di Maurizio Delli Santi
Il Domani, 24 maggio 2024
Occorre che l’Occidente non delegittimi la Cpi, perché si porrebbero in discussione anche i mandati d’arresto per Putin e i generali russi. L’iniziativa dovrebbe essere vista invece a favore dei sussulti democratici di Israele e a sostegno del futuro di Gaza, dove sarà necessario restituire il controllo legittimo all’Autorità palestinese. Il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) ha formulato la richiesta di mandati d’arresto per i capi di Hamas ma anche per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Yoav Gallant. L’accusa al vaglio della Pre Trial Chamber è per crimini di guerra e contro l’umanità: il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale penale non ammettono eccezioni per nessuno, né per terroristi né per capi di stato e di governo.
di Gideon Levy
Internazionale, 24 maggio 2024
Un medico, primario di un ospedale di Gaza, è stato picchiato e torturato a morte in una prigione. La cosa non ha fatto scattare nessun allarme nell’opinione pubblica israeliana. Il dottor Adnan Al Bursh era il primario del reparto di ortopedia dell’ospedale Al Shifa, nella città di Gaza. Con lo scoppio della guerra aveva cominciato a spostarsi di continuo da una struttura sanitaria all’altra, perché tutte venivano distrutte dall’esercito di Tel Aviv. Non tornava a casa sua a Jabalia dall’inizio del conflitto, finché a dicembre di lui si sono perse completamente le tracce. Di recente si è saputo che Adnan Al Bursh è morto in una prigione israeliana, verosimilmente a causa delle torture e delle percosse subite durante gli interrogatori.
di Letizia Tortello
La Stampa, 24 maggio 2024
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato la risoluzione per riconoscere l’11 luglio Giornata internazionale del genocidio in Bosnia. Proteste e minacce di serbi e alleati: “Così minate la pace” nei Balcani. A Srebrenica fu genocidio. Ora, tra gli orrori peggiori dell’umanità e delle guerre moderne c’è anche il massacro compiuto nel 1995 nell’Est della Bosnia. Quando 8000 uomini e ragazzi bognacchi furono trucidati a sangue freddo dalle forze serbo-bosniache guidate dal generale Mladic, con l’unico scopo di “regalare” la città al popolo serbo. Una pulizia etnica che puntava a eliminare fisicamente il fratello-nemico, fucilato e seppellito in fosse comuni, molti corpi devono essere ancora scoperti. Causò anche la deportazione di 30 mila donne, ragazze e bambini, consegnati nelle mani di carnefici e stupratori dalle stesse truppe Onu che avrebbero dovuto proteggerli.
ilpost.it, 24 maggio 2024
Il parlamento del Kosovo ha approvato giovedì un accordo per ospitare per 10 anni 300 detenuti delle carceri della Danimarca. Il Kosovo otterrà in cambio 210 milioni di euro, 21 l’anno. L’accordo era stato trovato nel 2021 ed era stato firmato nell’aprile del 2023, ma attendeva una definitiva approvazione in Kosovo per entrare in vigore: ora dovrà essere solo ratificato dal presidente della Repubblica. Il governo danese, sostenuto dal 2022 da una grande coalizione che comprende partiti di centrosinistra e di centrodestra, vuole utilizzare il trasferimento di detenuti in Kosovo per ridurre il sovraffollamento delle proprie carceri, ma anche per favorire la successiva espulsione dei condannati stranieri non comunitari. L’accordo prevede infatti che i detenuti non rientrino in Danimarca quando abbiano finito di scontare la pena.
di Daniele Mont D’Arpizio
ilbolive.unipd.it, 23 maggio 2024
In Italia la popolazione carceraria è tornata a superare le 60.000 persone a fronte di 47.300 posti realmente disponibili: un dato spesso messo in relazione a quello ancor più drammatico dei suicidi. Non c’è però solo il carcere: comportano limitazioni alla libertà anche i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr), le residenze per le misure di sicurezza (Rems), istituite dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, e perfino le strutture per anziani. Ne parliamo con Mauro Palma, fino allo scorso gennaio presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale: il primo a ricoprire questo ruolo dall’entrata in funzione dell’autorità indipendente nel 2016.
agenparl.eu, 23 maggio 2024
“Le carceri sono per definizione luoghi chiusi, che dialogano poco con l’esterno. Grazie a un’intuizione del ministro Nordio abbiamo avviato otto mesi fa un percorso per favorire il lavoro e la formazione in carcere e costruire così un ponte tra interno ed esterno. Penso innanzitutto al ruolo del digitale. Occorre informatizzare il carcere, ma non questo o quel penitenziario. La sfida è intervenire su tutti i 189 carceri che abbiamo in Italia. Poi dobbiamo portare dentro il mercato, a partire ad esempio dai call center, anche qui con il coinvolgimento di tutto il sistema carcerario e con salario di mercato, in modo che sia poi il cavallo di troia per altri interventi sul piano infrastrutturale e formativo. L’obiettivo è la recidiva zero”. Così il presidente del CNEL Renato Brunetta in occasione della Lectio Magistralis tenuta dal Ministro Della Giustizia Carlo Nordio presso la Casa Circondariale di Rebibbia a Roma.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 maggio 2024
La protesta della Uilpa Polizia penitenziaria: “Nordio non fa i conti con l’inadeguatezza degli organici”. È nato per sedare le rivolte in carcere, il Gruppo di intervento operativo (Gio), creato come reparto specializzato della Polizia penitenziaria. Lo ha istituito il ministro di Giustizia Carlo Nordio con un decreto ministeriale del 14 maggio, anche se la pianificazione risale ai tempi in cui Marta Cartabia sedeva in via Arenula. Ora però, con il nuovo pacchetto sicurezza (l’approdo in Aula alla Camera dopo le elezioni europee) che introduce la fattispecie di reato di rivolta carceraria, occorre dotare il Corpo penitenziario di un “braccio armato” specializzato.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 23 maggio 2024
È per certi versi un’evoluzione della telemedicina, già utilizzata in alcuni istituti penitenziari, il Metaverso sanitario, progetto pilota presentato ieri nella colonia penale di Mamone e inaugurato con quattro visite specialistiche effettuate da remoto. A indossare per primi i visori sono stati un detenuto nell’infermeria dell’istituto e uno psichiatra del servizio diagnosi e cura del San Francesco di Nuoro, supportato dal tecnico della società State 1. Psichiatria e fisiatria sono i due ambiti al centro del progetto in questa fase iniziale ma, puntualizzano i responsabili dell’iniziativa, una volta che si avranno i primi feedback del servizio, si pensa di estenderlo anche ad altre attività specialistiche all’interno del carcere.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 maggio 2024
Riforme della giustizia tra ddl costituzionale e carcere: intervista a Rossella Marro, presidente Rdi Unicost.
Oggi ricorre il 32esimo anniversario della morte di Giovanni Falcone che si diceva favorevole alla separazione delle carriere….
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 maggio 2024
C’è anche, e soprattutto, la firma del procuratore aggiunto Luca Tescaroli al termine dell’invito a comparire recapitato dalla procura di Firenze al generale Mario Mori, indagato per le stragi mafiose del 1993. È da oltre 25 anni, d’altronde, che Tescaroli indaga - senza risultati - sui presunti mandanti politici e le coperture istituzionali delle stragi di Cosa nostra. Dopo Berlusconi e Dell’Utri, ora tocca a Mori. Nonostante gli scarsi risultati, lo scorso 14 marzo Tescaroli è stato promosso dal Csm come nuovo capo della procura di Prato. Da allora, però, non ha mai preso servizio. Fonti del Csm riferiscono al Foglio che il magistrato ha infatti chiesto e ottenuto dal ministero della Giustizia il cosiddetto “ritardato possesso” dell’incarico, procedura che dovrebbe servire al pm o al giudice per chiudere i procedimenti ancora aperti. Anziché chiudere indagini, però, Tescaroli ne apre di nuove, come quella su Mori. E il posto di procuratore di Prato continua a essere vacante da maggio 2023.
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