale capitolino a metà ottobre. L’udienza si terrà domani alle 10 davanti alla prima sezione civile, dove finiscono le cause che riguardano l’immigrazione. Difficilmente la decisione arriverà lo stesso giorno.
di Elisa Brunelli
Il Manifesto, 3 dicembre 2024
Due giorni di manifestazioni Italiani con gruppi locali contro l’esternalizzazione delle frontiere: “Rama ci svende”. L’accordo è illegale, la resistenza è globale”. Questo il coro che ha accompagnato le mobilitazioni di domenica e ieri in Albania, promosse dal Network against migrant detention. La rete transnazionale, nata i mesi scorsi durante un’assemblea al centro sociale Labàs di Bologna, coinvolge attivisti e collettivi da diverse parti d’Europa, con un ruolo di primo piano giocato dai gruppi albanesi, che accusano l’accordo tra i due paesi di alimentare la stessa criminalizzazione che i migranti albanesi hanno subito (e continuano a subire) in tutta Europa. Erano una decina, il 16 ottobre scorso, a radunarsi di fronte l’hotspot di Shenjin, per protestare contro l’arrivo della nave della marina militare italiana Libra con i primi migranti da Egitto e Bangladesh. Questa volta, grazie alla nutrita presenza italiana, compreso il fumettista Zerocalcare e altre delegazioni europee, sono tornati in più di 200.
di Donatella Stasio*
questionegiustizia.it, 2 dicembre 2024
Non so se si dice anche qui in Ungheria, ma in Italia, per molto tempo si è detto - quasi fosse una parola d’ordine: “I giudici parlano solo con le sentenze”. E oggi c’è qualche nostalgico di quell’adagio, al quale si vorrebbe dare addirittura forza cogente. Al di fuori di quel recinto, il giudice dovrebbe restare muto: anche se le sentenze vengono strumentalizzate e manipolate, lui deve tacere, non può replicare, spiegare, né rendere conto ai cittadini. Meno che mai può intervenire nel discorso pubblico su riforme in materia di giustizia, perché ciò offuscherebbe la sua imparzialità. Chi parla, quindi, rischia la sanzione disciplinare.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 2 dicembre 2024
Separazione delle carriere, nuovo Csm e calendario svelato. “Entro dodici mesi, la riforma sarà approvata. E vogliamo il referendum”. Come la giustizia è diventa la priorità del governo Meloni. Carcere, intercettazioni, migranti (con una notizia). È diventata la battaglia identitaria del governo. La più importante, la più urgente, forse anche la più fattibile. È diventata, da qualche mese a questa parte, la priorità numero uno del governo Meloni, la riforma più ambita, la più agognata, la più coccolata ed è successo tutto poche settimane fa, quando la presidente del Consiglio, capendo l’andazzo sulla riforma del premierato, troppo divisiva, e l’andazzo sulla riforma dell’autonomia, troppo pasticciata, ha comunicato al governo, e ai relativi partiti della maggioranza, che il Parlamento avrebbe dovuto mettere al centro di tutto, al centro del calendario, la riforma della giustizia.
di Luigi Ferrarella e Milena Gabanelli
Corriere della Sera, 2 dicembre 2024
Il professore che favorisce il proprio allievo in un concorso universitario. Il carabiniere che, siccome alcune ragazze extracomunitarie rifiutano di farsi fotografare in spiaggia, chiede loro, senza ragione di servizio, di esibire i documenti di soggiorno. Il pm che fa processare l’ex della sua fidanzata. Il poliziotto che manda un’ispezione nella discoteca che non ha fatto entrare suo fratello senza invito. L’assessore che, di fronte a due contemporanee richieste di comizi elettorali in piazza, ne nega l’uso alla lista avversaria e concede invece la piazza al comizio del proprio partito. Sono alcune delle situazioni che in passato avevano portato a condanne per il reato di abuso d’ufficio, e che invece adesso restano penalmente “scoperte” dopo che il Parlamento, il 25 agosto scorso, ha abrogato l’articolo 323 del codice penale.
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