di Daria Bignardi
linkiesta.it, 28 marzo 2024
Ogni istituto penitenziario è un microcosmo a sé, ognuno con le sue regole, come se fossero isole separate e distanti tra loro. Lo spiega Daria Bignardi nel suo “Ogni prigione è un’isola”, in libreria per Mondadori. “Il carcere è la cosa più stupida che esista” mi ha detto Michele. Fa l’ispettore di Polizia penitenziaria. L’ho incontrato un giorno di primavera profumato di viburno davanti a un bar a pochi chilometri dall’istituto. Non ha l’autorizzazione per parlarmi, ma il suo comandante garantisce per me. Sono consapevole che il comandante ha scelto di farmi parlare con uno di quelli bravi, ma non mi aspettavo un esordio così radicale. Bevendo un caffè, Michele racconta di essere lucano e di lavorare nella Polizia penitenziaria da trent’anni. “Dopo il servizio militare ho tentato il concorso perché cercavo un posto fisso, come facciamo noi terroni” dice ridacchiando.
di Rita Querze
Corriere della Sera, 28 marzo 2024
I dati Istat dicono che il contrasto alla povertà non sta funzionando: nel 2023 le famiglie in povertà assoluta erano l’8,5% contro l’8,3% nel 2022. Solo le società che producono ricchezza hanno le risorse per farsi carico dei propri poveri. E soprattutto per investire a monte, cercando di chiudere le “fabbriche della povertà” che sfornano disagio a ciclo continuo. Pensiamo all’inadeguatezza, in alcuni contesti, della scuola e della formazione. Siamo il primo Paese in Europa per numero di Neet, cioè di giovani che non studiano né lavorano: investire sulla scuola significa ridurre i poveri del futuro. Certo, poi bisogna pensare a quelli di oggi.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 marzo 2024
Parla Djibril Sylla, venuto in Italia per identificare il corpo del ragazzo che il 4 febbraio scorso si è tolto la vita nella struttura detentiva per migranti alle porte di Roma. Djibril Sylla è arrivato qualche giorno fa in Italia dalla Francia, dove vive, con un compito: riconoscere il corpo del fratello Ousmane. Il 22enne della Guinea che si è tolto la vita nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Ponte Galeria il 4 febbraio scorso. Era sbarcato in Italia a luglio 2023, diversamente da quanto si era pensato nei primi tentativi di ricostruirne la storia. La sua morte ha fatto esplodere una rivolta nella struttura detentiva alle porte della capitale. I pm hanno aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Nei giorni scorsi la famiglia ha nominato dei legali perché vuole vederci chiaro, vuole capire cosa è successo.
di Costantino Cossu
Il Manifesto, 28 marzo 2024
I migranti hanno dato fuoco ai materassi per protestare contro le condizioni inumane all’interno del Centro nel nuorese. Gestito dalla Ekene Onlus, con sede legale in Veneto, versa in condizioni pietose. Nella notte tra domenica e lunedì scorsi, per protesta contro le condizioni di vita inaccettabili, i migranti detenuti nel Cpr di Macomer, in provincia di Nuoro, hanno dato fuoco ai materassi dei letti. L’intervento tempestivo dei Vigili del fuoco ha evitato il peggio. Secondo la prefettura di Nuoro, non ci sono ustionati o intossicati dal fumo. Un’intera ala dell’edificio è inagibile, tanto che per dare alloggio agli ospiti della struttura sono state piazzate alcune tende da campo messe a disposizione dalla Protezione civile, in attesa che le camere vengano rese di nuovo abitabili. Ma sapere come stanno veramente le cose è difficile. C’è una fitta cortina di riservatezza intorno alla vicenda.
Il Manifesto, 28 marzo 2024
Grazie al sostegno della Camera del lavoro della Cgil di Bologna il lavoratore straniero M.S. può finalmente sperare di ottenere un permesso di soggiorno per lavoro, convertendo quello per protezione speciale. Nonostante gli ostacoli del decreto Cutro e delle relative circolari ministeriali che provano a negare questa opportunità. Il sindacato aveva atteso il rigetto da parte della questura della domanda di conversione per poi presentare il ricorso. Il giudice, con una decisione che risale allo scorso 7 marzo, ha sospeso il provvedimento di diniego. Bisognerà attendere la decisione di merito, ma leggendo i riferimenti dell’ordinanza è facile immaginare che la richiesta del lavoratore andrà a buon fine. Tra i principi richiamati dal tribunale il “diritto al rispetto della vita privata in Italia”, che ovviamente sarebbe pregiudicato in caso di rimpatrio. “Stiamo seguendo molte persone che sono in questa condizione. Lavoratori già inseriti in Italia che vogliono restare legalmente nel nostro paese. Continueremo a fare le impugnazioni per far valere i loro diritti, in termini collettivi”, afferma Annamaria Margutti, delegata immigrazione per la Camera del lavoro di Bologna.
di Nello Scavo
Avvenire, 28 marzo 2024
Von der Leyen: “Le attività dell’account rimangono preoccupanti e deplorevoli”. La presidente della Commissione Ue chiede di fare luce. Il ministro Nordio aveva indicato un nome “collegato” a Frontex. “Le attività online dell’account rimangono preoccupanti e deplorevoli”. Se Ursula von der Leyen arriva a usare parole come queste per un profilo twitter, il caso deve essere perfino più serio di quanto si potesse immaginare. Il riferimento è a “@rgowans”, un utente anonimo sulla piattaforma che oggi si chiama “X”, finito sotto inchiesta di almeno un paio di procure italiane e su cui non ha smesso di svolgere approfondimenti la procura di Modena, dopo una iniziale richiesta di archiviazione poi respinta dal giudice delle indagini preliminari che ha ordinato nuove investigazioni.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 28 marzo 2024
Oggi Julian Assange non sarà legato alla poltrona di un aereo diretto negli Usa. Questa è, a caldo, l’unica buona notizia, tutt’altro che scontata. L’Alta corte di Londra, chiamata a dare il via libera all’estradizione di Assange verso una prigione statunitense di massima sicurezza con la prospettiva di non uscirne più, ha ritenuto in parte fondato l’appello della difesa del giornalista. Però, in un verdetto che opportunamente Stefania Maurizi ha definito “chiaro come l’acqua torbida”, l’Alta Corte ha dato agli Usa tempo fino al 16 aprile per fornire assicurazioni che i diritti di Assange - quelli a rischio, secondo i giudici britannici: pieno diritto di appello, non discriminazione a causa della cittadinanza, no alla pena di morte - saranno rispettati. Il tutto sarà preso in considerazione il 20 maggio in una nuova udienza.
di Luigi Mastrodonato
Internazionale, 27 marzo 2024
Quando il 17 febbraio 2021 l’agente penitenziario Umberto Paolillo, 56 anni, si è presentato alla portineria del carcere di Bari per chiedere l’arma di servizio, gli hanno detto di aspettare. Dalla portineria hanno chiamato un superiore per segnalargli la cosa, non era mai successo che Paolillo facesse questa richiesta fuori servizio. Il superiore ha detto che non c’erano problemi e così l’arma è stata consegnata. Poche ore dopo il corpo di Paolillo è stato trovato senza vita a bordo della sua auto. Si era ucciso con un colpo alla testa.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 27 marzo 2024
Si sapeva che soffriva di schizofrenia, si sapeva che era incompatibile col carcere. Ma allo Stato italiano interessa una cosa sola: chiudere in cella emarginati, disadattati e rompiscatole. Un ragazzo di 31 anni si è ucciso, impiccandosi, in una cella del carcere Le Vallette di Torino. Era solo in cella. Era schizofrenico. Il Pm da tempo aveva chiesto che fosse scarcerato e trasferito in una struttura adatta. Il Gip aveva dato il via libera. Ma Fabrizio Alvaro Nunez non è stato trasferito perché non si trovava un posto. Gli hanno detto: aspetta, mettiti in fila. Lui non ha aspettato e invece di mettersi in fila s’è appeso con un lenzuolo al collo alla grata della finestra.
di Raphael Zanotti
La Stampa, 27 marzo 2024
Cerchiamo di capire meglio cosa non ha funzionato nel caso di Alvaro Nuñes Gomez, morto suicida in carcere quando non doveva starci. Il caso di Alvaro Nuñes Gomez, schizofrenico che si è suicidato in carcere, ha portato allo scoperto un problema diffuso: il fenomeno dei malati psichiatrici rinchiusi dietro le sbarre perché non ci sono posti nelle Rems. Ma tutto questo è sbagliato, vediamo perché.
- Le riforme della giustizia: un po’ di fumo negli occhi e un regalo all’Anm
- Test psicoattitudinali, il Cdm ha detto sì. L’Anm: vogliono colpirci
- Niente pagelle ma solo test attitudinali: la protesta dell’Anm induce il governo a introdurre misure blande
- “Bene l’introduzione dei test per le toghe”. Parla l’ex ministro Nitto Palma
- Test psico-attitudinali, da sempre contrari giuristi e psichiatri: è irrealizzabile










