di Luca Monticelli
La Stampa, 14 maggio 2024
Nel 2024 già 400 segnalazioni, oltre 90 al mese. Il direttore del Museo della Brigata ebraica: “Dalle università alle tv, è ora di abbassare i toni”. La senatrice Liliana Segre non si aspettava questa “ondata spaventosa di odio”. Dopo il 7 ottobre gli ebrei italiani sono costretti a vivere in un clima ostile, i casi di antisemitismo sono triplicati rispetto al passato. Segre racconta di ricevere “minacce pazzesche”, ma le intimidazioni e gli insulti raggiungono tanti cittadini di religione ebraica che “non c’entrano niente con le decisioni politiche di Israele e magari non le condividono”, sottolinea la senatrice sopravvissuta ad Auschwitz.
di Davide Grasso*
Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2024
Venerdì 10 maggio l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a stragrande maggioranza per il riconoscimento della Palestina come stato membro delle Nazioni Unite. Si tratta di un voto storico, che fotografa una realtà sempre più evidente: gli Stati Uniti sono sempre più isolati nel contesto internazionale, e la loro potenza potrebbe fondarsi su una concezione datata dei rapporti di forza culturali ed economici internazionali.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 14 maggio 2024
È il primo operatore straniero delle Nazioni unite ucciso dal 7 ottobre. Halevi: siamo come Sisifo, attaccheremo ovunque. Stop agli aiuti, oltre ai camion Israele blocca anche i lanci con i paracadute. È un cittadino straniero l’operatore umanitario delle Nazioni unite ucciso ieri da spari partiti, denunciano con forza i palestinesi, da postazioni israeliane contro un’auto dell’Onu diretta allo European Hospital, tra Khan Yunis e Rafah. Si tratta del primo membro straniero delle Nazioni unite ucciso a Gaza dal 7 ottobre. Nel chiedere con fermezza un’inchiesta immediata sull’accaduto, il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha ricordato che 190 dipendenti delle Nazioni unite sono stati uccisi da bombardamenti israeliani. Un’altra persona, pare una donna, è stata ferita. I due viaggiavano su un veicolo con la bandiera delle Nazioni unite e con i segni identificativi. Hamas parla di due morti. La vittima era un membro dello staff del dipartimento di Sicurezza e Protezione dell’Onu (Dss). Tel Aviv ieri affermava che non è chiaro se a sparare siano stati i soldati israeliani. L’accaduto non potrà non rilanciare le tensioni tra Israele e la comunità internazionale seguite all’uccisione, circa due mesi fa, di membri (6 stranieri e un palestinese) della Ong World Central Kitchen, colpiti da attacchi di droni sulla strada costiera di Gaza.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 maggio 2024
La denuncia del presidente Francesco Greco dopo il violento arresto della legale tunisina. L’arresto dell’avvocata tunisina Sonia Dahmani viene duramente condannato dal Consiglio nazionale forense. Il presidente del Cnf, Francesco Greco esprime “forte preoccupazione” per quanto accaduto sabato scorso negli uffici dell’Ordine nazionale degli avvocati della Tunisia, dove alcune persone incappucciate hanno prelevato Dahmani. L’avvocata si trovava presso l’Ordine forense tunisino, quando le è stata notificata la convocazione a comparire davanti all’autorità giudiziaria.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 maggio 2024
Il numero di reclusi negli “Ipm”, gli “Istituti penali per i minorenni”, è passato dai 835 del 2021 ai 1.143 del 2023. Alle politiche punitive inadeguate si sommano negligenza e disinteresse per le condizioni di vita dei giovani detenuti e per il loro recupero. Nel complesso quadro del sistema penitenziario italiano, le carceri minorili erano un tempo considerate un faro di speranza, rappresentando un modello educativo e socializzante volto al recupero dei giovani nel tessuto della società. Tuttavia, gli ultimi anni hanno gettato un’ombra cupa su questo scenario, evidenziando un declino allarmante che ha portato al caos istituzioni, un tempo di prestigio, come il celebre Beccaria di Milano.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 13 maggio 2024
Parla la deputata dem Michela Di Biase: “Il decreto Caivano porterà in carcere molti più minori rispetto agli anni precedenti: nessuno pensa al loro recupero”. Aumento delle pene detentive e delle sanzioni disciplinari per ristabilire l’autorità, nelle scuole, nelle piazze, persino nei party danzanti: le politiche del governo per i giovani hanno un sapore chiaramente proibizionista come mostra la pioggia di decreti ad hoc degli ultimi mesi. Una linea che la deputata del Partito democratico Michela Di Biase contesta alla radice, sia dal punto di vista morale che, cifre alla mano, da quello pratico.
di Simona Musco
Il Dubbio, 13 maggio 2024
“I minori potrebbero essere quasi tutti recuperati se solo lo stato riuscisse ad arrivare in tempo, prima che la scelta di delinquere si trasformi in una via senza ritorno”. La repressione da sola non basta, ciò che conta, con i minori, è prevenire. A dirlo è Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto di Catania, secondo cui “occorre far comprendere a tutti che il trattamento penitenziario non è una vacanza, ma un diritto che comporta sacrifici per coloro i quali vi partecipano”. E su quanto accaduto all’istituto per minori “Beccaria”, il magistrato ha le idee chiare: degenerazioni come quella, spiega, “non sono frutto del caso, ma conseguenze prodotte da un insieme di scelte sbagliate che stanno piuttosto a monte”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 13 maggio 2024
“Onorevole Presidente, onorevole Ministro, onorevoli colleghi… con tutto il da fare che ho avuto non ho trascurato di occuparmi dell’istituto Gaetano Filangieri di Napoli e dei ragazzi che spesso, a causa di carenze sociali, hanno dovuto deviare dalla retta via; e nei prossimi mesi intendo dedicare a loro più tempo di prima. E su questo vorrei soffermarmi. Si tratta di migliaia di giovani e del loro futuro, ed è essenziale che un’Assemblea come il Senato prenda a cuore la riparazione delle carenze dannose, posso dire catastrofiche, che da secoli coinvolgono quasi l’intero territorio dal Sud al Nord dell’Italia… Sono convinto che se si opera con energia, amore e fiducia in questi ragazzi, molto si può ottenere da loro. Ne ho pensate, di cose, nei mesi scorsi, e c’è da fare, si può fare, ne sono certo…”.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 13 maggio 2024
L’avvertimento del congresso ai magistrati in tv: l’associazione chiede di regolarsi su stile e contenuti per evitare strumentalizzazioni. La salvaguardia di autonomia e indipendenza messe in pericolo dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri promessa dal governo, resta un fronte sul quale la magistratura intende resistere con tutte le armi a disposizione. Ma nel frattempo, nella “cittadella assediata” che per tre giorni s’è trasferita nella città-simbolo di Palermo, fra il teatro Massimo e il nuovo porto, ci si interroga su come rendersi più credibili per far valere le proprie ragioni nel confronto con la politica che ha in mano le leve delle riforme. Oltre che davanti all’opinione pubblica.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 maggio 2024
Per il presidente dell’Associazione nazionale magistrati “questa Costituzione ha ancora molto da dire, non va toccata almeno per quanto riguarda la giurisdizione”. Si è conclusa nella tarda mattinata di ieri il 36esimo Congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati con una mozione unitaria che ricompatta le toghe, dopo qualche mese di frizioni. Non era contemplata una ipotesi diversa perché in questo momento che il governo sta mettendo in cantiere la riforma costituzionale - benché Nordio abbia fatto capire che i tempi si allungano - la magistratura deve apparire ed essere un corpo unico per fronteggiare i desiderata di Via Arenula.










