Corriere del Veneto, 7 maggio 2024
Quasi 250 detenuti e di questi due terzi sono stranieri, in prevalenza di origine tunisina, albanese e marocchina. Numeri che confermano il sovraffollamento del carcere di Venezia del 155 per cento. È la denuncia di Elisabetta Zamparutti, dell’associazione Nessuno tocchi Caino che ieri assieme alla Camera penale veneziana ha organizzato il convegno su “Sovrappopolamento e recidiva” dopo aver effettuato la visita all’interno. “La situazione a Santa Maria Maggiore però non è la peggiore - spiega Andrea Franco, della commissione Carcere della Camera penale - Ci sono quattro detenuti psichiatrici che non dovrebbero stare lì. Come Camera penale vogliamo creare un programma anti-suicidio che prevede l’intervento anche dell’Usl che serva da prevenzione”.
di Elvira Terranova
Adnkronos, 7 maggio 2024
“Quello che è successo al carcere minorile Beccaria di Milano è un segnale di ritorno al Medioevo. Quelle che ho viste nelle immagini andate nei tg le chiamo torture sudamericane, torture crudeli, per fare del male”. A parlare è il regista e scrittore Aurelio Grimaldi, che commenta così i fatti del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, dove nelle scorse settimane sono stati arrestati 13 agenti penitenziari e altri otto sono stati sospesi dal servizio per presunti maltrattamenti e torture. Grimaldi è l’autore del libro ‘Meri per sempre’, poi diventato un film cult nel 1989 con Michele Placido, ambientato nel carcere Malaspina di Palermo. “Non credevo alle mie orecchie, quando ho sentito la notizia - dice Aurelio Grimaldi, impegnato in questi giorni in Sicilia per girare il suo nuovo film - Intanto stiamo parlando del carcere minorile di Milano, dove pensiamo che le cose siano organizzate meglio che altrove.
di Annamaria Braccini
chiesadimilano.it, 7 maggio 2024
Don Francesco Palumbo, cappellano a Opera, parla delle urgenze dopo il recente grave fatto di cronaca. “Parliamo del carcere come se fosse una realtà compatta, omogenea, ma in realtà, dentro un penitenziario, proprio come avviene in una città, la popolazione è fatta di persone ed esperienze diversissime. Credo che solo una cosa valga per tutti: il desiderio di essere ascoltati e di ascoltare, di creare relazioni, per le quali, però, coloro che sono detenuti devono essere aiutati”. Don Francesco Palumbo, sacerdote ambrosiano, cappellano della Casa di reclusione di Opera da quasi 13 anni, racconta così, in estrema sintesi, quale sia la maggiore urgenza del penitenziario in cui svolge il suo ministero unitamente a un secondo cappellano, don Marco Manenti.
bolognatoday.it, 7 maggio 2024
Seconda edizione per la rassegna “E state alla Dozza! Quattro giorni di teatro e musica”, che si articola in quattro spettacoli all’aperto dal 10 al 13 luglio, a cura di Teatro del Pratello e Teatro dell’Argine, in un cortile del carcere della Dozza proposti a detenuti e a un pubblico esterno, nell’ambito di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune e dalla Città metropolitana di Bologna. Il progetto è nato in stretta collaborazione con la direzione della Casa Circondariale di Bologna “Rocco D’Amato” ed è a cura del Teatro del Pratello e del Teatro dell’Argine, le due realtà che operano con progetti teatrali alla Dozza, e si avvale anche della collaborazione con Fondazione Bologna in Musica - Bologna Jazz Festival per la serata dedicata alla musica. Dopo il riscontro della passata edizione, questa seconda annualità della rassegna vuole rinnovare la possibilità di offrire alle persone detenute una offerta culturale di qualità e, allo stesso tempo aprire le porte del carcere alla città, rendendolo uno dei numerosi luoghi che ospitano gli eventi dell’estate bolognese.
di Benedetta Cucci
Il Resto del Carlino, 7 maggio 2024
A giugno torna la rassegna che avrà nel pubblico anche i detenuti. Apre le danze Bergonzoni, poi Indaco Trio, Marchioro e Oblivion. “Lo spazio è all’aperto, ma circondato da mura. Il palco è minimale, essenziale, senza luci né quinte, c’è solo un impianto audio”. Nelle parole di Rosa Alba Casella, direttrice della Casa Circondariale di Bologna ‘Rocco D’Amato’, c’è tutto il racconto fondamentale del tipo di teatro che dal 10 al 13 giugno entrerà in via del Gomito 2, grazie a Estate alla Dozza!, la rassegna che per il secondo anno arriva in questa location molto particolare, tra i detenuti e il pubblico libero, con la curatela del Teatro del Pratello e del Teatro dell’Argine e la collaborazione di Fondazione Bologna in Musica-Bologna Jazz Festival.
di Laura Perina
L’Arena, 7 maggio 2024
Sarà un menù sobrio, ma al tempo stesso gustoso, all’insegna della tradizione veronese e delle sue eccellenze. Questa la filosofia delle portate che verranno servite il 18 maggio nella casa circondariale di Montorio, dove Papa Francesco incontrerà i detenuti e il personale e pranzerà in compagnia di un centinaio di ospiti, prima di recarsi allo stadio Bentegodi per celebrare la messa di Pentecoste. Per l’occasione è stata studiata una “carta” semplice e rispettosa delle esigenze alimentari di tutti i convitati, buona parte dei quali sono di fede musulmana.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 7 maggio 2024
Quanto accaduto a Miami e gli altri casi simili sollevano una questione irrisolta: quella della formazione dei corpi di polizia. Nel corso di un breve arco di tempo tre serie di immagini, crudeli e potenti, hanno rivelato quel male che non vogliamo riconoscere. Non è il male escatologico e metafisico, bensì quello cupamente ordinario che gli esseri umani infliggono ad altri esseri umani nei luoghi della Legge (caserme, carceri, tribunali). A collegare Matteo Falcinelli, costretto come un animale, a Ilaria Salis, tenuta al guinzaglio e portata al processo in ceppi, e ai minorenni seviziati nelle celle dell’istituto Beccaria di Milano è una affermazione, precisa e inesorabile, che già si trova nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 e che recita così: “Nessun individuo potrà essere sottoposto a (trattamenti) inumani o degradanti”.
di Gabriele Di Luca
Corriere dell’Alto Adige, 7 maggio 2024
In genere chi pensa al carcere lo mette esclusivamente in relazione al concetto di “perdita della libertà”. Ci si immagina, insomma, che la punizione consista solo in questo, senza farci supporre l’esistenza di ulteriori “torture”. Si tratta, purtroppo, di una credenza assai ingenua, dato che condizioni equiparabili a vari tipi di tortura sono tutt’ora presenti all’interno delle carceri (non solo italiane, anche se l’Italia figura sempre agli ultimi posti nelle valutazioni internazionali dedicate).
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 7 maggio 2024
Le immagini dell’arresto di Matteo Falcinelli, avvenuto a Miami nello scorso di mese di febbraio, non lasciamo dubbi sui metodi brutali della polizia statunitense. Il giovane, originario di Spoleto, è stato arrestato all’esterno di uno street club, dopo aver avuto una discussione con i gestori del locale in merito ad un conto eccessivamente salato, contestato da Falcinelli. Allontanato dal locale, il Dean’s Gold, il nostro connazionale ha cercato di informare la polizia su quanto successo e di avere spiegazioni anche in merito alla sparizione temporanea dei suoi due smartphone. A nulla, a quanto pare, è servito il tentativo di chiarimento. Le bodycam in dotazione ai poliziotti registrano il momento in cui Falcinelli viene ammanettato all’esterno del club. Si nota subito l’uso immotivato e sproporzionato della forza: il giovane viene sbattuto a terra violentemente con il volto premuto sull’asfalto. Una posizione che gli provoca le prime escoriazioni. Nei verbali della polizia si sostiene che Falcinelli abbia spinto e toccato i poliziotti. La prima di una serie di incongruenze che le indagini dovranno chiarire. Le registrazioni non documentano nessun contatto fisico. Inoltre, le bodycam vengono tenute accese anche quando il giovane, iscritto ad un master della Florida International University, viene condotto nella stazione di polizia di North Miami Beach. Qui le scene si fanno ancora più violente tanto da indurre la madre di Falcinelli a parlare di tortura. Matteo viene di nuovo messo a terra, manette ai polsi, con una tecnica simile all’incaprettamento, già proibita da diverso tempo in alcuni Stati, compresa la California, perché può provocare la morte della persona arrestata. Mani e piedi sono legate dietro la schiena. Nelle immagini Matteo Falcinelli si lamenta per il dolore e chiede di essere liberato. Saranno le indagini richieste dalla famiglia del 25enne a chiarire tutti i contorni della vicenda, che, comunque, non può giustificare il trattamento riservato allo studente umbro e che continua a gettare ombre sui comportanti violenti della polizia. Negli Stati Uniti, “culla delle libertà”, si registrano spesso episodi di persone maltrattate durante i controlli e gli arresti da parte della polizia con la violazione dei più elementari diritti riconosciuti ad ogni persona e che si rinvengono a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
di Tonio Pillonca
L’Unione Sarda, 6 maggio 2024
I penitenziari scoppiano, in carcere i detenuti si uccidono e le aggressioni al personale della polizia penitenziaria, anche in Sardegna, sono più o meno all’ordine del giorno. Molte prigioni italiane si rivelano autentiche polveriere e all’orizzonte non si vedono soluzioni per uscire dal tunnel di un’emergenza senza fine. L’ultimo rapporto di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale nata alla fine degli anni ottanta, è denso di numeri e riflessioni che fanno rabbrividire.
- Suicidi in carcere nel 2024: ad oggi sono 35 i detenuti che si sono tolti la vita
- Meloni ora teme lo scontro con i giudici: tempi lunghi per le carriere separate
- Toghe allo scontro con Nordio: “I politici controlleranno i pm”
- L’Alta corte spaventa i magistrati ma è stata proposta anche dal Pd
- “Oggi sanzioni ridicole o tenute nascoste. Un organismo serio tenga fuori le toghe”










