di Oliviero Mazza*
Il Riformista, 1 giugno 2024
Le ambiguità di fondo sul ruolo della Cassazione sono la causa dell’assedio insostenibile di ricorsi. Corte Suprema di Cassazione: già la denominazione ufficiale, che si trova in epigrafe a tutte le sentenze, mette in luce l’ambiguità della crasi fra i due modelli che storicamente contraddistinguono le giurisdizioni superiori. La Corte Suprema è il giudice di terza istanza che persegue la giustizia della decisione e conosce il merito della controversia, un organo di giustizia che non si interessa della nomofilachia. La Cassazione, invece, nasce come il giudice posto a tutela del potere legislativo, il garante dell’esatta osservanza della legge di fronte alle esondazioni interpretative del potere giudiziario. La Cassazione, dunque, nel suo modello puro è il giudice di stretta legittimità.
di Daniele Negri*
Il Riformista, 1 giugno 2024
Deve trovarsi ancora scritto da qualche parte, fra gli atrii muscosi e i Fori cadenti, che la Corte di cassazione ha il compito di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge”. Vecchia insegna annerita dal tempo, alla quale passando nessuno fa più caso. Se la ricordiamo talvolta a lezione, è immediato l’effetto di straniamento. C’è una solennità ormai fuori posto in quella frase, stridente con la realtà, che diviene parodistica quando batte sulla parola “legge”. Tutti sono avvezzi a costatare come l’organo di vertice della giurisdizione penale prescinda a piacimento dalla sintassi della legge e si comporti con noncuranza da primo artefice del diritto.
di Luca Marafioti*
Il Riformista, 1 giugno 2024
Potenziare il vaglio di inammissibilità dei ricorsi ha conferito alla Corte di Cassazione poteri ancora più estesi. Il grido di dolore lanciato dai giudici alla fi ne dello scorso secolo sulla mole ingovernabile dei ricorsi in Cassazione aveva suggerito di introdurre nel 2001 una procedura semplificata di selezione preliminare, davanti ad un’aggiuntiva settima sezione appositamente istituita. Ne è passata di acqua sotto al ponte dinanzi al Palazzaccio; eppure, lo strumento dell’inammissibilità dei ricorsi è sempre più à la page. Conserva la natura di vizio fulminante, che preclude un esame delle ragioni delle impugnazioni, imponendo di emettere apposita pronuncia in tal senso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 giugno 2024
Al carcere minorile Beccaria di Milano non c’è stata una rivolta, ma una protesta rientrata dopo poche ore. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, sottolinea l’importanza di una corretta informazione, soprattutto nell’utilizzo giusto dei termini, riconoscendo la differenza tra rivolte e proteste. “I ragazzi hanno manifestato il loro dissenso in modo pacifico, senza violenza, e le loro azioni sono rientrate dopo poche ore”, dichiara Gonnella.
di Biagio Salvati
Il Mattino, 1 giugno 2024
Ciambriello visita la Casa lavoro: “Dagli internati un grido di aiuto”. Sulla carta è una “Casa Lavoro” ma poco è cambiato dopo la chiusura del manicomio criminale di Aversa, ribattezzato Ospedale psichiatrico di Aversa, oggi chiamato Opg, ma in sostanza una delle cinque case lavoro italiane (prima erano nove) istituite nel 1932 dove sono ancora presenti detenuti internati con problemi psichici. L’edificio normanno, ieri, è stato teatro della visita del Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che si è recato sul posto per incontrare reclusi e internati della Casa Lavoro. “Ho trovato due persone sepolte vive”, ha dichiarato Ciambriello al termine della visita, riproponendo il delicato tema delle patologie mentali da cui sono affetti i detenuti che andrebbero allocati in una Rems o strutture alternative.
ansa.it, 1 giugno 2024
Il magistrato di sorveglianza di Verona ha accolto l’istanza presentata dal difensore di un detenuto calabrese che aveva chiesto di potere scontare la pena a cui è stato condannato in un carcere della sua regione in modo da potere essere vicino alla famiglia. Il detenuto ha 43 anni ed è ristretto attualmente nel carcere di Vicenza. Sta scontando una condanna definitiva per traffico di sostanze stupefacenti ed é anche imputato in un altro processo a Milano sempre per traffico di droga. Il suo difensore, l’avvocato Adele Manno, del Foro di Catanzaro, si era rivolto al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria chiedendo che il suo assistito venisse trasferito in Calabria in considerazione del fatto che “la detenzione in Veneto gli impediva di coltivare le sue relazioni familiari, con grave pregiudizio per i figli minori, privati di fatto del rapporto con il padre”.
libertasicilia.it, 1 giugno 2024
La sperimentazione di un sistema strutturato e organico di presa in carico di minori e dei loro bisogni derivanti dalla condizione di “figli di detenuti”. Un grande sistema di rete tra enti e associazione per un progetto che riguarda il mondo delle carceri. Si intitola “Sprigiona il tuo cuore”, il progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto vede una rete di partner mettersi insieme per promuovere la sperimentazione di un sistema strutturato e organico di presa in carico di minori e dei loro bisogni derivanti dalla condizione di “figli di detenuti”. Presentato nell’ambito del bando “Liberi di crescere 2022” di Con i bambini.
radioluna.it, 1 giugno 2024
Possibile grazie alla collaborazione tra Caritas diocesana, Università La Sapienza e Casa Circondariale. Va avanti con successo il progetto “3CiLab - Costituzione, Carcere e Città di Latina” che vede unite la Caritas diocesana di Latina con l’Università La Sapienza e l’Amministrazione penitenziaria della Casa Circondariale di Latina in uno sforzo congiunto per divulgare la Costituzione italiana. Lo scorso 14 maggio e giovedì 23 maggio proprio il carcere di Latina ha ospitato un ciclo di seminari su “La Costituzione fuori e dentro le mura”, uno per gli uomini e uno per le donne, in cui sono intervenuti i professori Donatella Bocchese, Guido Colaiacovo, Marta Mengozzi e Marco Polese, coordinati dalla professoressa Fabrizia Covino, responsabile scientifica del progetto. Hanno partecipato agli incontri 40 uomini e altrettante donne, oltre ad alcuni insegnanti, educatori, dottorandi di ricerca, agenti e volontari.
di Filippo Femia
La Stampa, 1 giugno 2024
Gli autori sono alcuni detenuti del Lorusso e Cotugno: “Abbiamo scoperto talenti che non immaginavamo, siamo riusciti a scappare con l’immaginazione”. Dal momento in cui varca la soglia del carcere, ogni detenuto pensa a come evadere: l’abbiamo imparato dai film hollywoodiani. A Torino, nella Casa circondariale Lorusso e Cotugno, un pugno di prigionieri ci è riuscito. “Ovviamente si tratta soltanto di un gioco”, sorride Massimo Munafò.
di Lodovico Poletto
La Stampa, 1 giugno 2024
Certe sere Concettina si appoggia alla finestra e respira a bocca aperta, come se volesse mangiare l’aria. Respira, avida, come se quello fosse l’unico cibo capace di tenerla ancora in vita. L’aria di Torino. La stessa che respira il suo Emanuele, quel figlio che ha dovuto abbandonare quando è finita in carcere, nel 2012, e lui era poco più che un bambino. Certe sere, dalla sua cella al Lorusso e Cutugno, Concettina ha bisogno più di ogni altra cosa al mondo di sentire il suo bambino - oramai maggiorenne - accanto a sé. Dentro di sé. E cancellare quel maledettissimo senso di colpa che la divora. Il senso di colpa per averlo abbandonato quando era piccino.
- Un mondo senza carcere, un codice penale senza pene
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