di Angela Pederiva
Il Gazzettino, 14 maggio 2024
Il caso è partito da un magistrato di sorveglianza di Padova che ha presentato la questione alla Corte Costituzionale: “Se un detenuto è stato condannato per un reato compreso nell’elenco dell’art. 4-bis della legge sull’ordinamento penitenziario, ma ha in concreto accesso a tutti i benefici penitenziari, è irragionevole sottoporlo a un regime più restrittivo rispetto a quello ordinario solo per quanto riguarda le telefonate con i propri figli minori”.
di Paola Pioppi
Il Giorno, 14 maggio 2024
A Brescia, l’ufficio di mediazione penale promuove la giustizia riparativa, con casi di confronto tra vittime e autori di reato. Si propone la riparazione simbolica, come nel caso di un giovane chiesto di prendere la licenza di terza media. La città continua la sua esperienza in questo ambito, coinvolgendo anche minori e adulti in percorsi di giustizia riparativa. A volte bastano delle scuse, a volte si arriva all’accordo di non salutarsi più quando ci si incontra per strada. Poi ci sono i casi più particolari, come quello passato per l’ufficio di mediazione penale che si occupa di giustizia riparativa a Brescia (con capofila il Comune di Brescia, con Provincia di Brescia e Acb) che ha visto la vittima di un furto d’auto (anche percosso da un gruppo di persone) confrontarsi con uno degli autori di reato e che, al termine del confronto, gli ha chiesto di prendere la licenza di terza media, come “riparazione” simbolica del danno da lui subito. In attesa che il Ministero convochi la conferenza locale dove saranno dichiarati i Centri per la giustizia riparativa che potranno essere finanziati dal dicastero, Brescia prosegue la lunga esperienza in questo ambito, iniziata nel 2008 (in questi anni sono arrivati finanziamenti dalla Regione con bandi biennali).
firenzetoday.it, 14 maggio 2024
Firmato oggi il protocollo tra Comune e Dap, l’assessore Giorgio: “Il verde strumento di riscatto verso la società”. Detenuti che provano a tornare a una vita normale imparando a fare i giardinieri e che vengono impiegati per curare il verde di orti urbani e giardini di Firenze. E’ il protocollo sottoscritto ieri a Palazzo Vecchio tra il Comune e il Dap, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Alla firma erano presenti l’assessore all’ambiente Andrea Giorgio e il direttore generale dei detenuti e del trattamento Gianfranco de Gesu, con la direttrice dell’istituto penitenziario di Sollicciano Antonella Tuoni e il garante dei detenuti Eros Cruccolini.
di Raffaele Nappi
Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2024
La storia di Borgo San Sergio, da “Bronx” a isola felice. Progettato negli anni 50 come cellula urbana autosufficiente e popolare, dove lo spazio dell’ex Casa del Popolo è diventato un cantiere progettuale permanente e inclusivo. Tutto grazie a un progetto gestito dalla cooperativa “La Collina” che, a partire dal 2022, ha promosso attività collettive, socializzanti e pre-professionalizzanti per un gruppo di ragazzi e ragazze under 35 in difficoltà.
garantedetenutilazio.it, 14 maggio 2024
Lunedì 13 maggio nella Casa del cinema di Roma, la proiezione del cortometraggio “Reclusi”, di Diletta Di Nicolantonio, ha rappresentato un momento di riflessione sul disagio psichico negli istituti penitenziari con la partecipazione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Emanuele Cangemi, e il Garante regionale delle persone detenute, Stefano Anastasìa.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 14 maggio 2024
Una delegazione dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida è stata ricevuta oggi, al Quirinale, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La visita ha avuto lo scopo di presentare il ciclo radiofonico “Le voci di dentro”, sei puntate realizzate grazie alla collaborazione tra la Fondazione De Filippo, Rai Radio3, il Teatro Stabile di Napoli, con l’Associazione Puteca Celidonia. È proprio dall’attività teatrale condotta dall’Associazione con i giovani reclusi che è nata l’idea di realizzare una serie di podcast, scritti e recitati dai ragazzi, per narrare la loro vita prima, durante e dopo la permanenza a Nisida. Ma dal podcast è emerso e anche il difficile lavoro del personale che opera nell’istituto.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 14 maggio 2024
Tema: libertà di parola. Parto da una studentessa, Francesca, sedici anni. La incontro qui, giovedì mattina, all’apertura del Salone del Libro di Torino, una specie di magia dell’intelligenza, o, comunque, del meglio che ne resta. I libri, certo. Ma soprattutto i dibattiti ininterrotti, le persone, i grandi scrittori di tutto il mondo, l’impareggiabile ginnastica della mente. Il fiume umano che ogni giorno invade gli stand deciso a capire. Per lo meno a chiedere. È una cerimonia maestosa, piuttosto impressionante proprio perché controtendenza. Un inno al bisogno di ritrovare sé stessi. Il senso delle cose. È una parte della nostra società, numerosa e minoritaria, ancora attratta dallo spaventoso potere della parola. È ancora a disposizione di tutti, quel potere?
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 14 maggio 2024
Sento con inquietudine che si sta avvicinando un’epoca in cui le domande sono considerate solo moleste e fuori luogo. Chi ha la verità in tasca alza una bandiera e pretende che tutti seguano. Mi fa pensare alla furia misteriosa dei piromani. Mi sveglio con l’angoscia e solo mettendomi al computer mi distraggo concentrandomi su altri temi. Ma quello che sta succedendo nel mondo mi riempie la testa di domande a cui non so dare risposta. Perché la ragione che ho imparato ad amare leggendo Hume e Voltaire, Croce e Beccaria viene dileggiata come se fosse un attrezzo minore dell’intelligenza umana? Perché la scienza viene disprezzata, e la laicità e la democrazia stanno diventando realtà da modificare e restringere? Perché la riflessione condivisa viene vista come un tradimento e la voglia di conoscenza e di scambio fanno sbuffare?
di Don Antonio Mazzi
Corriere della Sera, 14 maggio 2024
Noi educatori, insegnanti e operatori sociali non possiamo più obbedire ad uno Stato e a un governo che sta riducendo la scuola e le strutture di rieducazione e di recupero a “polveriere” o peggio ancora ad ambienti quasi-psichiatrici. Credo che per noi educatori, insegnanti ed operatori sociali, siano arrivati i tempi della disobbedienza come virtù civile. Non possiamo più obbedire ad uno Stato e ad un Governo che sta riducendo la scuola e le strutture di rieducazione e di recupero a “polveriere” o peggio ancora ad ambienti quasi-psichiatrici. Viene spudoratamente offesa la parte più essenziale e scientifica del “nostro lavoro”. Accettare che ragazzi delle Medie siano già catalogati con doppie diagnosi e che abbiano costante bisogno dello specialista, significa negare tutto quello che abbiamo studiato e i motivi per i quali siamo entrati in un’aula o in una esperienza sociale.
di Giuseppe Allegri
Il Manifesto, 14 maggio 2024
È finito evocando la retorica degli infiltrati e della strumentalizzazione del dissenso, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza convocato sulle proteste universitarie contro il massacro a Gaza. Invece di interloquire con studenti e docenti in mobilitazione, sembra voler soffiare sul fuoco della militarizzazione delle università. Convocato dal ministro dell’Interno Piantedosi e dalla ministra dell’università e della ricerca Bernini, il comitato è stato disertato dalla presidente della Conferenza dei rettori Iannantuoni, al suo posto il vice Francesco Bonini, rettore della Libera università Maria Ss. Assunta (Lumsa), con magnifica sede a due passi dal Vaticano.
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