istituzioni24.it, 29 gennaio 2024
La messa in scena è il frutto del lavoro del laboratorio di teatroterapia che coinvolge detenuti comuni afferenti alla sezione media sicurezza. L’attività è condotta dalla Dott.ssa Irene Cantarella, ideatrice del progetto insieme alla Dott.ssa Sandra Vitolo, entrambe psicologhe e psicoterapeute. L’uso del teatro come strumento terapeutico è una pratica sempre più diffusa per esplorare profonde sfere emotive e affrontare tematiche complesse.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 29 gennaio 2024
Un graphic podcast sull’esperienza di inserimento e reinserimento lavorativo e sociale di uomini e donne sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. Si chiama “Udepe Repè, la storia vera di un podcast mai pubblicato”. Il Consorzio La Rada lo ha diffuso con il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Salerno. Il fumetto è diventato libro di testo per gli studenti universitari di Diritto penale e Criminologia.
di Enzo Musolino
L’Unità, 29 gennaio 2024
È altamente pericoloso uno scopo - anche di presunta “Giustizia” - che sacrifichi il destino degli uomini alla violenza, alla dittatura, alla potenza. Ciò che assume davvero rilevanza sono gli strumenti della politica: il fine, infatti, vive già nel mezzo approntato per raggiungerlo. Rinviare il “bene politico” per l’immaturità dei tempi e assumere mezzi discordi da questo fine per mutare il presente, significa tradire ogni positivo sviluppo sociale, mortificare l’approdo. Aldo Capitini parla, a proposito, di “fiducia cieca”, di una vuota retorica che nega in nuce la fede dei persuasi religiosi. La persuasione, infatti, sorge proprio dalla assoluta corrispondenza tra mezzi nonviolenti, aperti e democratici, e il fine della realizzazione di una società libera e giusta. Solo se l’apertura all’altro, alle sue ragioni, è totale, si può giungere a quell’accordo tra diversi, a una politica davvero popolare (perché pluralista) che sappia assicurare l’equilibrio tra libertà e giustizia.
Ristretti Orizzonti, 29 gennaio 2024
Anche quest’anno 3 giovani tra i 18 e i 28 anni potranno svolgere un anno di Servizio Civile Universale presso l’associazione Granello di Senape Padova odv, partner del CSV di Padova e Rovigo per il programma “Il Servizio civile per città inclusive, creative e solidali” che coinvolge 8 Enti del terzo settore mettendo a disposizione 24 posti in totale.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 29 gennaio 2024
Progetti per accogliere i giovani, i fondi però coprono 52mila posizioni. E nel 2025 si prevede un nuovo calo. La preoccupazione di enti e associazioni. Fiaschi: “Strumento utile che va difeso”. Servizio civile universale, ultima chiamata. Calano i posti a disposizione dei futuri Operatori volontari (Ov). Da 71.741 - cifra record raggiunta con il bando del 2022 grazie ai fondi del Pnrr - a 52.236 del nuovo bando che si chiude il 15 febbraio. E il futuro non si prospetta roseo. L’ultima legge di stabilità, infatti, ha messo a bilancio appena 143 milioni e ciò significa che nel 2025 in teoria potrebbero partire solo 22mila giovani.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 29 gennaio 2024
La tendenza del potere politico a esercitare un’influenza diretta sui media dell’informazione esprime una legge di natura più che un esplicito atto della volontà. Occorre un po’ di disincanto nell’affrontare il problema: chi esercita il potere, proprio perché lo esercita erga omnes, è inevitabilmente propenso a rappresentarsi come espressione della “volontà generale”. E la “volontà generale”, come è noto, tollera a fatica l’esercizio della critica. Questa, come dice il suo nome, è tale soltanto se giudica, analizza e divide. E deve farlo anche nei confronti di quelle posizioni con le quali magari si trova a concordare, poiché la sua funzione consiste appunto nello smascherare ogni pretesa o presunzione di totalità. Presunzione o illusione che il potere alimenta per forza.
di Enzo Risso
Il Domani, 29 gennaio 2024
I maggiori problemi avvertiti sono: scarsa manutenzione di proprietà pubbliche, disoccupazione, carenza di mezzi pubblici di trasporto, crescita della povertà, mancanza di spazi per i giovani, mancanza di servizi sanitari di base. Sono milioni gli italiani che vivono in periferia. Secondo un’analisi di alcuni anni fa ammontano a quasi 15 milioni le persone che risiedono nelle molteplici periferie urbane. L’Istat ha calcolato, sei anni fa, che nei capoluoghi metropolitani abitano più di 9,5 milioni di persone, di cui oltre un terzo (tre milioni e 200mila persone) alloggia in quartieri in cui il disagio economico è più evidente e marcato.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 29 gennaio 2024
Più volte annunciato (sin dal discorso di insediamento) e dato come imminente, il famoso “piano Mattei” è stato il vero “Godot” del governo. Lost in “cabina”: perso nell’ennesima cabina di regia, pletorica quanto basta, piuttosto generica negli obiettivi, con pochi denari da spendere. Di concreto, al momento, ci sono solo gli accordi siglati dall’Eni, l’anno scorso di questi tempi, in Algeria e Libia, entrambi utili all’Italia soprattutto sul gas. E proprio il fantasioso e costosissimo accordo con l’Albania di questo ritardo ha rappresentato l’icastica conferma: invece di mettere le basi, in Italia e soprattutto in Europa con un certo vigore, per un approccio “strutturale” al tema Africa, Giorgia Meloni, con un occhio al numero degli arrivi e uno alle elezioni, ha puntato sulla logica squisitamente emergenziale con il ricorso a un paese terzo modello Rwanda. Che, come noto, non funziona neppure in termini di deterrenza.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 29 gennaio 2024
Sedici organizzazioni umanitarie e per i diritti umani hanno chiesto a tutti gli stati di porre immediatamente fine ai trasferimenti di armi, componenti e munizioni a Israele e ai gruppi armati palestinesi, in quanto vi è il rischio che questi materiali siano usati per commettere o facilitare gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. I bombardamenti e l’assedio di Israele stanno privando la popolazione civile della Striscia di Gaza delle risorse indispensabili per sopravvivere e stanno rendendo inabitabile quel territorio. Attualmente, la popolazione civile di Gaza sta affrontando una crisi umanitaria di gravità e dimensione senza precedenti.
di Stefano Vecchia
Avvenire, 29 gennaio 2024
La mafia cinese tra Laos, Cambogia, Thailandia e Myanmar, ha allestito un “hub” dell’azzardo online, di traffici di ogni genere e reati informatici che miete milioni di vittime a partire dalla Cina. Dove una volta c’era il Triangolo d’Oro, c’è oggi un buco nero che ingoia risorse, diritti, vite e dignità di migliaia e migliaia di individui e che in cambio produce veleni, inquinamento, sopraffazione e paura per molti, benessere e potere per pochi. Strategica oggi come un tempo, quella che era considerata un’area nel cuore dell’Asia esotica per ambiente, etnie e mescolanza di culture, strategica per il confronto tra i nazionalisti cinesi che qui impiantarono una guerriglia alimentata da eroina e armi di contrabbando e i comunisti di Pechino, oggi è hub internazionale di gioco d’azzardo, traffici di ogni genere e reati informatici che mietono milioni di vittime a partire dalla Repubblica popolare cinese da cui provengono i maggiori investitori e gestori di attività criminali verso le quali Pechino misura attentamente ritorsioni e distrazione in funzione dei suoi interessi e strategie che coinvolgono Laos, Cambogia, Tailandia, e soprattutto, Myanmar.
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