ansa.it, 9 novembre 2024
L’intesa punta a coinvolgere detenuti in attività sportive. Coinvolgere i detenuti in un percorso di carattere sportivo e formativo per migliorare la socializzazione negli istituti. È questo l’obiettivo dell’intesa stretta tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e la Fondazione S. S.Lazio 1900, sottoscritto a Formello dal capo del Dap, Giovanni Russo, e Cristina Mezzaroma, presidente della Fondazione S.S Lazio 1900. L’intesa prevede una serie di attività negli istituti penitenziari del Lazio, coinvolgendo atleti, ex atleti ed esponenti della polizia penitenziaria insieme a professionisti appartenenti a staff tecnici messi a disposizione dalla società.
di Massimo Donini
L’Unità, 9 novembre 2024
L’eterno scontro tra la politica e la magistratura, quello sui vaccini, fino alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente: la stampa filogovernativa deve saper governare le strumentalizzazioni e i conflitti ingaggiati anche da rappresentanti delle istituzioni. Sono diversi i contesti della democrazia populista, di quella maggioritaria e della democrazia costituzionale. Tutti e tre coinvolti dal tema che affrontiamo. Il termine democrazia populista è qui utilizzato in senso neutro, secondo la scienza della politica, non in quello negativo che utilizziamo parlando invece del populismo penale o di quello giudiziario come religione di massa. Sono due profili collegati ma distinti (cfr. sul primo Donini, Populismo e ragione pubblica, Mucchi, 2019; sul secondo Id., Populismo penale e ruolo del giurista, Sistema penale 7.9.2020). Infatti, il contesto del giornalismo in generale, anche di sinistra, è obiettivamente quello della democrazia populista in una accezione che vede l’estensione dei temi della Costituzione, della tecnica del diritto e dei diritti, nello spazio pubblico di destinatari potenzialmente molto allargati, preparando un discorso evocabile anche in un eventuale talk show.
di Ilario Nasso*
L’Unità, 9 novembre 2024
Chiedereste al chirurgo, in sala operatoria, per quale squadra tifi? Interroghereste sulla pancetta o il guanciale nella carbonara il pilota del vostro aereo, decidendo di conseguenza se rimanere a bordo? Rinuncereste a essere tratti in salvo da un’alluvione, se il soccorritore non fosse eterosessuale? Di chi incrociamo in fasi particolari della vita ci dovrebbe interessare la professionalità, l’intelligenza, la serietà: non l’intimità. Ecco perché fare confusione di piani - fra servizio reso alla collettività e sfera soggettiva dell’incaricato - non è solamente illecito: è innanzitutto stupido. Qualora, poi, lo spiattellamento in pubblico del vissuto, delle relazioni, delle idee di una persona si faccia metodico, gratuito, unilaterale, dietro non c’è solo idiozia, ma strategia. E quando quella persona esercita la funzione pubblica di magistrato lo scopo diventa chiaro: negare al malcapitato il ruolo che pure riveste legittimamente fra le istituzioni, per additarlo a chiunque come sbagliato e incapace.
di Giorgio Caravale
Il Foglio, 9 novembre 2024
Il suo libro evita il compiacimento e l’autoglorificazione e descrive attraverso la propria vicenda un pezzo di storia recente e meno recente mantenendo sempre equilibrio e distanza. Sabino Cassese, uno dei maggiori giuristi italiani viventi, ha preso il coraggio a due mani pubblicando una vera “autobiografia intellettuale” (Varcare le frontiere, Mondadori). Parlare di sé, ricostruire la propria vicenda biografica è operazione delicata, piena di insidie: occorre evitare il compiacimento e l’autoglorificazione, e raccontare attraverso la propria vicenda un pezzo di storia recente e meno recente mantenendo equilibrio e distanza. Cassese riesce a farlo molto bene in queste pagine, regalandoci uno spaccato di storia repubblicana e insieme un’equilibrata riflessione sul contributo da lui offerto ai tanti ambiti professionali nei quali si è trovato coinvolto: riflette sui temi di studio scelti e le fasi principali della sua attività di studioso, sulle letture (fatte e consigliate), i maestri, i compagni di viaggio, il metodo di insegnamento, i numerosi incarichi pubblici.
di Alice Dominese
L’Espresso, 9 novembre 2024
Olga è stata uccisa dal marito. Il figlio Giuseppe Delmonte non l’ha più voluto incontrare. Ora, con la sua associazione, aiuta altri ragazzi e ragazze che sono vittime di una doppia violenza. Quando Giuseppe Delmonte è rimasto orfano era il 1997 e lui aveva 18 anni. Sua madre Olga è stata uccisa nella provincia di Varese dall’ex marito, dopo cinque anni di stalking. Il padre di Giuseppe da allora è in carcere. “Io e i miei fratelli - dice lui - eravamo soli e attorno a noi c’era il nulla. Non esisteva nemmeno il termine femminicidio. Come orfani non abbiamo ricevuto nessun aiuto dallo Stato e per vent’anni non ho più parlato di quello che è successo”. Poi l’incontro con uno psicoterapeuta che lo ha aiutato ad affrontare il trauma. “Sono andato in carcere da mio padre e non l’ho trovato diverso: continuava a giustificare ciò che aveva fatto perché mia madre lo stava lasciando. Da allora non l’ho mai più voluto vedere”, prosegue Delmonte.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 9 novembre 2024
La premier: “Partner preoccupati per le sentenze”. Lega e Forza Italia ai ferri corti sul provvedimento. “C’era un po’ di curiosità circa tutto questo dibattito che riguarda il tema dei Paesi sicuri perché poi chiaramente quello che accade in Italia coinvolge anche gli altri. Quindi c’era un po’ di preoccupazione su questo tema: secondo alcuni, i Governi non sono nella condizione di poter definire cosa sia un Paese sicuro”. Lo ha dichiarato ieri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice informale dell’Ue.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 9 novembre 2024
Intervista a Salvatore Curreri, ordinario all’università di Enna, sul dl Paesi sicuri e il primato del diritto Ue su quello italiano. Su richiesta della Lega al Senato verrà attivato il cosiddetto affare assegnato, uno strumento meno rigido dell’indagine conoscitiva, in merito al “rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”. Ne parliamo con Salvatore Curreri, ordinario di Diritto costituzionale e pubblico comparato presso l’Università di Enna.
di Angela Nocioni
L’Unità, 9 novembre 2024
“La Corte costituzionale valuterà il contrasto del decreto Piantedosi con gli articoli 11 e 117 della Costituzione, quelli che vincolano l’Italia al rispetto degli obblighi internazionali assunti”. Dopo quasi due anni dalla entrata in vigore dal decreto Piantedosi che spazza via le navi della flotta civile dal Mar mediterraneo e lascia senza testimoni le scorribande dei miliziani della Guardia costiera libica (mai fanno soccorsi, ma soltanto catture di naufraghi) il tribunale di Brindisi il 10 ottobre ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della illegittimità costituzionale della legge che porta il nome del ministro dell’Interno. Su quelle norme che fermano nei porti le navi di soccorso delle ong impegnate nei salvataggi, ricattandole di fatto con la minaccia della confisca dell’imbarcazione, dovrà esprimersi la Consulta. Il rinvio alla Corte è avvenuto nel corso di uno dei giudizi avviati dalla ong Sos Mediterranée contro un fermo della nave Ocean Viking. L’avvocata Francesca Cancellaro è una dei legali che hanno firmato quel ricorso.
di Giacomo Gambassi
Avvenire, 9 novembre 2024
Il Consiglio dei giovani del Mediterraneo a Palermo per riflettere su pace e accoglienza. Baturi: sempre dalla parte dei deboli. Perego: l’ordine è respingere, come testimonia il caso Albania. “Noi siamo sempre dalla parte dei più deboli”. Il segretario generale della Cei, l’arcivescovo Giuseppe Baturi, inaugura a Palermo l’evento “Non c’è pace senza accoglienza”. E quando dice “noi”, intende la Chiesa, compresa quella italiana, e il mondo cattolico. Il suo è un invito alla “solidarietà”, una delle declinazioni della parola “accoglienza” che, aggiunge Baturi, richiede anche “cultura” e “amicizia” facendosi prossimi “alle sorelle e ai fratelli incontrati per strada”. Poi il monito: “La fede non è esclusione, ma capacità di includere”. L’arcivescovo originario di Catania dà il benvenuto - in videocollegamento - ai ragazzi giunti nel capoluogo siciliano dalle diverse sponde del grande mare che formano il Consiglio dei giovani del Mediterraneo. È il laboratorio di fraternità e di impegno ecclesiale e civico voluto dalla Cei dopo il “summit” dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo a Firenze nel 2022. A formarlo quaranta delegati, tutti under 35, delle Chiese legate al bacino che tornano a incontrarsi per lanciare il loro grido di apertura agli ultimi in vista del Giubileo. “La nostra esperienza di giovani di tre continenti diversi dimostra che la coesistenza è possibile, nonostante le differenze di contesti da cui proveniamo: differenze economiche, sociali, politiche”, racconta Gabriel Cassar Tabone, originario di Malta, in rappresentanza dei tredici ragazzi presenti a Palermo.
di Diletta Bellotti
L’Espresso, 9 novembre 2024
Dal 23 ottobre l’attivista e regista curdo-iraniana Maysoon Majidi è libera, adesso bisogna tentare di scagionare la retorica che, da destra a sinistra, l’ha usata come capro espiatorio. Non a caso si è parlato molto di lei, del suo aspetto e delle sue lotte (edulcorandole) e poco delle ragioni per cui una persona che rischia la vita nel Mediterraneo è criminalizzata. Majidi è stata dieci mesi in carcere dopo essere stata arrestata nel dicembre 2023 sulle coste calabresi con l’accusa di essere una scafista. Il 27 novembre si terrà l’ultima udienza in cui si deciderà il destino di Maysoon.
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