di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 aprile 2024
Le critiche del magistrato, in commissione Giustizia, alla proposta di legge sulla liberazione anticipata sono sconfessate dagli effetti del decreto Cancellieri per decongestionare le carceri dopo la sentenza Torreggiani. Sentito in audizione presso la commissione Giustizia, per volere del Movimento Cinquestelle il magistrato Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto di Catania, ha affermato sostanzialmente due questioni in merito alla proposta di legge sulla liberazione anticipata: si tratta di un provvedimento finalizzato a lanciare dei messaggi ai detenuti potenti (poi - grazie alla domanda posta da Roberto Giachetti, il promotore della legge - ha dovuto precisare che non si riferiva a messaggi verso i mafiosi) e che soprattutto è una norma che di fatto regala la libertà a chi si è macchiato di reati con pena elevata.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 18 aprile 2024
“Il numero delle denunce non è il solo indicatore affidabile”, dichiara Andrea Ostellari, Sottosegretario leghista alla Giustizia, commentando le statistiche del ministero dell’Interno, confluite in un recente rapporto dell’Eurispes, che descrivono un loro calo pari a circa il 24 percento nell’ultimo decennio. “Abbiamo 61.000 detenuti e 120.000 soggetti in misura alternativa. Una cifra spropositata che dimostra anzitutto e al di là del numero delle denunce, che le condanne, e quindi i reati effettivi, sono esponenzialmente aumentati”.
di Angela Stella
L’Unità, 18 aprile 2024
Primo in classifica il distretto di Reggio Calabria con oltre 8 milioni sborsati. Sette in totale le azioni disciplinari verso le toghe, tutte ancora in corso. I dati della relazione al Parlamento su misure cautelari e ingiusta detenzione. Pubblicata con due mesi e mezzo di ritardo rispetto al 31 gennaio la Relazione al Parlamento relativa alla “Misure Cautelari Personali e Riparazione per Ingiusta Detenzione” riferita all’anno 2023. Nel 2015 fu un emendamento dell’onorevole di Azione Enrico Costa ad introdurre il monitoraggio parlamentare anche sul ricorso alla custodia cautelare. Va sottolineato che come sempre non tutti gli uffici giudiziari hanno inviato i dati richiesti: “La percentuale di risposta dei Tribunali (sezioni GIP e sezioni dibattimentali) interessati al monitoraggio è stata dell’89%”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 aprile 2024
Con una media di circa mille casi l’anno, la relazione del ministro Nordio conferma il trend degli errori giudiziari in Italia. Ma nessuna toga viene punita. La sintesi politica non poteva non farla il responsabile giustizia di Azione, Enrico Costa: “A tutti quegli esponenti della maggioranza che si lamentano che il magistrato che sbaglia non paga mai, consiglierei di leggere la relazione del Ministero della Giustizia sulle misure cautelari e sull’ingiusta detenzione da cui emerge la totale l’inerzia in via Arenula”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 18 aprile 2024
Non è difficile delineare - per sommi capi, s’intende - quali idee di giustizia penale debbano entrare necessariamente nel bagaglio di una “lobby riformista” quale ambisce ad essere Il Riformista. Diritto penale liberale e giusto processo, ecco la traccia sicura della risposta a quella domanda. Qualche anno fa, l’Unione delle Camere Penali ha raccolto studiosi insigni del diritto penale sostanziale e del diritto processuale, per definire con rigore scientifico il perimetro ed i contenuti di quei due principi.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 18 aprile 2024
L’abbiamo visto anche ieri, in un’inchiesta che riguardava la Sicilia. E prima ancora in Puglia e poi in Piemonte. Le immagini che ci rimandano le tv hanno una volta il timbro dei carabinieri, un’altra quello della guardia di finanza. Sono sempre le stesse, auto che corrono a sirene spiegate, “malviventi” che escono dai “covi” con i polsi in manette. Il blitz è servito per il voyeurismo collettivo. Poi la voce del cronista dice che dalle carte dell’inchiesta “spunta” il nome del politico. Non importa che sia indagato, ma quando lo è, provvede il procuratore nella conferenza stampa a spiegare, attorniato dalle alte uniformi dei diversi corpi dello Stato, che esiste una “zona grigia” che mette in contatto le mafie e le varie organizzazioni criminali con il mondo della società civile. Il politico è la cerniera. La gogna è sicura. La faccia sporca del processo mediatico.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 18 aprile 2024
Dopo 5 mesi, ancora manca il giudice che deve subentrare all’ex presidente Sciarra. Dietro questo ritardo del Parlamento la logica dello spoils system e la tentazione della maggioranza di fare “en plein” eleggendo tra qualche mese non uno ma ben quattro giudici. Una frode alla Carta che va denunciata e respinta.
di Ferruccio Pinotti
Corriere della Sera, 18 aprile 2024
Gli avvocati: ha bisogno di lasciare il carcere. Ventidue evasioni alle spalle, in contatto con l’editore Giangiacomo Feltrinelli che voleva convincerlo a fare della Sardegna una nuova Cuba, aveva ricevuto la grazia dal presidente Ciampi. Una delle sue legali: “Ricoverato a Opera, ma ha varie patologi e bisogno di misure alternative”. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha disposto una perizia psichiatrica sulle condizioni di salute di Graziano Mesina, 82 anni dopo una nuova richiesta di scarcerazione sollecitata dalle due avvocate dell’ex primula rossa, Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier, secondo le quali l’anziano detenuto nel carcere di Opera presenterebbe “un decadimento neuro cognitivo e neuropsichiatrico, che potrebbe essere il principio di un problema di demenza senile”. La perizia è stata affidata al professore all’Università degli Studi di Milano Stefano Zago e al dottor Lorenzo Lorusso direttore del reparto di Neurologia di Merate. La notizia è stata confermata al Corriere della Sera dalla avvocatessa Vernier. I carabinieri di Nuoro avrebbero già vagliato con i familiari la disponibilità ad accoglierlo nella loro casa di Orgosolo. Non è la prima richiesta di scarcerazione presentata negli ultimi due anni e mezzo di detenzione di Mesina: nel marzo 2023 il tribunale di sorveglianza di Sassari aveva rigettato una prima istanza avanzata dalle due avvocatesse per le precarie condizioni di salute di Mesina. L’ex primula rossa era stato catturato nel dicembre del 2021 a Desulo dopo un anno e mezzo di latitanza. Si era dato alla macchia il 2 luglio 2020 poco prima che i carabinieri bussassero nella sua casa di Orgosolo per notificargli la sentenza definitiva della Cassazione a 30 anni di carcere (poi ricalcolati in 24) per associazione a delinquere. Nel luglio del 2022 era stato trasferito dal carcere nuorese di Badu e Carros, dove era rinchiuso a seguito della cattura, al carcere di Opera.
Il Giorno, 18 aprile 2024
Nazim Mordjane, 32 anni, ha inalato il gas di una bomboletta da campeggio. È morto in carcere a Como, inalando il gas di una bomboletta da campeggio il detenuto che, il 21 settembre dello scorso anno era evaso dall’ospedale San Paolo lanciandosi da una finestra e provocando il grave ferimento di un agente di polizia che tentava di bloccarlo. A darne notizia è il sindacato penitenziario Uilpa, che precisa che “con ogni probabilità” si è suicidato.
Ristretti Orizzonti, 18 aprile 2024
Mobilitazione della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali in tutta Italia. Anastasìa: “Servono risposte urgenti, ha detto il mese scorso il presidente della Repubblica, e noi oggi con lui. “Oggi, a Roma, anticipando l’appuntamento di domani della Conferenza dei garanti territoriali e una analoga iniziativa della Camera penale di Roma, abbiamo letto i nomi dei morti in carcere e di carcere del 2024, compresi quelli di quattro poliziotti che si sono tolti la vita. Servono risposte urgenti, ha detto il mese scorso il presidente della Repubblica, e noi oggi con lui”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, al termine della manifestazione che si è svolta oggi a Roma davanti al carcere di regina Coeli. “Trenta suicidi in tre mesi e più di 61mila detenuti - prosegue Anastasìa -Nel Lazio abbiamo un sovraffollamento del 142%, 6731 detenuti per 4742 posti: 2000 in eccesso. A Regina Coeli, oggi, c’erano 1150 detenuti per 628 posti, praticamente il doppio. Va bene la promozione del lavoro per i detenuti di cui si è discusso ieri al Cnel, ma se i numeri non cambiano, il lavoro sarà un premio per pochi”.
- Cagliari. “Troppi detenuti con problemi di dipendenza o disturbi psichiatrici”
- Cosenza. “Questo carcere è una pena di morte”
- Padova. Il Garante dei detenuti: “Il carcere non può più essere una discarica sociale”
- Torino. “Si fermino i suicidi in cella”, incontro alle Nuove
- Aosta. Suicidi in carcere, intervenire con la massima urgenza










