di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 giugno 2024
Il “rumore di fondo” nel dibattito sulla riforma: proviene dai giudici “pro” (arruolati dal governo) e dai legali “contro” (utili all’Anm). Partita la caccia ai magistrati favorevoli alla riforma costituzionale della giustizia e quella agli avvocati contrari. È in questi termini che starebbe mutando in questi ultimi giorni la dialettica tra gli schieramenti in gioco, compresa la politica. Divide et impera infatti potrebbe essere l’obiettivo comune della maggioranza di governo, dell’Anm e dei penalisti per delegittimare l’avversario e spaccare il fronte opposto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 giugno 2024
Dopo l’intervista di ieri al magistrato Giovanni Zaccaro sulla riforma costituzionale della giustizia, oggi raccogliamo il punto di vista dell’avvocato Oliviero Mazza, ordinario di Diritto processuale penale all’Università degli studi Milano-Bicocca.
di Luca Sebastiani
Il Riformista, 20 giugno 2024
Continua l’ostruzionismo dell’Egitto nel processo per la morte di Giulio Regeni. L’ultima novità emersa in aula oggi è che il Cairo ha vietato a quattro testimoni egiziani di essere sentiti nel procedimento in Italia. Nell’udienza a carico degli agenti egiziani, accusati di tortura e omicidio, infatti, è stato rivelato come la Procura Generale d’Egitto abbia informato la Farnesina sull’impossibilità di “eseguire le richieste di assistenza giudiziaria” per fare ascoltare nell’udienza di oggi i testimoni: il sindacalista Said Abdallah, la coordinatrice di un Centro per i diritti economici e sociali, Hoda Kamel Hussein e Rabab Ai-Mahdi, la tutor di Regeni nella capitale egiziana. Sergio Colaiocco, procuratore aggiunto che segue il caso, si è rivolto quindi alla Corte d’Assise in modo da poter ricevere le testimonianze dei testimoni assenti ma raccolte durante le indagini. “Siamo in presenza di testi che non hanno scelto liberamente di non essere qui. Le abbiamo tentate tutte per portare i testi qui”, ha affermato il procuratore, a conferma di un’opposizione costante da parte dell’Egitto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 giugno 2024
La Corte Suprema lo ha liberato, ricordando l’illegittimità della custodia cautelare su mandato di un Paese dove rischia la pena capitale. Intanto ha perso il lavoro ed è in pericolo anche il permesso di soggiorno. Un cittadino pakistano residente regolarmente in Italia dal 2018 è stato scarcerato dopo l’annullamento, senza rinvio, della custodia cautelare grazie alla sentenza numero 22945 della Cassazione. L’uomo, accusato di omicidio nel suo Paese, era stato arrestato in Italia in vista di una futura richiesta di estradizione. La difesa, sostenuta dall’avvocato Michele Biamonte, coadiuvato dalla fondamentale collaborazione della legale Monica Biamonte del foro di Bologna che ha seguito il caso fin dall’inizio, ha ottenuto un’importante vittoria.
cagliaripad.it, 20 giugno 2024
Nell’analisi presentata questa mattina in Consiglio regionale, la garante dei detenuti Irene Testa presenta la situazione emergenziale delle carceri sarde. Il dossier sulle carceri sarde prodotto dalla garante dei detenuti, Irene Testa, presentato questa mattina in Consiglio regionale, fa emergere evidenti criticità e situazioni di vera e propria emergenza. In primo luogo, il dato regionale non evidenzia di per sé un problema di sovraffollamento: in Sardegna ci sono dieci istituti, per una capienza regolamentare di 2.616, popolati da un totale di 2.140 detenuti (82%) di cui 41 donne, 519 stranieri e 366 tossicodipendenti, mentre 40 sono i reclusi in semilibertà.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 20 giugno 2024
L’intervento della Garante sarda per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Irene Testa, alla presentazione della relazione sulle attività svolte nel 2023. “Gli istituti di pena in Sardegna sovraccarichi di persone malate e il disagio psichiatrico registra quasi l’80%. Sono tantissimi gli atti di autolesionismo e i tentativi di suicidio, che grazie alla Polizia penitenziaria e ai compagni di cella, riescono in qualche modo a essere sventati”. Così, ieri mattina, la garante sarda per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Irene Testa, alla presentazione della relazione sulle attività svolte nel 2023.
di Alessandro Martegani
rtvslo.si, 20 giugno 2024
Un quadro sconfortante della situazione delle carceri italiane viene dipinto da Elisabetta Burla, Garante comunale dei diritti dei detenuti di Trieste. Il numero dei suicidi all’interno delle carceri è in aumento e, anche a Trieste, i detenuti vivono in celle sovraffollate e in condizioni insopportabili, senza alcun intervento da parte della politica. Il sovraffollamento è presente anche nella Casa Circondariale di Trieste, che ospita da tempo tra 250 e 260 detenuti su una capienza regolamentare di 139 persone, portata, inspiegabilmente dice Burla, a 150, con celle di otto metri quadri, dove vivono più persone, con impianti sanitari in condizioni inaccettabili. Contemporaneamente vengono ridotti, quasi proporzionalmente all’aumento delle persone detenute, gli agenti di polizia penitenziaria in servizio.
di Alice Bertino
La Voce e il Tempo, 20 giugno 2024
Lo scorso 18 marzo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato a mettere in campo “interventi urgenti” per fermare lo “stillicidio” dei suicidi in carcere: un appello accolto dal Consiglio nazionale dei Garanti ma che risuona forte ancora oggi, tre mesi dopo, perché dietro le sbarre ci si toglie ancora la vita. Solo due settimane fa si è soffocata una donna di 65 anni in custodia cautelare nel carcere “Lorusso Cotugno” di Torino.
di Fra’ Giuseppe Giunti
La Voce e il Tempo, 20 giugno 2024
Gli adolescenti che incontriamo all’interno del carcere minorile Ferrante Aporti di Torino sono la testimonianza vivente che la nostra epoca è sempre più un mondo di “io”, che mette in secondo piano il “noi”. Il modo che si usa per definire la maggioranza di questi ragazzi è “minori non accompagnati”, soli appunto. La solitudine è una delle possibili letture del complicato mondo delle carceri cosiddette minorili, o tecnicamente Istituti Penali Minorili. Un adolescente solo, non accompagnato, non aspettato, non sgridato, non incoraggiato perché non ha una famiglia all’esterno sulla quale contare, alla quale fare riferimento in un progetto di rieducazione, o spesso di prima educazione vera e propria; questo è il soggetto del quale dobbiamo prenderci cura.
di Claudio Neve
cronacaqui.it, 20 giugno 2024
Sovraffollamento al 30%, detenuti costretti a dormire sulle brandine da spiaggia. “Nel carcere minorile di Torino la situazione è drammatica. Il Ferrante Aporti scoppia”. A lanciare l’allarme, ancora una volta, sono i sindacati della polizia penitenziaria, che già da giorni denunciano una situazione diventata ormai quasi ingestibile, con alcuni dei minori che “dormono su brandine di resina da spiaggia in mezzo ad una stanza dove sono già presenti quatto/cinque detenuti”. Un sovraffollamento che nelle ultime ore si è ulteriormente aggravato.
- Porto Azzurro (Li). “Ci sono miglioramenti ma serve intervento del Governo”
- Avellino. Giustizia riparativa. Il magistrato: “Necessaria per restituire dignità ai detenuti”
- Cremona. Giustizia riparativa: il bilancio del progetto “RI.PA.RA.RE.”
- “Mio fratello Aldo morto in cella da innocente”: un libro di Cristiano Scardella per non dimenticare
- Suicidio assistito, la pietà dei giusti










