Il Dubbio, 28 aprile 2024
La missiva di un detenuto resa pubblica dall’associazione Nessuno Tocchi Caino: “Questo sciopero è un atto di estrema necessità per protestare contro le condizioni disumane in cui noi detenuti siamo costretti a vivere. Le condizioni delle carceri, già difficili, sono diventate ormai insostenibili e non mostrano alcun segno di miglioramento”.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 28 aprile 2024
Arrivano al minorile Beccaria gli annunciati rinforzi di organico dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto di 13 agenti. E, dal 6 maggio, ci sarà un cambio al vertice: non c’è più la comandante Manuela Federico, al suo posto verrà trasferito l’attuale vicecomandante di Bollate, Daniele Alborghetti. Il suo è un nome noto alle cronache perché nel 2018, quando guidava gli agenti a Monza, finì ai domiciliari per corruzione e turbativa d’asta per gli appalti sull’installazione delle macchinette per bibite e sigarette. Condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi di carcere, è stato poi assolto definitivamente. A marzo di quest’anno Alborghetti aveva proclamato uno sciopero della fame definendosi “rovinato” dall’inchiesta giudiziaria e invocando un incontro col ministro della Giustizia Carlo Nordio. Stando a quanto spiegato da fonti penitenziarie, la Federico, non indagata dalla Procura, era stata assegnata temporaneamente all’incarico dall’Ufficio di esecuzione penale esterna, e non aveva una “scadenza”.
di Roberto Davide Papini
La Nazione, 28 aprile 2024
L’associazione “Nessuno tocchi Caino” è entrata nella prigione fiorentina. Il segretario D’Elia: “Sembra di essere sul set di un film apocalittico”. “A volte c’è chi dice che un detenuto è irredimibile, irrecuperabile. Nel caso di Sollicciano è la struttura detentiva a essere irredimibile, non si può riformare, va chiusa”. Sergio D’Elia, segretario dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” commenta così la situazione del carcere fiorentino al termine della visita di ieri assieme a Massimiliano Chiuchiolo dell’Osservatorio nazionale dell’Unione camere penali.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 28 aprile 2024
Parla la provveditrice delle carceri campane Lucia Castellano dopo l’arresto dell’agente di Polizia penitenziaria trovato in possesso di oltre 4 chili di droga e diversi cellulari destinati ai detenuti: “Riferirò del caso al ministro Nordio, ma il penitenziario è sovraffollato”. “L’agente infedele mette in pericolo i suoi colleghi, prima ancora dei detenuti. In tale situazione, con agenti collusi si rende complicata la gestione dell’istituto. Si pensi, ad esempio, a un detenuto che fa uso di droga e va in astinenza, quindi può creare episodi di aggressione”.
di Alfio Sciacca
Corriere della Sera, 28 aprile 2024
Nel Rems di Genova Prà: “Niente celle o serrature, cura e dignità prima di tutto”. Il “killer delle fidanzate” che dopo 16 anni in carcere per l’omicidio di Antonella Multari ne trascorrerà altri 6 e mezzo nella struttura di accoglienza. Il momento migliore è al tramonto. C’è sempre qualcuno che sistema la sedia davanti all’enorme grata che restituisce il cielo a scacchi e si gode il panorama. Non ci fosse quella barriera sembrerebbe un giardino pensile che guarda il golfo di Genova. Un panorama che ha il sapore della libertà. Forse per questo è uno degli angoli più ambiti.
di Iacopo Scaramuzzi
La Repubblica, 28 aprile 2024
Il Papa a Venezia, visita il carcere femminile della Giudecca: “Nessuno deve togliere la dignità alle persone”. Il suo elicottero è atterrato direttamente nel cortile interno del carcere femminile sull’isola della Giudecca: papa Francesco è giunto poco prima delle otto a Venezia, per visitare il padiglione della Santa Sede nell’istituto di pena, e per prima cosa ha voluto incontrare le detenute.
di Giorgia Zanierato
Corriere del Veneto, 28 aprile 2024
L’emozione delle donne in attesa del pontefice. “In questi giorni tra le 82 detenute che incontreranno Francesco - racconta la presidente dell’associazione Granello di senape Maria Voltolina - si respira grande fibrillazione, mista a una vena di timore. Sanno quanto siano ferree le misure di sicurezza e credono non avranno modo di entrare in contatto con il Papa, anche perché il tempo è poco”.
di Roberta Barbi
L’Osservatore Romano, 28 aprile 2024
Il cappellano del carcere femminile della Giudecca che ospita la mostra “Con i miei occhi”. Sono quattro detenute in misura alternativa a fare da guida al visitatore curioso che con i suoi occhi va alla scoperta delle opere d’arte e le performance che riserva il Padiglione della Santa Sede alla Biennale d’arte di Venezia, che fino al 24 novembre sarà inserito in un contesto particolare come quello del carcere femminile sull’isola della Giudecca.
di Remo Bassini*
Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2024
“Quando il carcere si dimostra così disumano da non impedire ad un uomo o ad una donna di togliersi la vita, non si può lasciare il lutto alla dimensione personale della vittima, non si può pensare che la perdita sia una questione da relegare alla sfera degli affetti o alle persone sensibili ai temi dei diritti umani. La Costituzione è stata tradita e questo riguarda tutti noi! Questo vorrei che passasse come messaggio, che il carcere ci riguarda, riguarda tutti” scrive la senatrice Ilaria Cucchi nella prefazione del libro di Carlo Barbieri, “Al di là delle sbarre, al di qua del muro”, Golem Edizioni.
di Davide Varì
Il Dubbio, 28 aprile 2024
Bergoglio, per ribadire la condanna alla guerra, ha intonato alcuni versi di una canzone imparata dal nonno piemontese al fronte. Una satira contro il generale Luigi Cardona, responsabile di aver mandato a morire centinaia di migliaia di giovani soldati in guerra. Non è una novità vedere papa Francesco in versione antimilitarista. Ieri mattina la scena si è ripetuta.
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