Il Manifesto, 23 aprile 2023
È quanto emerge dal rapporto di Patrick Hamilton, capo delegazione della Croce rossa per Canada e Stati uniti, dopo la visita al centro di detenzione Usa (in terra cubana). “Chi è ancora detenuto mostra sintomi di invecchiamento precoce”. È un passaggio del rapporto di Patrick Hamilton, capo delegazione della Croce rossa per Canada e Stati uniti, dopo la visita al centro di detenzione Usa (in terra cubana) di Guantanámo.
di Victor Magiar
Corriere della Sera, 23 aprile 2023
Un’esigua maggioranza parlamentare (che rappresenta il 49% degli elettori) vuole introdurre diverse norme che metterebbero in discussione fragili equilibri, sia istituzionali (fra i poteri dello Stato) che sociali, etnici e religiosi. Tutti gli Stati nascono due volte: prima come nazione e poi come democrazie.
di Matteo Fraschini Koffi
Avvenire, 23 aprile 2023
Tajani assicura: “Tutto è pronto”. L’Italia ha una lista di circa 200 civili da riportare in patria attraverso il punto di raccolta in Gibuti dove ci sono gli aerei della 46esima Brigata. Numerosi piani di evacuazione per uscire dall’inferno sudanese sono in corso. Mentre alcuni stranieri sono già riusciti a lasciare il Paese, altri stanno aspettando l’arrivo di aerei in grado di raggiungere la capitale, Khartum, dalle basi militari a Gibuti, nel Corno d’Africa. L’Italia ha una lista circa 200 persone da portare in salvo.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 22 aprile 2023
Storie di ordinaria disumanità: Ha un figlio in Germania, un altro a Malta, la figlia e la moglie vivono a Padova, la madre in Tunisia, è detenuto nella Casa di reclusione di Padova: finora, “grazie al Covid”, poteva fare una telefonata al giorno di dieci minuti, ora la prospettiva è di tornare a una telefonata di dieci minuti a settimana, quindi quei figli, quella moglie, quella madre lo sentiranno ognuno una volta al mese, spartendosi quei pochi minuti di telefonata concessi. Questa è una storia come tantissime altre, di inutile crudeltà del carcere.
Ristretti Orizzonti, 22 aprile 2023
Un appello delle persone detenute della redazione di Ristretti Orizzonti. Sono passati più di tre anni da uno dei momenti più tragici della vita delle carceri, quando, a causa della pandemia, la chiusura sia alle visite dei parenti, che all’ingresso della “società civile” si era trasformata in una tragedia con rivolte, morti, desolazione. Ma per fermare quelle rivolte, avvenute principalmente per la paura di noi detenuti di essere lasciati soli, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aveva invitato tutti i Direttori degli istituti di pena a incrementare quanto più possibile i colloqui telefonici con i nostri famigliari. Così in molte carceri da allora abbiamo potuto effettuare più telefonate, fino a una telefonata al giorno di dieci minuti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 aprile 2023
Quello dei farmaci è uno dei punti critici ricorrenti nelle nostre carceri che comportano ingestibili eventi critici. Ed è quello che emerge dalla relazione annuale redatta da Roberto Cavalieri, il garante regionale delle persone private della libertà dell’Emilia Romagna.
di Gabriele D’Amico
Quotidiano di Sicilia, 22 aprile 2023
Per comprendere le istanze dei detenuti italiani e le loro maggiori difficoltà ci siamo rivolti al presidente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà nazionale, Mauro Palma.
di Gabriele D’Amico
Quotidiano di Sicilia, 22 aprile 2023
Oltre 5 mila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare degli istituti, l’Italia tra i peggiori in Ue. Alessio Scandurra (Antigone): “Entro il 2005 bisognava adattare tutte le strutture”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 22 aprile 2023
L’incontro tra Mauro Palma e l’istituzione forense per garantire effettività e continuità alla difesa tecnica delle persone straniere trattenute nei Cpr. Si è tenuto ieri un incontro tra il presidente dell’Autorità garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio nazionale forense.
di David Romoli
Il Riformista, 22 aprile 2023
Comminare il carcere duro anche a coloro le cui organizzazioni di appartenenza siano state sgominate o siano inesistenti è un controsenso in termini di legge. È la condizione che vivono, oltre Nadia Lioce, Marco Mezzasalma e Roberto Morandi. Subiscono questo trattamento dal 2003.
- Bambini in carcere con le madri, una vita da reclusi
- Dopo il caso Uss, Nordio è ancora più ostinato a riformare la giustizia
- Caiazza: “Sulle riforme solo annunci. Diamo forza alle idee di Nordio”
- Riforma Cartabia, la Cassazione esclude l’illegittimità dell’improcedibilità limitata ai soli fatti commessi dal 2020
- Solo la pericolosità sociale della puerpera giustifica i domiciliari al posto del rinvio obbligatorio della pena









