di Niccolò Zancan
La Stampa, 11 marzo 2024
Al “Silos” 400 migranti vivono senza cibo tra ratti e immondizia. Afghani, pakistani, bengalesi: “Il luogo più brutto e peggiore di sempre”. “Li vedi questi?”. Li vedo, li vedo eccome. Sono buchi nella carne, sono strappi nella maglietta con la scritta New York, sono scarpe da ginnastica rosicchiate. “Big mouse, amico. Hai capito? Qui di notte è pieno di grandi topi. Io mi chiamo Ahamad Aftab, ho 35 anni, sono stato in Turchia, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Croazia. Ma questo è il posto più brutto della mia vita, questi sono i giorni peggiori di sempre”.
di Domenico Quirico
La Stampa, 11 marzo 2024
Per due anni siamo stati convinti che Putin non avrebbe mai prevalso sul “Bene”, cioè noi occidentali ma è l’esaurimento degli uomini sul campo di battaglia a decidere il conflitto, e Kiev è quasi alla fine. Vorrei dire: finalmente! Recidere con le parole il giusto e l’ingiusto, il razionale e il folle. Solo il Papa poteva avere il coraggio di far questo. Parole dette scritte mandate alte, che diventano sfida esempio tentazione al contrario. Osare l’impronunciabile per gli usi della bizantina ipocrisia: ovvero dire arrendersi, alzare bandiera bianca, trattare. Questo è la virtù profetica, lo Scandalo sacro della verità. Per due anni abbiamo ascoltato senza fare quasi domande, prendendo atto, per immersione, magari per abitudine, restando in maggioranza inerti, superficiali, racchiusi dal giro intricato delle cose. Il conflitto straziava nel lungo, i morti fissavano il cielo rigato di missili sonanti. Sulla guerra in Ucraina abbiamo vissuto sotto il dominio soffocante di una cosmogonia omogenea. Putin, la Russia, aggressori arroganti, saranno puniti, non hanno con la loro potenza di cartapesta alcuna possibilità di prevalere sul Bene, cioè su di noi. Gli eroici ucraini e le nostre armi e i nostri soldi sconfiggeranno il Male.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 11 marzo 2024
Aumentano le demolizioni delle case dei palestinesi a Gerusalemme Est. Quella di Abu Diab era lì dal ’67: non ha potuto neanche raccogliere le foto. “Sono illegali”, dice Israele. Ma i coloni da tempo pianificano l’espansione. Fakhri Abu Diab è un uomo rispettato da tutti, ha sessantadue anni e da trenta è il portavoce della comunità di Silwan, lotta contro l’occupazione, contro l’espansione degli insediamenti, contro la distruzione delle case dei palestinesi.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2024
Le autorità iraniane stanno ricorrendo a nuove tattiche per stroncare la resistenza alla norma che impone d’indossare il velo in luoghi pubblici. Oltre al carcere, alle multe, alle frustate e all’obbligo di frequentare corsi di formazione sulla “moralità”, da un anno a questa parte l’agente repressivo più impiegato è il carro-attrezzi. A partire dall’aprile 2023, secondo quanto emerso da annunci ufficiali, la Polizia morale ha ordinato il sequestro di centinaia di migliaia di automobili con donne alla guida o passeggere anche di soli nove anni di età che non indossavano il velo o che indossavano veli “inappropriati”. I sequestri vengono eseguiti sulla base di immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza o da verbali redatti da agenti in borghese che pattugliano le strade. La polizia ha a disposizione una app, chiamata Nazer, su cui vengono caricate le targhe dei veicoli.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 10 marzo 2024
La cultura democratica occidentale ci ha fatto crescere nella ferma convinzione che il processo penale non è strumento e luogo della vendetta sociale contro il crimine, ma strumento e luogo dell’accertamento rigoroso del fatto, di verifica della ipotizzata responsabilità di un imputato che occorre presumere innocente. Ce lo insegnavano a scuola e nelle università, ma con ben maggiore efficacia in quei film western che rappresentavano sempre con biasimo la folla inferocita che improvvisava forche e vi appendeva colpevoli giudicati tali dal sommario furore popolare a sostegno delle vittime, o presunte tali.
di Luca Palamara
Il Giornale, 10 marzo 2024
Le notizie che tutti i giorni affollano le pagine dei quotidiani nazionali ed i talk show descrivono una crisi della giustizia e del mondo dell’informazione che impone una serie di riflessioni. Basterebbe, infatti, ripercorrere anche solo sommariamente gli eventi degli ultimi quindici anni per acquisire la consapevolezza sull’esistenza di un assetto di potere che, violando costantemente i più elementari e preziosi diritti delle persone, si muove come un polipo per sbarrare la strada al rinnovamento e per riportare presso di sé il potere in caso di temporanea perdita.
di Andrea Cittadini
Giornale di Brescia, 10 marzo 2024
La Cassazione annulla decisione della Corte d’appello di Brescia su un 37enne condannato. Per anni è stato il leitmotiv della destra italiana e della Lega in tema di sicurezza. “Far scontare nel paese di origine la condanna incassata da stranieri presenti sul territorio italiano”. Per quanto riguarda la Romania, la Cassazione scrive: “C’è il pericolo concreto di sottoposizione in carcere a trattamenti inumani e degradanti”. Per questo gli Ermellini hanno stoppato la consegna alla giustizia rumena di un condannato che avrebbe dovuto scontare la pena all’ombra dei Carpazi. La Corte d’appello di Brescia aveva detto sì all’estradizione, ma il procuratore generale bresciano e lo stesso coinvolto attraverso il suo legale hanno impugnato la sentenza, e ora i giudici dovranno riesaminare il caso.
tvqui.it, 10 marzo 2024
Famiglie ancora una volta riunite davanti ai cancelli del Sant’Anna per ricordare a distanza di quattro anni i terribili fatti dell’8 marzo 2020, ma soprattutto per tenere alta l’attenzione sulla possibile l’archiviazione per i reati di tortura. 8 marzo 2020, un giorno drammatico per Modena. Un fumo nero che si levava al di sopra della Casa Circondariale Sant’Anna riuscì, quel giorno di quattro anni fa, ad attirare l’attenzione dell’Italia intera. Fu una rivolta terribile. Nove detenuti persero la vita in quell’occasione e tante famiglie, da allora, da quattro anni, non si danno pace. Uno slogan diventa la loro voce: “La verità non si archivia”.
iltorinese.it, 10 marzo 2024
Venerdì mattina una delegazione del Partito Radicale, composta da Mario Barbaro (componente di Segreteria del Partito Radicale), Claudio Desirò (Segretario di Italia Liberale Popolare) e Maria Anna Ferrara, ha visitato la sezione femminile del carcere delle Vallette. Tale iniziativa si è inserita nel quadro delle iniziative “Un fiore per le donne” che il Partito Radicale ha organizzato per far visita alle detenute negli istituti penitenziari femminili in diverse città italiane l’8 marzo e il 9 marzo.
ecodellojonio.it, 10 marzo 2024
Il Garante dei detenuti, Luca Muglia, ieri è stato a Castrovillari per l’iniziativa promossa dalla sezione detentiva femminile: “Il sistema carcerario non fa distinzioni di sesso, le regole detentive non presentano alcuna caratterizzazione di genere”. In occasione dell’8 marzo il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Luca Muglia, ha partecipato all’incontro-dibattito “La festa della donna come momento di riscatto” tenutosi nell’aula didattica della sezione detentiva femminile della Casa circondariale “R. Sisca” di Castrovillari. Nel corso dell’evento è stato presentato il progetto “Con le Mani in Pasta” finalizzato alla realizzazione di prodotti gastronomici all’interno delle mura dell’istituto, che vede il coinvolgimento dell’Istituto alberghiero Ipseoa “K. Wojtyla” di Castrovillari e di Laura Barbieri, imprenditrice nel settore della ristorazione e Presidente della Fipe Cosenza.
- Roma. Cpr Ponte Galeria, sit-in dei Radicali imbavagliati e con cartelli: “Condizioni degradanti”
- Bari. Scappa-Telle, con Made in Carcere i biscotti sono fatti dai detenuti dei minorili
- Udine. “Fine pillola mai”. Convegno nel centenario di Basaglia
- Fermo. Salvatore Striano: “Così l’arte mi ha salvato dal carcere”
- Napoli. A Poggioreale spettacolo teatrale con detenuti e familiari grazie a “I SudAtella”.










