leccotoday.it, 8 aprile 2024
Venerdì 12 aprile incontro in corso Martiri con Alice Montalbetti della Cellula Coscioni: “Nel penitenziario di Pescarenico il 50% dei detenuti sconta pene per spaccio o uso di sostanze stupefacenti”. Legalizzare la cannabis? Venerdì 12 aprile dalle 18.30 si terrà un incontro allo spazio di Sinistra Italiana Lecco in corso Martiri 152 a Lecco per discutere di cannabis e della proposta di iniziativa popolare ‘Io coltivo’ promossa da Meglio Legale, a cui hanno aderito molte realtà tra cui l’Associazione Luca Coscioni.
corriereirpinia.it, 8 aprile 2024
Sarà presentato l’8 aprile, alle 16,30, presso l’Episcopio di Avellino il volume “Senza colpe. Bimbi in carcere” di Paolo Siani. Interverranno Paolo Siani, Samuele Ciambriello, Elena Cimmino, Lorenzo Savignano, Livio Petitto. A portare i saluti il vicario don Pasquale Iannuzzi. A partecipare all’incontro Niccolà Capone, Nicolas Cipriano, Giuseppina Fioravanti, Alex Fioravanti, Martina Stella Lombardi, Vincenzo Parziale.
di Lucrezia Ferrà*
elbareport.it, 8 aprile 2024
Martedì 16 aprile alle ore 10.00 presso la Sala della Gran Guardia di Portoferraio si svolgerà l’evento dal titolo “Oltre il carcere: il lavoro come ponte per l’inclusione. Opportunità e prospettive per le aziende e il territorio dell’isola d’Elba” con l’obiettivo di sostenere nel territorio dell’Elba la riflessione sull’importanza dei percorsi di inserimento lavorativo nel processo di inclusione sociale delle persone detenute, del ruolo fondamentale che le aziende hanno e delle possibilità che possono aprirsi sul territorio per conciliare sviluppo ed inclusione.
monzatoday.it, 8 aprile 2024
Daniel Zaccaro ha 32 anni, è cresciuto a Milano nel quartiere popolare di Quarto Oggiaro e da ragazzino era il bullo della scuola. Un bullo cresciuto tra strada e brutte compagnie che lo hanno portato fino al carcere Beccaria di Milano. Ma quel ragazzino che agli occhi dei più appariva come un ragazzo con un futuro già segnato è stato “salvato” da don Claudio, cappellano del carcere, è stato affidato a una comunità e non solo è riuscito a riscattarsi ma adesso va nelle scuole e negli oratori a parlare ai ragazzi, ma anche ai loro genitori e agli educatori.
di Pierfrancesco Albanese
La Repubblica, 8 aprile 2024
Il report shock dopo la condanna della Corte europea dei diritti umani. Lo studio è stato condotto dal Jean Monnet Lab dell’Università di Bari fra i mesi di marzo e luglio dello scorso anno. Nel novembre 2023 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia per il trattenimento di 13 minori non accompagnati nella struttura tarantina.
di Milena Gabanelli e Simona Ravizza
Corriere della Sera, 8 aprile 2024
Qualcuno ricorda il Cara di Mineo? Originariamente si chiamava “Residence degli Aranci”, a 50 km da Catania, con 404 abitazioni di 160 metri quadrati ciascuna, dotate di 3-4 camere da letto e fino a 3 bagni. Era stato costruito dalla società Pizzarotti, una delle principali imprese di settore italiane, per le famiglie dei marines di stanza alla base americana di Sigonella. Nel 2011, scaduto il contratto di affitto, l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’Interno Roberto Maroni, lo hanno ribattezzato “Residence della solidarietà”, per dare una collocazione alle migliaia di migranti accalcati sull’isola di Lampedusa. Così il 2 marzo 2011 viene requisito dal prefetto Giuseppe Caruso (qui pag. 11), trasformato in un centro per richiedenti asilo, e la gestione affidata al consorzio Sol. Calatino Terra d’Accoglienza, ente pubblico formato da un raggruppamento di comuni del comprensorio.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 8 aprile 2024
Un voto eretico che scuote la “chiesa della proibizione”. A Vienna approvata la risoluzione che per la prima volta ha introdotto la riduzione del danno nel linguaggio delle delegazioni degli stati membri delle tre convenzioni sulle droghe. Svolta anche da parte degli Usa. Si apre la strada delle riforme? “Un piccolo numero di Stati sta utilizzando il nostro processo decisionale basato sul consenso per tenere in ostaggio la CND mettendo i propri interessi nazionali al di sopra degli obiettivi collettivi di questa Commissione.” Queste le parole del vice Capo Missione degli USA a Vienna, Howard Solomon, poco prima che la Commission on Narcotic Drugs dell’ONU (CND) votasse la risoluzione che per la prima volta ha introdotto la riduzione del danno nel linguaggio delle delegazioni degli stati membri delle tre convenzioni sulle droghe.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 8 aprile 2024
Dalla Turchia all’Ucraina in guerra, dall’Iran alla Russia alla Bielorussia, vi riportiamo testimonianze che danno la esatta misura di una equazione inesorabile: lì dove la libertà dell’avvocato, e dunque il diritto di difesa del cittadino, è minacciata o negata, lì è in pericolo o è morta la libertà di un Paese. Non vi è nulla di retorico in questa equazione, la cui rigorosa esattezza si è confermata nei secoli, e continua a confermarsi ovunque nel mondo senza soluzione di continuità. Un regime dittatoriale o autarchico, così come una “democratura” (cioè un modello democratico che addirittura rivendica la propria avversione ai principi ed ai valori liberali) che voglia affermarsi e consolidare il proprio potere, deve avere cura di ottenere due obiettivi: conculcare il diritto di difesa dei suoi cittadini, e sottomettere al proprio totale controllo l’autorità giudiziaria. Il percorso che questa settimana potrà fare il nostro lettore, grazie ai contributi autorevoli che gli proponiamo, ne darà piena conferma. E tuttavia, non vorremmo che le esperienze che qui raccontiamo, provenendo da Paesi profondamente e storicamente illiberali, provocassero un improprio effetto rassicurante per noi. Come a dire: ciò che accade in Iran o in Russia, in Bielorussia o nella Turchia islamizzata di Erdogan, non potrà mai accadere in casa nostra.
di Roberto Scaini*
La Stampa, 8 aprile 2024
Mi trovo con Medici Senza Frontiere al sud di Gaza dove dopo diverse difficoltà siamo riusciti ad avviare un programma nutrizionale. Qualche giorno fa, fuori la clinica e mentre parlavo con il mio collega palestinese Sohaib, la mia attenzione è stata catturata da un bimbetto in braccio a sua mamma. La reazione è stata immediata. “Sohaib, quel bambino va visitato, è malnutrito e non è messo molto bene”.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 8 aprile 2024
Le autorità iraniane, come noto, rifiutano di rendere pubblici i dati sulle condanne a morte e sulle esecuzioni, molte delle quali avvengono in segreto. Secondo i calcoli di Amnesty International, lo scorso anno in Iran sono state eseguite 853 condanne alla pena capitale. Per stabilire questo numero, l’organizzazione per i diritti umani ha collaborato strettamente col Centro Abdorrahman Boroumand e ha analizzato informazioni da fonti aperte, come organi di stampa statali e indipendenti e organizzazioni per i diritti umani. Ha anche esaminato i dati raccolti da Iran Human Rights e dal Kurdistan Human Rights Network.
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