di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 18 febbraio 2023
Potrebbe già esserci un “prima” e un “dopo” nei rapporti tra Giorgia Meloni e la magistratura. Prima dell’iscrizione nel registro degli indagati del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e dopo l’interrogatorio dell’esponente di Fratelli d’Italia per presunta rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio. Perché che l’atteggiamento dei meloniani nei confronti delle toghe da ieri sia cambiato è un dato di fatto testimoniato dalle parole dure pronunciate da alcuni dei colonnelli più vicini alla premier. A cominciare dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, nonché cognato della presidente del Consiglio, Francesco Lollobrigida, che ieri ha aperto più di uno spiraglio all’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso politico della magistratura. La proposta - rilanciata tre giorni fa dal capogruppo forzista alla Camera Alessandro Cattaneo, a poche ore dall’assoluzione di Silvio Berluconi nel processo Ruby Ter - era stata inizialmente accolta con freddezza dagli alleati di governo, con parecchi distinguo e vari freni a mano tirati all’improvviso per scongiurare di inaugurare una nuova stagione di contrapposizione tra poteri dello Stato.
di Maria Teresa Meli
Corriere della Sera, 18 febbraio 2023
La formazione di organismi parlamentari d’inchiesta spesso è sollecitata per “colpire” gli avversari. Ma se le commissioni nascono in queste condizioni difficilmente portano bene a chi le ha volute.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 18 febbraio 2023
Il sindacato della magistratura contro l’organo parlamentare chiesto da Forza Italia: “Basta leggere le motivazioni delle sentenze per capire le vicende”. Ma leggendo alcune sentenze (da Eni-Nigeria alla Trattativa) viene da mettersi le mani nei capelli.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 18 febbraio 2023
Quella commissione d’inchiesta sulla magistratura proposta ad alta voce da Forza Italia, e da Fratelli d’Italia sdegnata con fastidio, non è poi forse così inutile. È Carlo Nordio il boccone grosso, anche se è stato il sottosegretario Andrea Delmastro il primo ad abboccare all’esca avvelenata, con un comportamento che è poco definire sconsiderato.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 18 febbraio 2023
Dopo il caso Cospito, il deputato di FdI Donzelli e il sottosegretario alla Giustizia Delmastro dovrebbero dimettersi, secondo voci autorevoli dell’opposizione. Ma perché non infilzarli in Aula, invece di passare per via giudiziaria?
di Andrea Davola*
Il Dubbio, 18 febbraio 2023
Pubblica accusa o organo di giustizia? Parte nel processo o garante della legalità? La natura del pubblico ministero è una vexata quaestio del dibattito giuridico, mai realmente conclusa. Nota è la definizione di parte imparziale, un bisticcio terminologico, come evidenziato anche dalla Cassazione. Il tema è di estrema rilevanza e di particolare attualità, essendo un nodo cruciale nella strada per la separazione delle carriere. I magistrati requirenti e la Anm propendono per il carattere dell’imparzialità. Al contrario, i penalisti italiani ritengono prevalente la natura di parte del pubblico ministero, a sostegno della necessità di costituire due distinti Csm, come ricordato da Giuseppe Benedetto nel saggio Non diamoci del tu.
di Paolo Comi
Il Riformista, 18 febbraio 2023
I colloqui di Alfredo Cospito registrati dalla polizia penitenziaria lo scorso gennaio nel carcere di Sassari e trasmessi al Dap non erano “segreti”, secondo quanto previsto dalla normativa sul segreto di Stato del 2007, e non erano neppure coperti dal “segreto istruttorio”, secondo le disposizioni contenute invece nel codice penale.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 18 febbraio 2023
È durato due ore circa, ieri mattina, l’interrogatorio del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove davanti ai sostituti procuratori Rosalia Affinito e Gennaro Varone, coordinati dall’aggiunto Paolo Ielo e dal capo della procura di Roma Francesco Lo Voi. Un lasso di tempo che lascia intuire come non sia stato affatto semplice, per l’esponente di Fratelli d’Italia, convincere gli inquirenti che sul “caso Cospito” alla Camera non vi sia stata alcuna rivelazione illecita e che l’atto passato brevi manu da Dalmastro al suo coinquilino, il vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli, non era secretato. Tanto deve essere stato complicato che - stando a quanto riportato all’uscita da Piazzale Clodio dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Valentino, altro “camerata” di partito - il sottosegretario depositerà a breve in procura una sua memoria sulla vicenda.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 febbraio 2023
La linea di Meloni rimane quella della difesa a oltranza del suo fedelissimo, tuttavia si fa strada l’ipotesi di cambiare strada se dall’inchiesta emergessero altre responsabilità. Delmastro ha garantito alla premier di non aver commesso alcun reato e lo stesso avrebbe ribadito ai magistrati, rispondendo a tutte le domande e spiegando di non aver rivelato nulla di vietato perché l’atto non era segreto.
di Egle Priolo
Il Messaggero, 18 febbraio 2023
Sovraffollamento, spazi lesivi nella dignità dei detenuti, ma anche personale medico sotto organico e soprattutto il paradosso di tempi troppo lunghi per le scarcerazioni anticipate. Sono alcuni dei disagi vissuti nelle carceri, come emerso dalle visite itineranti negli istituti penitenziari di Perugia, Terni e Spoleto promosse dalle Camere penali umbre insieme all’associazione Nessuno tocchi Caino.
- Sassari. Detenuto morto, la senatrice Ilaria Cucchi: “Non chiare le cause del decesso”
- Benevento. Detenuto morto, due medici a giudizio: il giudice dispone una perizia
- Brescia. Canton Mombello: scatta la protesta “responsabile”
- Novara. Protocollo d’intesa con il Comune per il reinserimento spociale dei detenuti
- Rimini. Il carcere “modello” di impegno per prevenire la recidiva. Firmato il protocollo









