di Vitalba Azzollini
Il Domani, 25 ottobre 2024
Il decreto-legge sui Paesi sicuri avrebbe dovuto risolvere ogni problema riguardante l’Albania, ma in realtà non risolve niente. Nella conferenza stampa con cui il decreto è stato spiegato sono state dette una serie di imprecisioni imbarazzanti. Il decreto-legge che aggiorna l’elenco dei Paesi di origine sicuri può essere letto attraverso la spiegazione che ne hanno dato in conferenza stampa il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, quello dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nella serata del 21 ottobre. E siccome in tale conferenza stampa sono state dette diverse imprecisioni, è il caso di fornire qualche chiarimento.
di Luigi Manconi, Marica Fantauzzi, Chiara Tamburello
Il Manifesto, 25 ottobre 2024
È consapevole Majidi di come lei, Marjan Jamali e altre centinaia di persone detenute in Italia e in Europa rappresentino l’ideale capro espiatorio di una lotta dei governi contro le organizzazioni criminali responsabili del cosiddetto “reato di scafismo”. Caro manifesto, nell’importante intervista rilasciata a Silvio Messinetti e Claudio Dionesalvi pubblicata ieri su questo giornale, Maysoon Majidi prende parola. E lo fa, per la prima volta, da persona libera. Come sappiamo, la liberazione definitiva dipenderà da come andranno le cose il 27 novembre, data prevista per la sentenza di primo grado. Tra i passaggi interessanti dell’intervista, c’è la risposta di Majidi alla domanda su cosa pensi della “caccia” allo scafista. “Non capisco il significato di questa parola. C’è una differenza enorme - dice - tra chi porta una barca per disperazione e chi traffica esseri umani”.
di Paolo Valentino
Corriere della Sera, 25 ottobre 2024
Serve una riforma per l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Senza cambiamenti rischia di essere inefficace. Il diplomatico svedese Dag Hammarskjöld, che fu segretario generale dell’Onu dal 1953 al 1961, diceva che “le Nazioni Unite non sono state create per portarci in paradiso, ma per salvarci dall’inferno”. Se il metro di valutazione fosse la guerra nucleare, potremmo dire missione compiuta: l’abbiamo evitata. In realtà, la paralisi di fatto dell’Onu, impotente di fronte ai conflitti geopolitici e alle crisi umanitarie che incendiano il pianeta, minacciando la pace e la sicurezza globale, ci porta in direzione opposta: l’inferno, compreso uno scontro atomico, si è drammaticamente avvicinato.
di Marco Boato
L’Unità, 24 ottobre 2024
Abolire il diritto di protesta di lavoratori, ambientalisti, carcerati, anche se esercitato senza violenza, come pura forma di resistenza. Che cos’è questo se non un assalto alla Costituzione? Il 18 settembre 2024 alla Camera dei deputati la maggioranza di destra del governo Meloni ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza, che poi è passato all’esame del Senato. Si tratta di un gravissimo provvedimento legislativo, che si colloca, ma ancor più aggrava, sulla linea dei “decreti sicurezza” dell’allora ministro dell’Interno Salvini e poi dei decreti “rave”, “Cutro” e “Caivano” dell’attuale Governo. Dal divieto di protesta per i carcerati, anche se esercitato con una resistenza passiva, al carcere stesso per mamme e bambini rom, l’Italia sprofonda in una spirale autoritaria che sembra imporre lo Stato di Polizia contro qualunque forma di dissenso cone neppure ai tempi del codice Rocco.
giustiziainsieme.it, 24 ottobre 2024
Il Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana del Professori di diritto penale con il documento che pubblichiamo ha espresso forti preoccupazioni in relazione al disegno di legge n. 1236 (Senato) “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario”. L’Organismo Congressuale Forense (OCF) con il comunicato stampa che pubblichiamo, formula critiche di analogo tenore. Carlo Morace, responsabile del Gruppo Penale dell’OCF, afferma: “Con questo ddl Sicurezza, il Governo sta promuovendo un diritto penale autoritario, che colpisce le fasce più deboli della società: senzatetto, immigrati, detenuti e persino chi manifesta dissenso. Queste modifiche non affrontano i veri problemi, come il sovraffollamento carcerario o i suicidi tra i detenuti, ma rafforzano un sistema repressivo fondato sul carcere come strumento di controllo sociale.”
di Silvia Truzzi
Il Fatto Quotidiano, 24 ottobre 2024
Dal decreto Cutro al decreto Albania passando per la Gpa reato universale (ma gli esempi non finiscono qui) il governo ci tiene a ribadire che, nonostante l’ossessione securitaria e panpenalista, non riesce a scrivere leggi che stiano in piedi. Parlamentari, ministri e commentatori di corte ci vogliono far intendere che la gestazione per altri oggi è più reato di ieri, che è un reato più reato, più efficace, più vigoroso, più resistente! Naturalmente non è così. Alla legge 40 che regola la procreazione assistita e che già vietava la gestazione per altri, ora si aggiunge quello che i fratelli e le sorelle d’Italia chiamano “reato universale” (giuridicamente, una boiata pazzesca). Ma come è stato ampiamente notato, non può essere universale un reato che non è tale in 66 paesi del mondo su 193. In realtà con quell’”universale” intendono dire che d’ora in poi la legge starà alle calcagna dei cittadini italiani che violano il divieto di ricorrere alla gpa anche fuori dai confini.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 24 ottobre 2024
“Non disturbate il manovratore” si leggeva sui vecchi tram. Nelle aule di giustizia sta scritto “La legge è uguale per tutti”, che ha come presupposto la indipendenza della magistratura da “ogni altro potere” (art. 104 Cost.). I giudici hanno non il diritto, ma il dovere, se del caso, di “disturbare il manovratore”, interpretando le norme e anche sollevando eccezioni costituzionalità, magari su leggi sulle quali la maggioranza parlamentare ha molto investito politicamente o addirittura approvate bipartisan. Sono i principi fondamentali delle democrazie liberali, sempre peraltro a rischio ove vi sia un irrigidimento autoritario come avvenuto in Paesi “sovranisti” pur membri dell’Unione europea. Questi fondamentali sembrano dimenticati nelle reazioni, anche da parte di esponenti politici e di governo, ai provvedimenti del Tribunale di Roma che non hanno convalidato il trasferimento e il trattenimento di 12 migranti nel centro in Albania.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 ottobre 2024
In un momento di forte tensione tra politica e magistratura, il centrodestra preme l’acceleratore sulla separazione delle carriere. È scaduto infatti ieri, in Commissione Affari costituzionali, il termine per la presentazione degli emendamenti, ma i partiti di maggioranza hanno deciso di non depositare nessuna correzione (fatta eccezione per qualcuna del Carroccio su diversa materia di cui si dirà alla fine dell’articolo) al disegno di legge costituzionale del governo che modifica anche l’elezione dei membri del Csm e prevede l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare. L’obiettivo è velocizzare quanto più l’iter di approvazione, in linea con i desiderata della premier che, dopo la decisione del Tribunale Civile di Roma sui migranti in Albania, aveva chiesto ai suoi maggiore speditezza, persino rispetto al premierato. Forza Italia e Fratelli d’Italia valuteranno l’opportunità di lievi aggiustamenti in corso d’opera, tramite o emendamento del relatore o dell’Esecutivo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 ottobre 2024
Se fossero vere le ulteriori indiscrezioni pubblicate da La Verità sulle intercettazioni tra il senatore Roberto Scarpinato e il suo ex collega Gioacchino Natoli, ora indagato per favoreggiamento della mafia, i primi ad essere imbarazzati sarebbero i commissari del Partito democratico. In particolare Walter Verini che in commissione Antimafia ha sostenuto in maniera compulsiva Scarpinato. In sostanza, quest’ultimo, parlando con Natoli su come riempire di carte Chiara Colosimo con le solite tesi e soprattutto su come far porre le domande giuste durante le audizioni, avrebbe affermato che il suo collega del Pd non ne è capace, vista la scarsissima conoscenza del tema, così come gli altri commissari grillini. Se avesse affermato ciò, per la prima volta in assoluto non si può non essere d’accordo con l’ex procuratore.
di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 24 ottobre 2024
Gravina, autopsia su Lacarpìa accusato del delitto della moglie. Prima l’autopsia, poi i funerali. Che potrebbero però non essere l’ultimo atto della vicenda che ha coinvolto Giuseppe Lacarpia. Sul suicidio del 65enne di Gravina, avvenuto martedì nel carcere di Bari in cui era recluso per l’omicidio della moglie, Maria Arcangela Turturo, si muove infatti la Procura di Bari per capire se ci sono aspetti ancora da approfondire. Da capire, infatti, se a contribuire al suo decesso ci siano state altre persone o se ci sono state omissioni, nonostante per Lacarpia non fosse prevista la sorveglianza a vista. Domani, intanto, la Procura di Bari conferirà l’incarico per l’autopsia al dottor Biagio Solarino dell’istituto di Medicina Legale del Policlinico.
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