di Giulia Vicini*
altreconomia.it, 24 maggio 2023
Cpr. A dispetto del nome e dei nomi che lo hanno preceduto -Centro di permanenza temporanea (Cpt), Centro di identificazione ed espulsione (Cie), e ora l’acronimo sta per Centro di permanenza per il rimpatrio - si tratta di un luogo di privazione della libertà personale. La stessa struttura di questi centri lo dimostra: alte mura, filo spinato e telecamere sul perimetro. Presidio costante di almeno quattro corpi di forze dell’ordine: esercito, carabinieri, polizia di Stato e Guardia di Finanza.
di Arturo Scotto
huffingtonpost.it, 24 maggio 2023
Dobbiamo sopprimere quello che è un marchio di infamia che determina sin dalla nascita differenze che non esistono tra esseri umani che condividono lo stesso suolo e la stessa lingua.
di Christian Raimo*
Il Domani, 24 maggio 2023
Alla repressione dei movimenti studenteschi e giovanili si è accompagnata anche uno svuotamento di quell’apparato circolatorio della democrazia che sono le assemblee, i consigli, i collettivi. Ecco perché i ragazzi stanno imparando a diventare schiavi del potere.
di Vera Gheno
La Stampa, 24 maggio 2023
Le azioni da parte di Ultima Generazione vengono, dai mezzi di comunicazione di massa, descritte come atti distruttori contro il bene comune e l’arte, nonché la civiltà, tanto che gli attivisti stessi sono stati definiti da più parti ecovandali. La narrazione prevalente dei loro atti dimostrativi è stata pressoché unanimemente critica: va bene protestare contro il disastro climatico, certo, ma c’è modo e modo; e tra i modi possibili di protestare non rientrerebbe, secondo il common sense, quello di imbrattare le opere d’arte, o di fermare il traffico. Come se le rivoluzioni fossero sempre state fatte con i guanti bianchi, seguendo regole da singolar tenzone, piuttosto che come zuffe da strada.
di Nicoletta Dentico
Il Manifesto, 24 maggio 2023
A Ginevra la 76ma assemblea della Organizzazione Mondiale della Sanità. Che resta di quella visione utopica dell’Onu 75 anni dopo? La comunità di salute pubblica internazionale è tutta a Ginevra questa settimana per la 76ma assemblea Mondiale della Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Un evento fortemente simbolico quest’anno. Settantacinque anni fa diventava operativa l’Oms, la prima agenzia tecnica delle Nazioni Unite, e il diritto alla salute era il primo a farsi diritto internazionale vincolante. Un fatto che pochi conoscono, ma che interpreta un’inequivocabile visione, negli anni del dopoguerra. La classe politica sopravvissuta alla catastrofe di due conflitti mondiali, alla follia di due genocidi (contro armeni ed ebrei), alla ferocia di due ordigni nucleari sganciati in pochi giorni su Hiroshima e Nagasaki, non esitarono a incarnare un’aspirazione decisamente utopica, per rinascere dalle braci della distruzione. Cooperare era meglio che farsi la guerra. Realizzare il più alto livello di salute possibile per tutta l’umanità era la strategia vincente per rendere il mondo un luogo più sicuro.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 24 maggio 2023
È in corso a Lubiana, capitale della Slovenia, una sessione di negoziati, promossa da 77 stati membri delle Nazioni Unite, per la stesura di una Convenzione sulla cooperazione internazionale nelle indagini e nei procedimenti sul genocidio, sui crimini contro l’umanità, sui crimini di guerra e su altri crimini internazionali. Se la Convenzione vedesse la luce, la cooperazione giudiziaria internazionale garantirebbe alle vittime delle più gravi violazioni dei diritti umani maggiore accesso alla giustizia e alla riparazione.
di Graziella Di Mambro
articolo21.org, 24 maggio 2023
Avere fiducia nella Giustizia. Per i familiari di Andrea Rocchelli è più che un imperativo ed è il motivo per il quale si sono rivolti alla Corte penale internazionale dell’Aja.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 24 maggio 2023
L’avvocata e attivista: “Da sempre il regime usa le impiccagioni e la violenza come arma per spaventare. Ma non capisce che questi metodi fanno crescere la rabbia”. “Anche il vetro della tua lapide li infastidisce”, scrive Ashkan Amini. Il giovane curdo iraniano di Saqqez si rivolge alla sorella con una storia su Instagram dove si vede il vetro in mille pezzi che proteggeva la fotografia della tomba di Mahsa Amini, uccisa il 16 settembre dalle guardie dell’ayatollah Khamenei.
di Gabriele Terranova*
L’Unità, 23 maggio 2023
Qualche anno fa, quando l’Italia fu condannata dall’Europa per le endemiche condizioni di sovraffollamento in cui versavano i nostri Istituti di detenzione, in violazione del divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti, il Governo Renzi, illustrando il piano per rientrare nella legalità, volle dare atto dell’esistenza di alcuni soggetti indipendenti che eseguono regolari visite nei luoghi di privazione della libertà personale, esercitando un controllo - per così dire - diffuso sul rispetto dei diritti umani e sugli standard di civiltà che vi sono garantiti.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 maggio 2023
Il rapporto di errorigiudiziari.com: spesi più di 37 milioni in risarcimenti e indennizzi. Nel 2022 ci sono stati ben 547 casi tra ingiuste detenzioni ed errori giudiziari (-25 rispetto all’anno precedente). In notevole crescita, invece, la spesa complessiva per indennizzi e risarcimenti: poco meno di 37 milioni e 330 mila euro, oltre 11 milioni e mezzo in più rispetto al 2021. Sono queste le cifre aggiornate fornite da Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, fondatori di Errorigiudiziari.com, attraverso l’elaborazione dei dati acquisiti dal ministero dell’Economia e della Giustizia.
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