di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 luglio 2024
Un allarmante caso di omofobia e violenza si è verificato nella Casa Circondariale di Cagliari- Uta, come riportato da Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV”. Protagonista dell’episodio un giovane detenuto straniero di 25 anni, identificato come T. P., ergastolano trasferito dalla Sicilia a metà maggio. L’episodio è avvenuto durante un incontro finalizzato a discutere le opportunità offerte dall’istituto per migliorare la sua detenzione.
di Alessandro Orfei
La Nazione, 20 luglio 2024
Viveva nel Perugino con la madre. Sarebbe uscito di galera nel 2026, invece è morto ieri mattina all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dov’era stato ricoverato d’urgenza giovedì sera dopo l’aggressione subita nella cella della sezione detenuti comuni, nella quale era rinchiuso per spaccio di sostanze stupefacenti e rapina. La profonda ferita alla gola, inferta con una lametta da barba, non gli ha lasciato scampo. A provocarla il compagno di cella al culmine di una lite, causata da futili motivi. La vittima aveva aveva trent’anni ed era nata in Tunisia, mentre il presunto assassino è un marocchino di 23 anni. L’omicidio è avvenuto in una delle carceri più affollate della Campania, dove a fronte dei 400 posti disponibili ne accoglie, invece, circa 600. Gli agenti della penitenziaria hanno immediatamente trasferito il ferito nel pronto soccorso dove è arrivato già in stato di incoscienza. Ieri mattina, alle 11, la conferma del decesso.
di Andrea Scutellà
La Sentinella del Canavese, 20 luglio 2024
Psicologi, psichiatri, funzionari di area pedagogica. Tutti sotto inchiesta per aver sottovalutato il rischio suicidario nonostante le richieste di aiuto. Dalle notazioni: “Piange e dichiara di non stare bene psicologicamente”. Ennesima scossa sulla gestione del carcere di Ivrea, dopo le inchieste per tortura e lesioni, ridimensionate dalla Cassazione. La procura di Ivrea ha notificato nei giorni scorsi l’avviso di chiusura indagini delle indagini per otto indagati che dovranno rispondere di omicidio colposo per la morte di un uomo di 39 anni che si è tolto la vita in carcere, il 26 settembre 2021 a Ivrea, nel penitenziario di corso Vercelli.
di David Allegranti
La Nazione, 20 luglio 2024
Il Tribunale di sorveglianza accoglie i reclami dei detenuti mettendo nero su bianco la situazione. La denuncia della Camera penale: “Non tutti i magistrati sono uguali”. E non si fermano i nuovi ingressi. Un’ordinanza dopo l’altra, un detenuto alla volta. Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze sembra aver deciso di risolvere da solo gli atavici problemi sovrastrutturali di Sollicciano. Senza aspettare l’intervento della politica. La dottoressa Susanna Raimondo, magistrata dell’ufficio di sorveglianza presieduto dal dottor Marcello Bortolato, ha accolto il reclamo di un altro detenuto. Il secondo in pochi giorni. Anche in questa ordinanza Raimondo scrive nero su bianco che “le condizioni del carcere di Sollicciano possono considerarsi severamente critiche”.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 20 luglio 2024
I controlli (14 giorni dopo) disposti dal pm. Ora nel resto del carcere. Nessuna cimice, nessun topo. E nemmeno una blatta. Nella cella 18 del carcere di Sollicciano, dove Fedi Ben Sassi scontava la pena e si è tolto la vita il 4 luglio, non vi è traccia di parassiti e di roditori. È quanto emerge da un sopralluogo eseguito, su incarico della Procura fiorentina, il 18 luglio dalla Synema sas, la ditta a cui il ministero della giustizia ha affidato in appalto la disinfestazione e la derattizzazione della casa circondariale di Firenze. L’accertamento è stato disposto dalla pm Ornella Galeotti nell’ambito dell’inchiesta aperta per il suicidio del giovane di 20 anni che si è impiccato annodando le lenzuola. Ma è solo il primo passo: adesso saranno ispezionate anche le celle delle altre sezioni.
sicilianews.it, 20 luglio 2024
Molti dei reclusi con i quali il Garante ha colloquiato “manifestavano particolari disagi mentali, che in alcuni casi apparivano particolarmente gravi”. Il Garante regionale per i detenuti, Santi Consolo ha effettuato una visita all’Ucciardone di Palermo dopo lo sciopero della fame di quattro reclusi nella nona sezione dell’istituto, dove si trovano coloro che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare e destinatari di provvedimenti disciplinari. Lungo il percorso per giungere alla nona sezione, spiega l’ufficio del Garante, “si percepiva cattivo odore, in corrispondenza delle aree limitrofe alle cucine, determinato dall’evidente stato di degrado del sistema di scarico della struttura, che provocava il riversamento di parte dei liquami reflui al livello del piano di calpestio delle aree circostanti la cucina”.
ilbustese.it, 20 luglio 2024
Il fine del protocollo è quello di creare le migliori condizioni affinché siano trasmesse le competenze e le professionalità necessarie per garantire continuità lavorativa nel momento del ritorno in libertà, restituendo dignità e desiderio di rimettere in gioco la propria vita personale
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 20 luglio 2024
Al via corsi di gelateria all’Icam di Milano con il progetto nazionale “Si sostiene in carcere” per il reinserimento di detenute. Promosso da Soroptimist International d’Italia, gode del sostegno di Fabbri 1905, marchio popolare, i cui famosi spot spopolavano negli anni 70. Dopo il capoluogo lombardo e Genova, prossime tappe della formazione saranno le sezioni femminili delle carceri di Vigevano, Bollate, Mantova e Bologna
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 20 luglio 2024
Fine vita, intervista a Gaetano Azzariti. Per il costituzionalista “il protagonismo della Corte Costituzionale è frutto di una crisi generale del sistema. La decisione su come regolare il fine vita spetta al Parlamento entro i parametri posti dalla Consulta, ma questo non decide nulla”.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
Il Manifesto, 20 luglio 2024
A leggere la lettera inviata da Maysoon Majidi, detenuta nel carcere di Reggio Calabria, al Capo dello Stato viene in mente una parola: catastrofe. Così veniva chiamato l’evento che, in un’epoca e in un mondo non definiti, aveva sconvolto l’esistenza di quaranta donne. Rinchiuse in un sotterraneo, guardate a vista da tre guardie, le prigioniere avevano ormai smesso di domandarsi quale fosse la ragione di quella ingiusta detenzione. Poi, a un certo punto, una di loro - soprannominata la piccola - inizia a crescere, ad ascoltare il battito del cuore per scandire il tempo e, infine, a raccontare.
- Gran Bretagna. Liberazione anticipata per ridurre subito il rischio di sovraffollamento domani
- Medio Oriente. La Corte internazionale di Giustizia dichiara illegali gli insediamenti di Israele
- Medio Oriente. “Ora azioni politiche serie: la palla passa all’Onu”
- Russia. Il giornalista Usa Gershkovich dovrà scontare 16 anni di carcere
- “Il carcere italiano è al collasso. Siamo in piena emergenza umanitaria”










