laguida.it, 25 aprile 2024
Le pagnotte prodotte nei laboratori nelle carceri di Cuneo e Fossano che non corrisponderanno alle forme richieste per il commercio, verranno donate nei ristoranti dei soci della cooperativa. Non tutte le ciambelle vengono col buco, ma comunque sono buone. Con questo proverbio un po’ rivisitato si potrebbe riassumere la nuova iniziativa che la società cooperativa sociale Panatè lancerà in anteprima nel mese di maggio con un duplice appuntamento: sabato 4 alle 10.30 presso l’Open Baladin di Cuneo, in piazza Foro Boario, e sabato 11 maggio, sempre alle 10.30, nel ristorante di Mondovì “Mondofood”, sito in piazza della Repubblica 5.
di Marco Erba*
Avvenire, 25 aprile 2024
“Ho letto gli articoli sul carcere Beccaria con tanto dolore”. Così mi ha scritto Donata Posante, Direttore della Casa Circondariale di Piazza Armerina, nel cuore della Sicilia. Donata è una persona piena di luce, che ho avuto modo di incontrare pochissimi giorni fa, quando, come scrittore, sono stato invitato in quel carcere da una educatrice, che con un gruppo di detenuti aveva letto uno dei miei romanzi. La prima volta che ero stato a Piazza Armerina ci ero andato per visitare la celebre Villa romana del Casale, con i suoi strepitosi mosaici, tra i più belli al mondo. Allora non immaginavo nemmeno lontanamente che sarei tornato lì non per visitare le bellezze della Sicilia, ma per entrare in un luogo dove le persone sono recluse.
di Sofia Coletti
La Nazione, 25 aprile 2024
Lo spettacolo di Vittoria Corallo al carcere di Capanne e al Morlacchi. Coinvolti gli studenti. Riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza. Si gioca in queste parole chiave il senso e il valore più profondo del progetto “Per Aspera ad Astra” promosso da Acri (Associazione nazionale delle fondazioni di origine bancaria), realizzato con il sostegno di Fondazione Perugia e prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria. Il risultato, frutto di un appassionato laboratorio con i detenuti di Capanne, è lo spettacolo “La popola del futuro ama” diretto da Vittoria Corallo, in scena giovedì 9 maggio alle 18 nella Casa Circondariale di Capanne e lunedì 13 maggio alle 19 al Morlacchi.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 25 aprile 2024
È fascista la xenofobia, è fascista la moltiplicazione dei reati e delle pene, sono fascisti il 41bis e l’ergastolo: perché ogni volta che vengono compiuti atti fascisti in Italia la stampa, i partiti e gli intellettuali non si alzano in piedi per denunciare? Per me l’antifascismo è il contrario del fascismo. Cioè è lotta contro la xenofobia, il giustizialismo, il securitarismo.
di Pasquale Pugliese*
Il Fatto Quotidiano, 25 aprile 2024
La foto vincitrice del World Press Photo Contest del 2024, scattata nella striscia di Gaza dal fotografo dell’agenzia Reuters Mohammed Salem, mostra una donna palestinese che abbraccia una bambina morta - sua nipote, uccisa insieme alla mamma e alla sorella dai bombardamenti israeliani - avvolta in un sudario. Si tratta di una foto che si inserisce nella storia delle immagini di guerra, sulle quali è necessario farsi ancora le domande fondamentali che si è posta Susan Sontag davanti al dolore degli altri: “Si sarebbe potuto evitare? Abbiamo finora accettato uno stato delle cose che andrebbe invece messo in discussione? Sono queste le domande la porsi, nella piena consapevolezza che lo sdegno morale, al pari della compassione non è sufficiente a dettare una linea di condotta” (Davanti al dolore degli altri, 2021).
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 25 aprile 2024
Precedente pericoloso. Entro tre mesi il governo conservatore britannico di Rishi Sunak inizierà le deportazioni in Ruanda dei richiedenti asilo arrivati illegalmente nel Regno Unito dopo il 2022. I cargo sono pronti a lavorare tutta l’estate per “trasferire” 2.220 persone nel cuore dell’Africa. La notizia, arrivata dopo l’ennesimo naufragio nella Manica sulle coste francesi costata la vita a cinque persone, svela la versione 2024 del famoso piano Ruanda, più volte presentato in Parlamento e bocciato lo scorso novembre dalla Suprema corte per gli sfregi al diritto internazionale. Perché i profughi verranno espulsi nei Grandi Laghi in pratica prima che vengano esaminate le richieste d’asilo. Infatti, avranno solo una settimana di preavviso sulla deportazione e cinque giorni per presentare eventuale ricorso, tempi troppo stretti.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 25 aprile 2024
“Difendersi dall’aggressione di Hamas è un dovere. Difendersi dall’esistenza stessa del popolo palestinese è un crimine contro l’umanità. L’assumere criteri avvocateschi e corporativi a protezione acritica da ogni critica è il maggior contributo che gli ebrei possano dare all’antisemitismo”. Intervista a Stefano Levi Della Torre, saggista, critico d’arte, che è tra le figure più autorevoli, sul piano culturale e per il coraggio delle sue posizioni, dell’ebraismo italiano.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 24 aprile 2024
Gentile dottor Russo, il ministro della Giustizia il 27 marzo al Question Time alla Camera ha comunicato che è stato istituito un Gruppo di lavoro multidisciplinare per studiare le modalità di attuazione dei colloqui intimi delle persone detenute con la persona convivente non detenuta, che la sentenza 10/2024 della Corte Costituzionale ha reso possibili, anzi necessari. Quando, come Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, l’abbiamo incontrata online il 16 febbraio, abbiamo sostenuto con forza che il primo tema che ci sta a cuore è la tutela degli affetti, che decliniamo in particolare con gli obiettivi della liberalizzazione delle telefonate e della messa a regime dei colloqui intimi, sottolineando l’urgenza di garantire questo diritto e chiedendo di essere chiamati a far parte del Gruppo di lavoro che dovrà occuparsi di questa questione.
di Liliana Milella
La Repubblica, 24 aprile 2024
Acqua gelata dal Guardasigilli sul ddl Giachetti: 60 anziché 45 giorni di sconto di pena se c’è la buona condotta del detenuto. Contro Lega e FdI. A favore Fi. Ma prevale il rinvio per non affondare definitivamente la proposta. Nordio affonda politicamente la “liberazione anticipata speciale”. E cioè la proposta Giachetti, 60 anziché 45 giorni di sconto di pena ogni sei mesi passati in cella. “Può suonare come una resa da parte dello Stato” dice durante un dibattito organizzato da Radio carcere e Radio radicale dal titolo “Senza dignità” che, per un caso, cade proprio dopo lo scandalo degli agenti picchiatori del Beccaria di Milano. In sala c’è il presidente delle Camere penali Francesco Petrelli che dopo un minuto replica “invece i 33 suicidi nei primi mesi di quest’anno come potrebbero essere qualificati?”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 aprile 2024
Il Guardasigilli al convegno “Senza dignità”. “Dobbiamo superare il sistema carcerocentrico e il sovraffollamento, che è fonte di suicidi. Le soluzioni? Non di certo una amnistia, che rappresenta un fallimento dello Stato e verrebbe negativamente compresa dai cittadini. Quello che occorrerà fare è limitare la carcerazione preventiva ed intervenire nei confronti di quelle persone condannate per reati minori e vicine al fine pena e per i tossicodipendenti. Come? Rimodulando e affievolendo la detenzione, facendole ospitare dalle comunità, molte delle quali si sono rese già disponibili”: questo quanto annunciato ieri dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio al convegno “Senza dignità” organizzato all’Università Roma Tre da Radio Radicale e Radio Carcere. Ha escluso invece la soluzione sulla liberazione anticipata in discussione alla Camera ed elaborata dall’onorevole di Italia Viva Roberto Giachetti: “Una liberazione anticipata lineare può sembrare come già detto una resa dello Stato, sarebbe meglio se la deflazione, anche per numeri maggiori di detenuti, avvenisse con una detenzione alternativa”. Su questo punto via Arenula sta lavorando ma ancora non si conosce lo strumento normativo. In realtà la proposta di Giachetti non prevede un automatismo ma la valutazione del magistrato di sorveglianza. Il Guardasigilli ha poi spiegato: “Costruire nuove carceri è molto difficile. Ora stiamo studiando per utilizzare molti padiglioni non utilizzati all’interno del carcere per i detenuti e spazi di lavoro”.
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