di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 febbraio 2023
Una chiacchierata con chat Gpt, la nuova intelligenza artificiale che sta spopolando online. Tema: carcere e 41bis. L’intelligenza artificiale ci spiega che si deve conciliare la sicurezza con il rispetto dei diritti umani.
di Angelica Giambelluca
trendsanita.it, 14 febbraio 2023
Il carcere può diventare un hub di salute e riabilitazione ma a oggi il detenuto, una volta tornato libero, non ha un riferimento territoriale che continui la presa in carico iniziata nel penitenziario.
di Alberto Cisterna
Il Riformista, 14 febbraio 2023
Rispetto alla drastica contrapposizione tra le forze politiche sul caso Cospito, ancora una volta è toccato ai magistrati ricercare con fatica un punto di equilibrio e di mediazione. Casi simili: Eluana Englaro e Dj Fabo. Il parere reso dalla Procura generale della Cassazione, ai suoi massimi livelli di rappresentanza a quanto si legge, spariglia le carte dell’affaire Cospito che per la verità sembrava incappato in una pericolosa stagnazione. Il ricovero in ospedale del detenuto, autorizzato in via d’urgenza dal ministro della Giustizia, ha infatti solo rinviato la soluzione del problema che è posto dalla perdurante intenzione dell’anarchico di proseguire nello sciopero della fame sino alla revoca del regime speciale ex 41-bis.
di Giulia Merlo
Il Domani, 14 febbraio 2023
La Cassazione potrebbe dire di sì alla revoca del carcere duro per l’anarchico, che ha ripreso ad assumere integratori. Il ministro oggi dovrà difendere il sottosegretario sulla fuga di notizie.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 14 febbraio 2023
Il documento del Superprocuratore è sulla scrivania di Nordio dal 2 febbraio: ora deve decidere. “Il regime non ha ridotto il proselitismo né contenuto le attività del movimento insurrezionalista”.
di Nello Trocchia
Il Domani, 14 febbraio 2023
La rivelazione su Cospito ha infranto tutte le procedure sulla gestione dei documenti. La commissione ha accesso agli atti, ma non si possono copiare né diffondere. La commissione parlamentare antimafia ha gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria, poteri che non consentono di divulgare gli atti, anche quelli del Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
di Pippo Giordano*
Il Fatto Quotidiano, 14 febbraio 2023
Sul 41 bis, ne sto sentendo di tutti i colori. Ma è giusto che se ne parli, ma ciò dovrebbe avvenire con cognizione di causa e non per “disorientare” l’opinione pubblica. Vorrei ricordare che nel corso della mia attività investigativa, spesso tra un interrogatorio e l’altro, c’erano momenti di relax e ciò mi consentiva di affrontare coi pentiti di Cosa nostra tematiche del loro mondo. Parlavamo la stessa lingua, nel senso che ero conoscitore delle dinamiche mafiose oltre che dei componenti le famiglie.
di Giorgio Romeo
La Stampa, 14 febbraio 2023
Duplice femminicidio a Catania. Parla il magistrato che nel 1997 fece arrestare La Motta per omicidio: “Rischiamo la liberazione in massa dei mafiosi presi negli Anni 90”. “Chi ha commesso fatti così gravi, non può tornare libero se c’è il rischio che continuerà ad uccidere. Altrimenti lo Stato cosa potrà dire ai parenti delle vittime?”.
di Giuseppe Scarpa
La Repubblica, 14 febbraio 2023
Intervista al magistrato: “I vecchi boss che controllavano la Capitale sono stati arrestati o sono più deboli: c’è un vuoto di potere da riempire”. La malavita a Roma come la camorra a Napoli. La criminalità della Capitale cambia pelle, si trasforma e assomiglia sempre di più a quella del capoluogo campano: imprevedibile, mutevole, violenta e costantemente in conflitto. Una condizione che sdogana l’uso spregiudicato della forza a tutti livelli, dai vertici fino alle ultime file. Questa la lettura che Alfonso Sabella - magistrato ed ex assessore alla legalità del comune di Roma ai tempi di Ignazio Marino sindaco - dà degli ultimi fatti di sangue che hanno sconvolto la Città Eterna, compresa una fetta importante del Lazio. Il rapimento di Danilo Valeri in un locale a Ponte Milvio il 22 dicembre, l’assassinio di Thomas Bricca ad Alatri il 30 gennaio, l’omicidio il 3 febbraio a Ostia di Fabrizio Vallo, l’uccisione di un caporal maggiore dell’esercito Danilo Lucente Pipitone venerdì a Centocelle e la gambizzazione, lo stesso giorno, di due ventenni a Morena.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 14 febbraio 2023
È l’inferno in terra. È un luogo disumano. Di uomini privati della libertà personale e di ogni diritto. Non è più vita. È il carcere di Poggioreale, il penitenziario più affollato d’Europa. E lo ha detto bene il presidente della Camera Penale di Napoli Marco Campora che oggi, nella biblioteca Tartaglione del Nuovo Palazzo di Giustizia ha preso parte alla conferenza stampa organizzata da Magistratura Democratica (MD) per illustrare il report della recente visita effettuata insieme con l’associazione Antigone a Poggioreale. “Non c’è possibilità di salvare questo carcere, è una struttura vetusta e inadeguata” ha detto senza mezzi termini Campora. Ma pare che qui nessuno lo capisca, entrare a Poggioreale vuol dire avviarsi a morte. Ce lo ricordano i suicidi dietro le sbarre, solo a Poggioreale nell’ultimo anno si sono tolte la vita 21 persone e si contano anche 267 tentativi di suicidio. E nell’ultimo anno in Italia hanno deciso di uccidersi in cella 82 detenuti. Sono i numeri di una strage, una strage silenziosa che passa in sordina come pure passano in sordina le vite degli ultimi, dei dimenticati, di quelli che tanto stanno in carcere e quindi la loro vita vale sicuramente meno di una persona “libera”.
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