di Cristina Bassi
Il Giornale, 9 aprile 2024
Intervista a don Gino Rigoldi. Lo storico cappellano lascia dopo mezzo secolo l’incarico all’interno dell’istituto penale minorile. “Quanti ragazzi ho salvato? Non so, ma quando visito le carceri per adulti dei miei ne incontro pochi”. “In 50 anni come cappellano del Beccaria avrò visto passare 50mila ragazzi. E da loro non ho mai ricevuto un “vaffanculo”. Detto da chi, come don Gino Rigoldi, ha trascorso una vita tra minorenni detenuti e pregiudicati, molti con problemi di dipendenze e anche psicologici, è un mezzo miracolo.
di Luca Senesi
Corriere Adriatico, 9 aprile 2024
L’assessore Pandolfi: “Progetti di sostegno: 30mila euro per i minori, 50 a favore degli adulti”. L’Ambito Territoriale Sociale 1 mette in campo oltre 77mila euro per progetti di inclusione e inserimento di minori e adulti soggetti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. “Un contesto - spiega Luca Pandolfi, presidente del comitato dei sindaci dell’ATs1 e assessore alla Solidarietà di Pesaro - su cui è opportuno e doveroso investire, come istituzioni, per tentare di tutelare il diritto sancito dall’articolo 27 della Costituzione alla rieducazione e recupero del detenuto”.
baritoday.it, 9 aprile 2024
Cinque i vincitori del bando che si occuperanno di supportare gli studenti del ‘Polo Universitario Penitenziario’: opereranno negli istituti penitenziari di Bari, Trani, Taranto, Turi e presso l’Istituto penale minorile di Potenza. Varcheranno le soglie delle strutture penitenziarie per aiutare nelle attività di studio i detenuti iscritti a corsi di laurea universitari. Sono i cinque tutor vincitori del bando dell’Università di Bari ‘Aldo Moro’ per il supporto a studenti del Polo Universitario Penitenziario (PUP). Un’esperienza che da circa tre anni offre ai detenuti la possibilità di accedere ai corsi di laurea universitari in Puglia, negli istituti penitenziari di Bari, Trani, Taranto, Turi e presso l’Istituto penale minorile di Potenza.
comune.modena.it, 9 aprile 2024
Le esperienze del carcere di S. Anna nel convegno di giovedì 11 aprile. Già cento gli iscritti all’evento organizzato dalla Garante diritti persone senza libertà del Comune. Una giornata dedicata al trattamento in carcere dei cosiddetti “sex offender”, ovvero persone che hanno commesso reati a sfondo sessuale. Intervengono all’incontro docenti, giuristi, criminologi, psicologi, operatori penitenziari e dei diritti dei detenuti, per dialogare e confrontarsi a partire, soprattutto, dalle esperienze della Casa circondariale S. Anna di Modena.
di Alessia Ciccotti
csvnet.it, 9 aprile 2024
A Treviso è ripartito il progetto “Voci di dentro, voci di fuori” che da 21 anni fa incontrare ragazzi delle scuole superiori e loro coetanei nel carcere minorile. Ora, oltre 40 giovani svolgeranno attività di volontariato doposcuola offerto ai ragazzi detenuti. Promosso da Csv Belluno Treviso, con l’Ufficio scolastico territoriale e altre realtà locali. Incontri faccia a faccia, che permettono ai giovani coinvolti di lavorare su aspetti importanti del vivere nel mondo con gli altri (quali il riconoscimento dell’alterità, una maggiore consapevolezza di sé e il rafforzamento della propria identità), e del vivere in un contesto sociale più ampio, contribuendo a promuovere il senso di cittadinanza attiva che si esplica anche attraverso l’educazione alla legalità. Il progetto è portato avanti da 21 anni dal Csv Belluno Treviso, con la partnership dell’Ufficio scolastico territoriale ambito di Treviso e dell’IPM, con il supporto del C.P.I.A. di Treviso e delle associazioni NATs per… Odv, Amnesty International, La Prima Pietra, Fondazione PIME Onlus, Mani Tese, Fondazione Caritas Treviso.
L’Unità, 9 aprile 2024
Pubblichiamo un estratto del libro “No Cpr, Non ci potete rinchiudere. La vergogna italiana dei lager per immigrati”, a cura di Yasmine Accardo e Stefano Galieni (autori vari) ed. Left. Dal Cpr di Caltanissetta: “Qui dentro con la gabbia alta 10 metri io che sto in Italia da dieci anni e mezzo, ho due figli italiani, sono laureato e parlo 4 lingue. Rimpatriano a casaccio.
di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 9 aprile 2024
“Rispetto le posizioni della Chiesa. Ma difendo l’eutanasia con ancora più convinzione”. Emma Bonino, la Santa Sede ha pubblicato la dichiarazione del prefetto Fernandez responsabile ex Sant’Uffizio, approvata dal Papa, che abbraccia a vasto raggio temi bioetici e sociali. Che significato ha per lei?
di Giulia D’Aleo
La Repubblica, 9 aprile 2024
“Tenerci confinati nei Campi conviene alla politica”. La denuncia di Ervin Bajrami, attivista per il movimento transnazionale Kethane: “Su 180mila persone rom e sinti censite in Italia se ne vedono 40 rubare e occupare casa e l’idea è che siano tutti così”. Per anni Ervin Bajrami ha continuato a nascondersi ogni volta che sentiva il rumore di un aereo: “Pensavo venissero a bombardare casa mia”, racconta. Quando è fuggito dalla guerra del Kosovo con la sua famiglia aveva solo otto anni. Poi, arrivato in Italia, è diventato spettatore e oggetto dei pregiudizi e delle discriminazioni riservati alle persone rom nel nostro Paese.
di Daniela Piana
Il Dubbio, 9 aprile 2024
Le foto apparse negli ultimi giorni sui media nel mondo ritraggono e riflettono con la forza e la immediatezza del linguaggio visivo le piazze riempite di gesti di dissenso, di protesta, di tensione fra la cittadinanza e le istituzioni che detengono potere. La persistenza di forme di governo che non rispondono ai principi dello Stato di diritto e che invece che governare nel rispetto e nel vincolo della supremazia della regola del diritto governano con la supremazia sulla regola del diritto e così facendo escono ipso facto dal perimetro di una possibile forma di legittimazione democratica è un tratto del nostro tempo su cui si sono spesi gli attori internazionali anche suffragati da regolari, solidi, e condivisi esercizi di monitoraggio di dati e fenomeni sociopolitici.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 9 aprile 2024
Il più “vecchio” prigioniero politico, 38 anni dietro le sbarre. Membro del Pflp, in carcere ha scritto romanzi e saggi, diventando uno dei più noti intellettuali palestinesi. La figlia di 4 anni, concepita di “contrabbando”, è già nei registri dei servizi israeliani. Amnesty: “La sua morte è un crudele promemoria della sistematica incuria medica israeliana”. Walid Daqqa ha trascorso quasi due terzi della sua esistenza in carcere eppure di vite ne ha avute tante. Palestinese cittadino israeliano originario di Baqa al-Gharbiyye, membro del Fronte popolare, prigioniero politico, padre, intellettuale. È morto domenica in un carcere israeliano a 63 anni.
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