di Marta Gasparon
Gente Veneta, 9 dicembre 2023
Tornare a sentirsi considerate persone, nella consapevolezza che attraverso il bello e il buono si può conoscere il vero. Il bilancio del progetto dell’associazione “Fondamenta delle Convertite”, finanziato con risorse regionali e supportato dagli “Amici dei musei e monumenti veneziani”, è più che positivo. I risultati finora raggiunti sono stati presentati nella sede di The Human Safety Net e sono il frutto di una serie di attività dedicate alla casa di reclusione femminile della Giudecca con lo scopo di offrire alle detenute la possibilità di riappropriarsi gradualmente di un contatto con il “fuori”, fornendo un supporto concreto al loro percorso di reintegrazione con la città.
di Marta Occhipinti
La Repubblica, 9 dicembre 2023
Un viaggio negli Icam (istituti a custodia attenuata per detenute madri) compiuto dalla fotografa Anna Catalano. Nelle loro stanze il crimine non ha un nome. Ha però suoni e colori. Quello degli spioncini quadrati da dove si affacciano gli agenti e del pianto di una voce vicina, ma invisibile. Zinetta, 4 anni, capelli lunghi, sta seduta da sola su una panchina esterna dell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam) di Lauro. A pochi metri, dietro una finestra sbarrata affacciata sul cortile una manina chiede di uscire: non può, perché in isolamento preventivo da Covid con sua madre, in un’ala dedicata.
di Natalino Irti
Corriere della Sera, 9 dicembre 2023
L’afflizione delle indagini, l’angoscia dell’attesa. Per l’imputato si può parlare di una sorta di “diritto del dolore”. Già subire un processo è un’esperienza punitiva: la riflessione di Giovanni Bazoli. processo e pena vengono percepiti, nel diffuso sentire e nella quotidianità del linguaggio, come un prima e un dopo, un presupposto e una conseguenza. Il processo si conclude con il giudizio; la pena è irrogata nella sentenza.
di Guido Stampanoni Bassi
formiche.net, 9 dicembre 2023
Il diritto a informare ed essere informati è sacrosanto ma esiste una netta differenza tra cronaca e voyeurismo. Non sono un giornalista e, quindi, non spetterebbe a me dire come si pubblica una notizia. Non sono neanche un direttore o un editore di un quotidiano (lo sono, in realtà, ma di una rivista giuridica) e, quindi, non spetterebbe a me stabilire cosa sia una notizia e cosa no. Suppongo lo sia tutto ciò che è in grado di far vendere.
di Grazia Zuffa
L’Unità, 9 dicembre 2023
Ho ascoltato le parole del padre di Giulia Cecchettin al funerale della figlia. Gino Cecchettin ha scelto di dare un senso alla storia tragica della figlia allacciandola alle tante storie tragiche di donne uccise dai loro compagni. Lo stesso aveva fatto la sorella di Giulia, rivendicando il suo lutto come pubblico e politico, non solo privato. È come se, per ambedue, il dolore personale abbia dato la forza per scavare, con determinazione e sguardo più acuto alle radici del “male” sociale della violenza contro le donne: “per trasformare questa tragedia in una spinta al cambiamento” ha detto il padre. Un cambiamento c’è già stato. Lo dimostra la risposta forte delle manifestazioni per la giornata internazionale della violenza sulle donne. Ancora, sono stati la sorella e il padre di Giulia a ribadire i punti fermi in un dibattito a dir poco erratico sul patriarcato. Il più importante è che la violenza sulle donne è questione di uomini (“mi rivolgo per primo agli uomini”).
di Serena Sileoni
La Stampa, 9 dicembre 2023
Il sistema scolastico italiano è in grado di preparare i nostri figli ad affrontare il mondo dei grandi? È difficile valutare un sistema scolastico irrigidito come il nostro. Anche per questo è utile leggere i risultati dell’indagine PISA 2022 dell’OCSE, per quanto possa mostrare i limiti tipici dei tentativi di misurazione di fenomeni complessi. L’indagine riguarda le competenze e le conoscenze degli studenti quindicenni nelle tre principali aree del sapere: matematica, lettura, scienze. L’obiettivo non è valutare loro, ma il sistema educativo che deve prepararli al futuro, prima di tutto insegnando loro a comprendere e a farsi comprendere, a risolvere problemi, a pensare con spirito critico.
di Gaia Scacciavillani
Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2023
“Non siamo cattivi, abbiamo fatto del nostro meglio per aiutare quelle persone”. “Non è stato facile andarsene: ti tengono stretto lì dentro, perché non hanno personale”. “Dopo quell’esperienza sono ancora sotto Xanax, ma tornerei solo per aiutare quei ragazzi”. Sarà la bassa età media, sarà l’alta dose di empatia, fatto sta che i racconti di chi ha lavorato al Cpr di via Corelli a Milano e ha accettato di confidarsi con ilfattoquotidiano.it seppure in forma anonima, sono tutti diversi e originali, ma accomunati dalla convinzione di aver fatto il massimo per i cosiddetti trattenuti, i detenuti nei centri per il rimpatrio. Chi parla in alcuni casi è stato tra i protagonisti delle segnalazioni sulla gestione del centro che sono andate inascoltate in questi anni e che sono tornate di attualità in seguito alla notizia, la scorsa settimana, dell’indagine della procura di Milano sul Cpr.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 9 dicembre 2023
Le valutazioni sul patto per i migranti sono destinate a spostarsi nei tribunali. In Albania andranno solo quelli imbarcati “su mezzi delle autorità italiane all’esterno del mare territoriale” dell’Italia e di altri paesi Ue. Ma le navi militari di uno stato sono “parte del suo territorio”. Ai migranti salvati da tali navi andrebbe, quindi, applicato il diritto Ue, che però non può applicarsi in uno stato terzo. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per la ratifica dell’accordo con l’Albania sui migranti. In un primo momento, sembrava che non vi sarebbe stato il passaggio in parlamento, poi la criticità è stata superata. Ma di criticità ne restano molte altre.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2023
Fonti Ue: “Negoziati saltati dopo un quarto d’ora, nessuno ha voluto mediare”. A Bruxelles i tempi sono sempre più stretti. Anzi, resta solo l’appuntamento del 18 dicembre per trovare l’accordo sul Patto migrazione e asilo al centro del negoziato tra Consiglio, Commissione e Parlamento Ue. La riunione del 7 dicembre poteva essere la volta buona o almeno quella decisiva. “Non vedo grandi problemi al trilogo, i colegislatori non sono sulla stessa linea ma l’atmosfera è serena, sono fiduciosa che raggiungeremo un accordo”, aveva detto la commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson al Consiglio Interni del 5 dicembre. Ma a quanto riferiscono al Fatto alcuni funzionari Ue, “le cose sono andate molto, molto male”. Invece di sciogliersi, alcuni tra i nodi decisivi si sono addirittura complicati e tra Parlamento e Consiglio i toni si sono inaspriti. L’obiettivo dell’approvazione entro fine legislatura sembra tutt’altro che “a portata di mano”, come la Commissione vorrebbe lasciar intendere.
di Nancy Porsia
Il Domani, 9 dicembre 2023
Ecco perché riprendono le partenze dalla costa libica, dopo lo sciopero degli “uomini mascherati” che si occupano di contrastare il contrabbando e il traffico di esseri umani. Così contrabbandieri e trafficanti sono tornati a lavorare senza neanche nascondersi. Un peschereccio con 573 persone a bordo è arrivato a Lampedusa lo scorso lunedì 27 novembre. Era partito da Zuwara, città nell’estremo ovest della Libia, al confine con la Tunisia. La maggior parte delle persone a bordo erano uomini, poi donne con i figli e minori non accompagnati. Si tratta del terzo barcone con oltre cinquecento persone a bordo arrivato da Zuwara da inizio mese. Dopo poche ore, ne è arrivato un altro, sempre dalla stessa città. Questa volta sono sbarcate 259 persone.
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