di Simona Musco
Il Dubbio, 14 marzo 2024
Vertice di governo: Forza Italia reclama la riforma, Meloni dice a Nordio di riscriverla. E così l’iter si ferma di nuovo. Mentre il lavoro sulla separazione delle carriere va avanti in commissione alla Camera, la premier Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio pensano a un ddl governativo sulla stessa materia. L’iniziativa di fatto farebbe slittare ulteriormente la riforma, attesa in Aula per il 25 marzo, ma intanto già “sostituita”, nel calendario, con il ddl penale che porta la firma del guardasigilli. Si tratta del testo che comprende l’abolizione dell’abuso d’ufficio e che, se approvato, senza modifiche, anche a Montecitorio diventerebbe legge. La volontà del governo di “avocare” la stesura della riforma sulle carriere - che conta quattro proposte in commissione Affari costituzionali, dove i lavori sono ormai in fase avanzata - è stata smentita, nella giornata di ieri, dai partiti di maggioranza, che oggi si apprestano a discutere il testo base a Montecitorio.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 14 marzo 2024
Vertice a Palazzo Chigi per smentire il gelo e dare il segnale di un’accelerazione, ma di fatto l’iniziativa della premier vale un commissariamento dopo lo stop sui dossier alla commissione proposta dal ministro. Carlo Nordio e Giorgia Meloni sono separati in casa o si tratta solo di un eccesso di dietrologia giornalistica? Che i rapporti fra i due si siano ultimamente raffreddati è però un fatto concreto. La prova è stata la sortita di Nordio sulla istituzione della Commissione d’inchiesta sul dossieraggio di Pasquale Striano in un momento in cui è già al lavoro la Commissione antimafia. Una proposta, quella di istituire una Commissione d’inchiesta, che peraltro non era stata preventivante condivisa con la stessa premier, gli alleati, il Quirinale, e che secondo indiscrezioni avrebbe trovato sponda nella vice capo di gabinetto Giusi Bartolozzi che da tempo avrebbe l’ultima parola su tutti i dossier più scottanti a via Arenula. A parte ciò, dopo quasi un anno e mezzo dall’insediamento del governo Meloni il bilancio in materia giustizia è quanto mai insoddisfacente. Il Guardasigilli, ex procuratore aggiunto di Venezia e fortemente voluto dalla premier a via Arenula, non è riuscito ancora a far approvare mezza riforma. La totalità dei provvedimenti sulla giustizia che hanno avuto il via libera in questo primo scorcio di legislatura sono infatti il frutto del lavoro del Ministero dell’interno retto da Matteo Piantedosi: dal decreto “Rave”, al decreto “Cutro”, al decreto “Caivano”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 14 marzo 2024
“Cari magistrati, la giustizia che insegue l’etica è espressione di uno stato autoritario”. Un anno fa, Margherita Cassano venne eletta come prima presidente della Corte di cassazione: era il 6 marzo del 2023 e molti osservatori si complimentarono con la signora Cassano per essere diventata la prima donna a ricoprire un incarico così importante. Nel corso di quest’anno ci si sarebbe aspettato da parte degli organi di informazione del nostro paese una qualche forma di curiosità rispetto alle idee coltivate dalla presidente sul mondo della giustizia italiana. Nulla di tutto questo è successo. E nulla è successo non perché il pensiero di Margherita Cassano sia poco interessante rispetto alle tematiche legate all’attualità. Ma perché se si accende il microfono quando parla la presidente della Cassazione si avrà la netta sensazione di ascoltare un alieno pronto, con il gusto della semplicità, della linearità e della razionalità, a offrire grosse delusioni a tutti coloro che ogni giorno cercano di dare spazio ai temi della giustizia solo quando questi aiutano a portare acqua al mulino della cultura della gogna.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 14 marzo 2024
L’ex giudice della Corte costituzionale evidenzia le conseguenze rischiose della sentenza sul caso Ferri: “A un pm accorto basterà evitare di iscrivere il parlamentare nel registro degli indagati per intercettarlo a piacere”. “A un pm accorto basterà evitare di iscrivere il parlamentare nel registro degli indagati per partire da una posizione di vantaggio, intercettandolo a piacere. Una posizione di vantaggio inquietante, proprio nel momento in cui si assiste alla diffusione di strumenti tecnologici che consentono micidiali intrusioni nella comunicazione di chiunque”. A lanciare l’allarme non è una persona qualsiasi, ma Nicolò Zanon, ex giudice della Corte costituzionale, nel suo libro “Le opinioni dissenzienti in Corte costituzionale: dieci casi” (Zanichelli), da lunedì nelle librerie. Infrangendo definitivamente il segreto della camera di consiglio, Zanon racconta dieci casi che hanno diviso la Consulta negli anni in cui lui ne ha fatto parte (2014-2023).
di Gisella Ruccia
Il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2024
“Nel governo dei migliori, dove ci sono state le peggiori riforme del sistema giudiziario, c’erano tutti i partiti tranne Fratelli d’Italia. Adesso questo governo sta continuando le riforme che ha fatto il governo dei migliori, con l’aggiunta delle opposizioni (Azione e Italia Viva, ndr) che intervengono con gli emendamenti nella Commissione Giustizia. Se vuole, il sottosegretario Delmastro può intervenire per smentirmi”. È una delle tante pungenti frecciatine che Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica al Tribunale di Napoli, ha riservato al sottosegretario della Giustizia Andrea Delmastro, durante un incontro con gli studenti tenutosi all’Università del Piemonte Orientale, a Novara.
di Leonardo Arnau*
Il Dubbio, 14 marzo 2024
In qualità di Coordinatore della Commissione diritti umani e protezione internazionale del CNF parteciperò oggi ad un convegno presso la Corte di Cassazione dedicato alla revisione e revocazione europea dopo la riforma Cartabia, rivolgendo lo sguardo allo stato dell’arte e alle prospettive di sviluppo. Ringrazio in modo sentito e non formale l’avvocato Anton Giulio Lana e l’Unione forense per la tutela dei diritti umani per aver organizzato questo importante confronto, ad un anno e mezzo dall’adozione D. lgs. 10 ottobre 2022 n. 149 (c. d. Riforma Cartabia), che come sappiamo ha introdotto nel codice di procedura penale e nel codice di procedura civile strumenti normativi specifici volti a dare effettività al diritto alla restitutio in integrum, laddove una violazione dei diritti fondamentali della persona, riconosciuti dalla Convenzione europea del 1950, sia stata accertata dalla Corte di Strasburgo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 marzo 2024
Tre detenuti si tolgono la vita nel giro di poche ore. Sono 24 dall’inizio dell’anno, uno ogni 3 giorni. Cercare le motivazioni di un suicidio è sempre esercizio vano ma quello che sta accadendo nelle nostre carceri ha i connotati di una tragedia che non si arresterà finché non si prenderanno le misure caldeggiate dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ormai quasi un anno fa. Tre giovani di 20, 26 e 33 anni, si sono suicidati nelle ultime ore nei penitenziari di tre regioni italiane, diversi tra loro ma con tratti comuni: il sovraffollamento e la mancanza di qualsiasi percorso di reinserimento sociale. Davanti a sé i tre giovani non sempre avevano un fine pena lungo. Ma la vita libera, probabilmente, faceva loro paura almeno quanto quella da detenuti. Il totale nel 2024 è di 24 suicidi, “uno ogni 3 giorni”, denuncia l’associazione Antigone.
di Teodora Poeta
Il Messaggero, 14 marzo 2024
Patrick Guarnieri aveva problemi di udito dalla nascita e “difficoltà cognitive” dicono gli amici. “Non si sarebbe mai ammazzato”. “Patrick non si può essere ammazzato da solo perché non era la prima volta che entrava in carcere. Quell’ambiente lo conosceva da quando era un ragazzino, è entrato e uscito tante volte, e noi siamo sicuri che non lo avrebbe mai fatto quel gesto”. Una certezza che arriva da alcuni parenti del giovane ritrovato impiccato con un lenzuolo all’inferriata della finestra della sua cella nel reparto comuni del carcere di Castrogno a Teramo, nel giorno del suo ventesimo compleanno.
di Luca Rinaldi
milanotoday.it, 14 marzo 2024
Disposta l’autopsia sul corpo del trapper trovato morto in carcere. Le parole del legale. L’obiettivo è uno: fare chiarezza. La Procura di Pavia disporrà l’autopsia nelle indagini aperte sulla morte di Jordan Tinti, il trapper famoso con il nome d’arte di Jordan Jeffrey Baby, trovato impiccato martedì mattina in carcere. Il legale del giovane, l’avvocato Federico Edoardo Pisani, che rappresenta ora anche il padre, incontrerà giovedì il pm titolare dell’inchiesta, Alberto Palermo. L’avvocato e il papà del 26enne hanno chiesto “giustizia” e vogliono “sapere cosa è successo”, anche perché, secondo il legale, ci sono pure “fondati dubbi che si sia trattato di un atto volontario”. “Non so neanche se hanno trovato una corda o altro, a me hanno solo detto ieri che è stato trovato appeso in cella”, ha chiarito.
veronasera.it, 14 marzo 2024
“Montorio è in stato di fortissimo stress per l’elevato numero di detenuti, ben 552 a fronte di solo 335 posti disponibili, con un preoccupante sovraffollamento del 165%”, spiega l’esponente dem, che ha annunciato una mozione sul tema. “Ho avuto modo di visitare nuovamente il carcere di Montorio, al centro delle recenti e drammatiche cronache legate ai cinque suicidi che si sono verificati nella casa circondariale tra il novembre e il febbraio scorsi. Nel confronto con la direttrice, il responsabile della medicina e lo psichiatra, è emerso un quadro rispetto al quale è necessario che il Consiglio regionale assuma una posizione unanime per spingere Regione e Governo ad assumere le doverose misure per scongiurare una scia di morte e sofferenze dei detenuti che sono inaccettabili per un Paese civile”. Così la consigliera regionale del Partito Democratico veneto, Anna Maria Bigon, annuncia la presentazione di una mozione sulla situazione in cui versa il carcere veronese.
- Santa Maria Capua Vetere. Torture, no a incriminazione dei detenuti che non hanno denunciato agenti
- Treviso. Carcere minorile, le critiche dei 5 Stelle: “Sovraffollato e con carenze d’organico”
- Sondrio. Detenuti ancora privi del Garante e altre criticità del carcere
- Napoli. Sabato davanti a Poggioreale un presidio contro il suicidio nelle carceri
- Bergamo. Nelle colombe dei detenuti il lievito del riscatto










